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Filetto alla Wellington

La storia del filetto alla Wellington ha origine nell’Inghilterra del XIX secolo quando apparve sulla tavola dell’esigente Duca di Wellington, eroe della battaglia di Waterloo.

L’arrosto, piatto onnipresente sulle tavole inglesi, prese questo nome a causa della somiglianza del filetto in crosta con gli stivali del Duca. Infatti, erano entrambi a forma di cilindro e di un caldo colore dorato.

Questo secondo piatto, anche se non di semplice esecuzione, ha conquistato le tavole italiane per eleganza e bontà ed è diventato l’arrosto delle feste per eccellenza ed è un’ottima alternativa al filetto di maiale all’aceto balsamico. La crosta croccante e dorata racchiude un cuore saporito e tenero di carne appena rosata.

Funghi porcini e speck completano e arricchiscono i sapori di questo piatto la cui fama è senza confini: diffusissimo in Francia, il filetto alla Wellington è grande protagonista anche sulle tavole degli Stati Uniti dove fu portato per la prima volta dalla first lady Jacqueline Kennedy.

Filetto alla Wellington per 4 persone

  • 1 kg Manzo filetto
  • 250 g Funghi porcini secchi
  • 100 g Pasta sfoglia
  • 1 Uova
  • 2 cucchiai Senape
  • 1/2 bicchiere Vino rosso
  • 1 spicchio Aglio
  • 1 cucchiaio Prezzemolo
  • 50 ml Olio extravergine di oliva
  • 200 g Speck
  • Sale – quanto basta
  1. Mettete i funghi secchi a bagno, per 30 minuti, in acqua appena tiepida.
  2. Prendete il filetto di manzo e massaggiatelo con sale e pepe.
  3. In una casseruola capiente e dal fondo spesso fate scaldare due cucchiai abbondanti di olio extravergine di oliva quindi fate rosolare il filetto mantenendo il fuoco vivace e avendo cura di farlo dorare su tutti i lati.
  4. Dopo circa 10 minuti di cottura sfumate il filetto con il vino rosso e, in alternativa, con l’acqua di ammollo dei funghi porcini.
  5. Quando sarà ben rosolato (dopo circa 20 minuti di cottura) togliete la casseruola dal fuoco e lasciate intiepidire.
  6. Nel frattempo prendete i porcini ammollati, strizzateli per bene e cuoceteli in padella con un filo di olio extravergine di oliva. Se preferite potete utilizzare i porcini oppure sostituirli con gli champignon.
  7. In entrambe i casi fateli rosolare in padella con l’aglio in camicia (schiacciato con la lama di un coltello e messo in pentola senza privalo della pelle esterna) il sale, il pepe e qualche fogliolina di prezzemolo.
  8. Quando i funghi sono cotti trasferiteli nel bicchiere di un mixer e frullateli fino a renderli una crema.
  9. Con l’aiuto di un cucchiaio spalmate un velo sottile di senape su tutta la superficie del filetto.
  10. Stendete, al centro della pasta sfoglia, metà delle fette di speck a disposizione, ricopritele con metà della purea di funghi e, infine, adagiatevi il filetto al centro.
  11. Rivestite il manzo con la restante parte di crema di funghi, ricoprite il tutto con le restanti fettine di speck e, aiutandovi con la carta forno che avvolge la pasta sfoglia, avvolgete la carne e il ripieno nella pasta.
  12. Sigillate la pasta sfoglia spennellandola con l’uovo sbattuto. Se vorrete rendere ancora può bello il vostro filetto alla Wellington utilizzate i ritagli della pasta sfoglia per decorare la superficie.
  13. Trasferite il filetto su una placca rivestita di carta forno e cuocete per 30 minuti a 180 gradi.
  14. Sfornate il filetto alla Wellington quando la superficie sarà ben dorata e servite in tavola ben caldo.
  15. Lasciate riposare il filetto per qualche minuto prima di tagliarlo a fette.

Published by thebigdreamfactory

My name is Susie Evans-Ardovini and I created The Big Dream Factory. I was born in the UK and have been a chef and restauranteur for over 30 years. During this time I have also lived in France and Italy where I visited many beautiful places and met many wonderful people. I am particularly impressed with the Italian way of life and their approach to food. Many families work extremely hard to grow and produce their own salumi, cheese, wine and olive oil which means that they have a wealth of knowledge and experience, most of which has been handed down through countless generations. It is no different in the kitchen. Nearly all foods served at an Italian table have been gathered from someones garden or field, and is then served alongside homemade, pasta, gnocchi, and countless dishes that could not be recounted in this tiny space since each family's knowledge is unique ... well, you can only imagine. I have walked Rome, climbed to the top of the Vatican, seen Milan, Venice, the Cinque Terre, climbed mountains, walked The Path of the Gods, wandered the great city of Napoli, lived on the little Island of Ponza and gathered a pile of friends, family and photographs as well as invalueable experience along the way. I became a new immigrant to the U.S.A on December 15th, 2013. With the support of many great friends and a passion (bordering on obsession), I am here in search of the American Dream and to bring you the natural flavours and vibrant colours of Italy. All my pasta, gnocchi and biscotti are made by hand just as I saw Italians do in homes and good restaurants all over Italy, every day and sometimes, twice a day. I hope you enjoy my creations and invite you to share your comments, photographs and recipes with me on Facebook or Twitter. In return I of course, will share beautiful Italy with you.

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