Veneziana o Diplomatico?

Perché Veneziana o Diplomatico?

Quello che in tutt’Italia si chiama Diplomatico, a Taranto, chi sa perché, si chiama Veneziana, che invece è un Dolce Lievitato Milanese, tutt’altra cosa, non c’entra per niente.
Come Veneziana l’ho conosciuta, con questo nome ho fatto l’imprinting delle mie papille gustative, così la devo chiamare per farmi tornare quel gusto dolce ma non troppo, a tratti rotto dall’alcolico della bagna del Pan di Spagna, a tratti dalla dolcezza stucchevole della Crema Pasticciera.
E poi, come dimenticare la soffiata di Zucchero a Velo in faccia agli amici, per questo, in particolare, si prendeva la Veneziana, poi si restava conquistati. L’altro motivo era che da bambini, per la presenza di liquore, non ci era permessa, diventando una conquista dell’adolescenza.

Ingredienti per la Veneziana o Diplomatico?

Difficile dare delle dosi, spesso è un dolce che si fa avendo rimanenze di altre preparazioni, ci si adatta, in linea di massima, a quel che c’é, pur avendo tutta la personalità della preparazione principale, che origina rimanenze da riutilizzare in altre.
Spesso la Pasticceria è così e si preparano vari dolci, ognuno conseguenza di un altro, servendo poi dei vassoi misti di varie piccole porzioni. Goduria moltiplicata.

  • 2 confezioni di Pasta Sfoglia rettangolare
  • un piccolo Pan di Spagna
  • qualche cucchiaio di Crema Pasticciera
  • Alchermes e/o Strega per la Bagna
  • un bel po’ di Zucchero Semolato
  • una busta di Zucchero a Velo Vanigliato

Preparazione della Veneziana o Diplomatico?

Come sapete ci piace fare quasi tutto da noi, anche la Pasta Sfoglia si potrebbe, non ci ha mai soddisfatti, pertanto vi suggeriamo, come abbiamo fatto ancora una volta, di acquistarla già pronta.
La si srotola e taglia in due rettangoli dalle misure uguali alla teglia che intendiamo usare per formare.
Per evitare che in cottura cresca eccessivamente la si bucherella con i rebbi di una forchetta. Ne addolciamo la superficie, altrimenti neutra, cospargendola di Zucchero, si attaccherà per l’umidità superficiale e scioglierà in forno. Con il forno si procede secondo istruzioni della confezione e caratteristiche del proprio forno.
Nel frattempo, pronte le Bagne (semplici miscele di Liquore, Zucchero e Acqua nelle proporzioni preferite, tenendo conto di chi le mangerà), se ne inzuppano, senza disfarle, strisce regolari di Pan di Spagna.
Anche la Crema Pasticciera dovrebbe essere pronta, fredda e consistente ma non troppo, cuocendola tenete sempre conto del fatto che, raffreddando, si consoliderà.
Non resta che formare il Dolce.

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  1. Sistemiamo nel fondo della teglia la prima sfoglia, raffreddatasi;
  2. Aggiungiamo un sottile strato di Crema;
  3. Adagiamo, alternandole, le strisce di Pan di Spagna Rosse e Gialle per la Bagna;
  4. Segue un altro strato sottile di Crema e il secondo rettangolo di Pasta Sfoglia;
  5. Regolando e adattando gli spessori siamo arrivati a riempire con perfezione la teglia fino all’orlo (Ideali sarebbero quelle forme regolabili per torte. Il Forma Torte, l’abbiamo ma è rotondo, il più usuale, confesso che l’abbiamo usato comunque, vi assicuro che i rimasugli del taglio non sono andati sprecati);
  6. Una mezz’ora in frigo compatterà meglio il tutto. Non resterà che sformare, capovolgendo;
  7. Cospargere abbondantissimamente di Zucchero a Velo Vanigliato, pena il non poter imbiancare gli amici.

Ora al taglio con un coltello seghettato da pane e passare all’assaggio, “assaggio” si fa per dire.

Note
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C’hama mangià josc . . . mamm ce croc stu mangià