Coniglio in Porchetta

Coniglio in Porchetta

1275 Carisio in viaggio (Clicca QUI per l’inizio della storia di Carisio)
 
La notte appena trascorsa alla LOCANDA DELL’OCA UBRIACA, tutto sommato era andata bene.
 
Carisio era rimasto piacevolmente sorpreso dalle stanze pulite e soprattutto dai pagliericci freschi e senza pidocchi, non era scontato in quei tempi e in quella zona, era riuscito a scaldarsi decentemente con la zuppa di cicerchie gustata la sera prima nella locanda.
 
L’alba faceva capolino dalle finestre, la pioggia battente che la notte precedente lo aveva colto di sorpresa era terminata, ed era giunta l’ora di rimettersi in viaggio.

Controllò la tracolla che aveva con sé, doveva essere certo che tutto fosse al proprio posto prima di partire, frugò all’interno con la mano e toccò la pergamena chiusa con il sigillo del conte, era fondamentale la riuscita della missione, non poteva fallire.
 
“Mangiate qualcosa viandante, prima di partire?” chiese il locandiere quando lo vide scendere dai piani superiori.

“No vi ringrazio, devo mettermi subito in viaggio” Il locandiere gli fece cenno di avvicinarsi, aveva l’aria del cospiratore, d’istinto Carisio toccò il piccolo coltello nascosto sulla schiena dietro al mantello, non si sapeva mai con chi si aveva a che fare.
 
Si avvicinò e il locandiere sussurrò “Attento d’ora in poi, ieri notte siete stato notato e non tutti erano sguardi disinteressati” detto questo, si allontanò tornando alle sue faccende e il viandante fece un cenno di ringraziamento e se ne andò.
 
Il viaggio era ancora molto lungo aveva fretta sì, ma ora doveva stare all’erta, per cui decise di non spronare il cavallo allo sfinimento ma di galoppare con tranquillità, almeno per qualche chilometro.
Un fruscio alla sua sinistra catturò la sua attenzione, era arrivato da dietro un cespuglio.
 
Scese da cavallo, prese l’arco e una freccia dalla faretra appesa alle sue spalle e si avvicinò il più possibile al cespuglio, silenziosamente.

Un altro fruscio e la freccia scattò, ci fu un lamento di un piccolo animale e capì che il suo “inseguitore” altro non era che un coniglio, beh, poco male, più tardi avrebbe avuto fame e nel frattempo poteva intanto prepararlo a dovere, in fin dei conti era pur sempre figlio di contadini, sapeva come fare.
 
Si spostò in un punto più tranquillo, fuori dal sentiero battuto ma con la visuale a una possibile imboscata.

Pulì e disossò il coniglio, trovò diverse erbe aromatiche con cui farcirlo tra cui il finocchietto selvatico e fortuna, poco più in la, v’era una campagna con del granoturco da raccogliere, ne prese due e utilizzò le foglie per chiuderlo.

Quella sera lo avrebbe arrostito e mangiato, ogni tanto la fortuna girava.
Clicca QUI per il terzo e ultimo capitolo della storia di Carisio
 
Cosa aspettiamo? Accendiamo i fuochi, si parte!

  • DifficoltàAlta
  • CostoCostoso
  • Tempo di preparazione3 Ore
  • Tempo di riposo30 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora 30 Minuti
  • Porzioni8
  • Metodo di cotturaForno elettrico
  • CucinaRegionale Italiana

Ingredienti

  • 1 kgconiglio (disossato)
  • 200 gcarne macinata (mista)
  • 300 gcarne macinata (manzo)
  • 1salsiccia
  • 200 gpancetta (tesa) (affumicata speziata)
  • 100 golive nere (denocciolate)
  • 1cipolla dorata (piccola)
  • 6 spicchiaglio
  • 1 costasedano
  • 1carota (media)
  • 3 ramettirosmarino
  • vino bianco (Un bicchiere)
  • acqua (Un bicchiere)
  • 10 gsale
  • q.b.finocchietti selvatici
  • olio di oliva (Quanto basta)
  • timo (Quanto basta)
  • maggiorana (Quanto basta)
  • pepe (Quanto basta)

Procedimento

  1. Tritare a cubetti la cipolla, il sedano e la carota. Metterli a soffriggere in una padella con 3 cucchiai d’olio d’oliva a fuoco medio basso.

    Quando la cipolla sarà appassita, aggiungere la salsiccia sbriciolata. Rosolare per qualche minuto e sfumare con ½ bicchiere di vino bianco.

    Quando il vino sarà completamente ritirato e la salsiccia rosolata, spegnere la fiamma e lasciar raffreddare.

  2. In una ciotola uniamo i macinati, le olive, il soffritto freddo, le spezie a piacere e il sale, mescoliamo sino ad amalgamare tutti gli ingredienti, il composto sarà molto morbido per via dell’olio del soffritto.

  3. Lavare accuratamente il coniglio disossato sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali residui di peli o piccole ossa frantumate.

    Aprire a libro, adagiare su carta forno o pellicola e ispezionare la carne per eventuali ossa ancora presenti.

    Con un coltello affilato tagliamo le parti di carne più voluminose aprendole a libro ma senza staccarle.

    A questo punto possiamo batterlo con un batticarne per appiattirlo il più possibile.

    Salare e pepare il coniglio e iniziare a distribuire il composto di macinato su tutta la superficie lasciando però libera la parte della chiusura.

  4. Arrotolare nel senso della lunghezza cercando di stringere il più possibile, foderare con la pancetta tesa.

  5. Legare con spago da cucina ponendo sulla superficie 3 rametti di rosmarino.          

    Adagiare il coniglio in una pirofila da forno con ½ bicchiere di vino bianco, un bicchiere d’acqua, 3-4 cucchiai d’olio d’oliva, 6 spicchi d’aglio in camicia.

  6. Cuocere per 1h 30m forno ventilato a 180°C avendo cura di irrorare ogni 10-15 minuti il coniglio con l’intingolo presente nella pirofila, verso metà cottura, sarà possibile girarlo con cautela.

  7. A cottura ultimata lasciar raffreddare fuori dal forno per poterlo poi tagliare a fette.

    Filtrare la salsa rimasta in una casseruola e portala a bollore per ridurla leggermente.

  8. Versarla in un contenitore alto e con un frullatore a immersione montarla a “maionese”.

  9. Servire il coniglio con la salsa e una tritata generosa di finocchietto selvatico.

    Il coniglio in porchetta può essere conservato in frigorifero sino a 3 giorni, la “maionese” avanzata tenetela separata poichè diventerà molto dura.

    In alternativa può essere congelato.

Guarda anche (clicca sulla scritta rossa)

Zuppa di cicerchie (Prima parte della storia di Carisio) e Trippa di mare (Terza e ultima parte della storia di Carisio)

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2 Risposte a “Coniglio in Porchetta”

    1. Buongiorno a te cara! ti assicuro che il lavoro ne vale veramente la pena, è buonissimo! Fammi sapere se lo rifarai!

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