Crostata dietetica con Strutto

Crostata dietetica con Strutto, sembrerebbe una contraddizione in termini questo titolo, non lo è, in quanto si riferisceDSC_1096f alla netta diminuzione di grassi totali che si può ottenere con l’uso dello strutto al posto del Burro nella Pastafrolla. La nostra ricetta tipo, quella che c’ha sempre soddisfatto per fragranza e gusto, prevederebbe 150 grammi di burro, usando lo strutto abbiamo ottenuto risultati anche migliori con solo 100 grammi, una riduzione netta di ben un terzo delle calorie provenienti da grassi. Ovvio che sarebbe stata ancora più dietetica usando Olio Extra Vergine d’Oliva, l’abbiamo anche fatto e ve ne daremo presto la nostra versione, ma non avremmo avuto la stessa fragranza, che nella Pastafrolla è tutto, vi pare? Risultati ancora migliori di questo, con una ulteriore possibile diminuzione di dieci o quindici grammi almeno, approssimandoci così ad un dimezzamento totale, l’abbiamo ottenuta usando lo strutto da noi stessi fatto in casa, ne parleremo il prossimo inverno, sperando di trovare la materia prima, cosa sempre più difficile con la tendenza a macellare maiali giovani e magri.

Per una normale crostata in teglia da 24 cm abbiamo usato queste dosi:

  • tre etti di Farina 00
  • un etto di Zucchero semolato
  • un etto di Strutto
  • la Buccia Grattugiata di un Limone
  • due tuorli d’Uovo
  • mezza bustina di Lievito secco per dolci
  • quattro cucchiai di Latte
  • quattro etti di Confettura di Frutta, questa è di Mele Cotogne, una delle tante che facciamo, di cui a tempo debito, la loro stagione, parleremo. Quelle già scritte le trovate alla voce “Conserve” delle Categorie

Con Farina e Zucchero in una ciotola formare un cono in cui ricavare un fossetto alla sommità, qui sistemare lo Strutto, la buccia del limone, i tuorli ed il lievito sciolto preventivamente nel latte, evitando così la formazione di grumi ed ottenendone una buona distribuzione, malgrado il minimo tempo di impasto richiesto dalla pastafrolla. Passiamo ad amalgamare il minimo indispensabile, ottenuta una palla la lasciamo riposare coperta ed in frigo per una mezz’ora. Trascorso il tempo, tagliarne un terzo e con la parte restante foderarne la teglia creando un bordino alto un dito e mezzo, per contenere la Confettura, che andremo a distribuire; ricopriamo con un incrocio di strisce, ottenute dal primo terzo, disteso con un mattarello infarinato su una carta da forno fino ad ottenere un disco quasi delle stesse dimensioni della teglia, da questo, con l’ausilio di una rotella ondulata, otteniamo strisce di misure adatte alla cancellata ed alla copertura di tutto il bordo esterno, coprendo così i punti d’attacco. Spero d’esser stato chiaro, promettiamo di inserire alla prossima occasione le foto della sequenza. La crostata va infornata per circa tre quarti d’ora a 170/180°C al piano basso. Data la differenza tra i forni consigliamo, almeno le prime volte, di regolarsi a vista. A noi piace ben dorata, tanto da ottenere la pasta croccante in superficie.

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Ricordiamo che le crostate, data la presenza di grassi, vanno sformate ancora calde altrimenti, questi, solidificandosi, rendono difficile l’operazione con il rischio di spaccarle dato il loro primario pregio che sta nella friabilità.

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