Un vero romano de roma: il maritozzo

Alzi la mano chi sentendo parlare di maritozzo non immagina subito di essere seduto a un tavolino di un bar di Trastevere, baciato dal bel sole romano.

Maritozzi-(2-di-2)Eh sì perché il maritozzo è un dolce tipico laziale, diffusissimo in tutti i bar romani, si presenta come un piccolo panino dolce e morbido, il cui impasto è arricchito con uvetta e pinoli. Ma trattenete l’acquolina perché non è finita qui. Di solito viene servito a colazione tagliato in due e farcito con panna montata fresca.
È un dolce romano al 100%, la sua antenata era una pagnottella addolcita con miele e uva passa, e gli antichi romani erano soliti portarle nelle loro bisacce durante le lunghe giornate di lavoro nei campi.
In epoca cattolica, la sua storia si lega alla Pasqua: il maritozzo era l’unico dolce che i romani si concedevano durante la Quaresima, ed era infatti conosciuto anche come “quaresimale” e si era aggiudicato la qualifica di “Er sacro maritozzo”.
In epoca moderna è diventato più piccolo, il suo ripieno è stato arricchito con uvetta e pinoli e nel frattempo la sua storia è diventata anche più romantica: i futuri sposi, i maritozzi appunto, li regalavano alle fidanzate in segno del loro amore, e questa dolcezza anzicchè essere lucida in superficie, aveva una decorazione di zucchero che raffigurava due cuori trafitti. Una cosa rimase invariata veniva regalato sempre al tempo della Quaresima.
Durante le ricerche non sono riuscita a capire in quale momento della sua storia, il maritozzo diventò un dolce di largo consumo..beh in effetti è troppo buono per essere mangiato solo per quaranta giorni l’anno!

Se volete provare a preparare questo “vero romano de Roma” ecco la ricetta (http://ricette.giallozafferano.it/Maritozzi.html)

I miei dolci, I miei lievitati ,
Sonia Peronaci

Informazioni su Sonia Peronaci

Innamorata della cucina in tutte le sue forme, ho fatto di questa passione un lavoro creando GialloZafferano, ho condotto una trasmissione su Fox-Life e ogni tanto mi diverto a pubblicare dei libri di cucina. Nella mia vita, 3 figlie, un compagno, 2 simpaticissimi e rumorosissimi pincher, oltre a una ventina di ragazzi in redazione a Giallozafferano.

Precedente A ciascuno la sua sopresa: gli ovetti ripieni Successivo Missione costoletta alla milanese