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Cinema e cibo rappresentano un connubio vincente. L’alchimia delle immagini e dei sapori rievocati coinvolgono tutti i nostri sensi e, proprio come quando assaggiamo qualcosa, certi film ci immergono subito in atmosfere speciali.

 

Basti pensare a “Marie Antoniette” di Sofia Coppola con i suoi macaron, ai dolcetti di Mendl’s di “The Grand Budapest Hotel”, alla ricetta segreta di “Mystic Pizza” con Julia Roberts e alla Sacher di Nanni Moretti.

Nel film “Sostiene Pereira”, tratto dal libro di Tabucchi, il protagonista interpretato da Mastroianni è un giornalista che abita a Lisbona nell’ovattata tranquillità dell’abitudine. Pereira frequenta sempre lo stesso caffè dove ordina la Tortilla (frittata) con erbette aromatiche e limonata.
Ecco la ricetta:

  • “Pereira si recò in cucina, sbattè quattro uova, vi mise un cucchiaio di mostarda di Bigione e un pizzico di origano e di maggiorana. Voleva preparare una buona omelette alle erbe aromatiche, e forse Monteiro Rossi aveva una fame del diavolo, pensò.”

Tortilla (frittata) alle erbette con Limonata di “Sostiene Pereira” di Roberto Faenza

Tortilla (frittata) alle erbette con Limonata di “Sostiene Pereira” di Roberto Faenza
 

Nel film tratto dal libro di Tabucchi, il protagonista interpretato da Mastroianni è un giornalista che abita a Lisbona nell’ovattata tranquillità dell’abitudine. Pereira frequenta sempre lo stesso caffè dove ordina la Tortilla (frittata) con erbette aromatiche e limonata. Ecco la ricetta: “Pereira si recò in cucina, sbattè quattro uova, vi mise un cucchiaio di mostarda di Bigione e un pizzico di origano e di maggiorana. Voleva preparare una buona omelette alle erbe aromatiche, e forse Monteiro Rossi aveva una fame del diavolo, pensò.”

 

Il cioccolato al peperoncino di “Chocolat” di Lasse Hallström

 

Lo stile di Juliette Binoche e il fascino di Johnny Depp sono solo due degli ingredienti del successo di questo film di Lasse Hallström. Il terzo protagonista è il cioccolato che pervade ogni immagine del film, risvegliando nei personaggi desideri e sogni fin troppo arditi per un paesino della Normandia poco incline ai cambiamenti. In una scena memorabile la protagonista Vianne riesce a sciogliere il cuore della scorbutica vedova Armand con tre gesti:

  • versa della cioccolata calda in una tazza, aggiunge un pizzico di peperoncino che la vedova a prima vista scambia per “cannella rancida” e guarnisce con un cucchiaino di panna.

Dopo pochi sorsi Armand inizia a sorridere di gioia.

La Ratatouille di “Ratatouille” di Brad Bird e Jan Pinkava (Pixar)

La Ratatouille di “Ratatouille” di Brad Bird e Jan Pinkava (Pixar)

 

Spesso amiamo sapori che ci ricordano momenti e atmosfere particolari. Nel film della Pixar il topolino Remy riesce a rielaborare la ratatouille conquistando il favore del severissimo critico gastronomico Anton Ego. La ratatouille è un piatto povero a base di pomodori, zucchine, peperoni, cipolle e aglio. In realtà la ricetta di Remy è stata creata dallo chef Thomas Keller del ristorante The French Laundry.

  • Nella sua versione ci sono melanzane e zucchine gialle e una cottura lenta

che fa pensare a piatti simili di origine mediterranea. Per saperne di più potete consultare il suo libro “The French Laundry Cookbook”.

 

Lo strudel di “Bastardi Senza Gloria” di Quentin Tarantino

Lo strudel di “Bastardi Senza Gloria” di Quentin Tarantino

 

Lo strudel di mele caldo è un piacere da gustare piano e magari non mentre un ufficiale delle SS ti sta fissando, come succede in “Bastardi Senza Gloria”. Ma Tarantino è un maestro del contrasto, capace di far parlare con leggerezza di hamburger a due killer e di cucito a degli agguerriti membri del Ku Klux Klan. Quando il terribile Il colonnello Hans Landa detto “il cacciatore di ebrei”, ordina uno strudel caldo, la dolcezza delle mele e della crema arriva alla gola degli spettatori come veleno, perché la torta e i suoi modi cortesi non fanno che procrastinare la sua imminente crudeltà. E così, ad ogni morso, si stringe lo stomaco agli spettatori e a Shosanna, la giovane seduta accanto a lui e a cui il colonnello aveva determinato la famiglia.

 

Il toast di “Chef” di Jon Favreau

Il toast di “Chef” di  Jon Favreau

 
 

Il film di Favreau ti farà venire una fame incredibile. Grandi protagonisti sono la cucina cubana e lo street food. Ma la cosa che ti farà correre in cucina è la sequenza che racconta la preparazione del perfetto toast al formaggio.

  • Prendi due fette di pane e spalmaci del burro. Nel frattempo, su una piastra o una padella, metti un filo d’olio e appoggiaci il pane. Appoggia su entrambe le fette del cheddar cheese  e poi sovrapponi le fette di pane, lasciandole sul fuoco finché il formaggio non si fonde. Spalma ancora un filo di burro sul lato superiore e volta il panino. Da servire caldo. E quando non siete a dieta.

 

La pasta al forno del “Pranzo di Ferragosto” di Gianni Di Gregorio

La pasta al forno del “Pranzo di Ferragosto” di Gianni Di Gregorio

 

Premiato con David di Donatello e un Nastro D’Argento, il film di Di Gregorio racconta le vicende di Gianni, un uomo solo e di mezza età, alle prese con la madre anziane e le sue amiche, arzille e parecchio esigenti. Per preparare un memorabile pranzo, Gianni va a fare la spesa al mercato e dal macellaio di fiducia, scegliendo gli ingredienti con cura. A casa prepara lla pasta al forno, tagliando la mozzarella che poi dovrà fare “la crosticina”. La preparazione è un rito da gustare bevendo un goccetto di vino, ma “buono eh”.

 

Le torte di “La finestra di fronte” di Ferzan Özpetek

Le torte di “La finestra di fronte” di Ferzan Özpetek

 

Giovanna, interpretata dalla Mezzogiorno, riscopre la gioia della vita grazie alla cucina di Simone, ex-pasticcere che le insegna delle ricette prelibate. La cucina è un tema ricorrente nei film di Özpetek: i personaggi spesso si ritrovano a tavola o davanti ai fornelli; ogni piatto preparato con cura sembra allentare le ansie della vita, sciogliere le inibizioni e ricordare cosa conta sul serio.

 

Il cibo immaginario di “Hook Capitan Uncino” di Steven Spielberg

Il cibo immaginario di “Hook Capitan Uncino” di Steven Spielberg

 

A volte sarebbe bellissimo se magicamente trovassimo nel piatto quello di cui abbiamo voglia. Niente file al supermercato, nessun ricettario né lunghe preparazioni. Anche chi ama cucinare lo ha sognato almeno una volta. Sull’isola che non c’è questo capita, ma solo se si torna bambini e si usa la propria immaginazione. Da non provare quando ricevete ospiti. Potrebbero non avere fantasia.

Fonte: il Web
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