Chiacchiere o Frappe

DSC_0874fVeloce, veloce che altrimenti anche quest’anno mi perdo l’occasione di farvi conoscere le nostre eccellenti Chiacchiere, forse il più facile, semplice e, forse anche per questo, più praticato e famoso “Dolce” Carnevalesco. Cambia il nome a seconda delle regioni, le chiamano Cenci, Frappe, Crostoli, Nastrini e forse in altri modi che al momento non mi sovvengono, c’è chi dà anche forme di nocchette ma solitamente si tratta di lasagne o pappardelle più o meno spesse, frastagliate e tagliate ma alla fine è sempre un impasto di farina, qualche uovo ed dello zucchero, variamente aromatizzato, steso a sfoglia e, come detto, variamente tagliato e formato, quindi fritto. In Puglia infondo c’è la vecchia tradizione delle Cartellate, simili nella sostanza, ma da non confondere, altrimenti si mischierebbe il sacro con il profano. Rendono tantissimo in cottura e sono rigide pertanto con poco se ne fanno degli enormi vassoi, che scatenano l’allegria dei commensali a fine pranzo, ognuno trova il suo modo per liberarle dell’eccesso di zucchero a velo di cui vengono alla fine spolverate.

Ne diamo il dosaggio usando come base un uovo, già così ne vengono tante, è facilissimo così calcolare i multipli:

  • due etti di Farina 00
  • due cucchiai di Zucchero semolato
  • un Uovo intero
  • mezzo bicchiere di alcolico profumato come può essere Marsala o Rum, quest’anno abbiamo usato la Verdeca di Gravina
  • due cucchiai di Olio EVO o poco più di Burro, quest’anno abbiamo usato, avendone fatto di sopraffino, un solo cucchiaio di Strutto, basta data la resa, così le facciamo dietetiche per quello che è possibile
  • abbondante Olio per friggere, scelga ognuno il preferito, noi abbiamo insistito con lo Strutto
  • quanto basta di Zucchero a velo Vanigliato

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La preparazione consiste in:

  1. In una ciotola o facendo la classica fontanella si versano nell’ordine farina, uova, burro o cos’altro volete, e lo zucchero
  2. Iniziate l’impasto in punta di dita, poi proseguite come al solito, aggiungendo man mano l’alcolico, dobbiamo ottenere una consistenza sostenuta, adatta ad essere stesa con macchina o mattarello
  3. Quando l’impasto è omogeneo e setoso lo lasciamo riposare almeno una mezz’ora in un recipiente coperto
  4. Lo si stende come meglio si crede ad uno spessore di due o tre millimetri, ovviamente le sottili saranno croccanti, le più spesse saranno più pastose, sarà il vostro gusto a dirvi come
  5. Tagliarle e formarle secondo i gusti, l’ideale è un rettangolo o rombo di circa otto o dieci centimetri per quattro o sei, tagliato con la rotella ondulata anche al centro
  6. Friggere subito in olio caldo e profondo, poche per volta per non abbassare troppo la temperatura ed ottenere delle chiacchiere croccanti. Nel grasso scelto per friggere noi mettiamo a freddo la buccia di mandarino e/o arancia, oltre ad indicarci la temperatura raggiunta con il suo sfrigolio, profuma olio ed ambiente
  7. Prelevarle con una pinza o un ragno scolando subito l’eccesso d’olio, metterle a scolare, appena raffreddate spolverare di zucchero a velo vanigliato e servire

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