Sa Piscadura

Sa Piscadura

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Oggi vi presentiamo un piatto tipicamente sardo: “Sa Piscadura”. Anticamente veniva preparato principalmente dai contadini e pastori ma, visto che tutti o quasi allevavano il maiale, era un piatto presente in quasi tutte le case. Una volta macellato, si conservavano sotto sale le parti che non venivano consumate subito (zampe, orecchie e parti della testa) e Sa Piscadura si preparava in primavera. Adesso invece la carne si compra (a casa mia usiamo costole, parti con tanta polpa, lardo e salsiccia), si lascia sotto sale per almeno una settimana e si prepara il giorno di giovedì grasso. In alcune parti della Sardegna si usano le fave al posto dei ceci. Non è decisamente un piatto da preparare per due persone (non che lo vieti qualcuno) ma di solito ci si riunisce in famiglia o con amici per mangiarlo. Per preparare questo piatto non ci sono delle dosi precise, diciamo che variano in base al gusto. Questi sono gli ingredienti che vi serviranno:

1 Kg di ceci
10 patate grandi
2 Kg di carne di maiale (costole, polpa, salsiccia stagionata e lardo)
5 cipolle
1 verza grande
1 mazzo di bietole
Pane carasau (a volontà)

Una settimana prima mettere la carne sotto sale. La sera prima della preparazione del piatto mettere a mollo in acqua tiepida i ceci. Ora iniziamo a preparare il piatto; sciacquiamo la carne per levare il sale e facciamola cuocere in una pentola abbastanza grande piena d’acqua insieme ai ceci. A metà cottura aggiungiamo le bietole a pezzi, le patate a pezzi (ma non a dadini), la verza e le cipolle e lasciamo cuocere fino a che diventa tutto tenero ma non sciolto. Con una schiumarola peschiamo (da qui deriva il nome piscadura) tutti gli ingredienti e sistemiamoli in un piatto. Infine bagniamo il pane carasau a pezzi nel brodo, mettiamolo sul fondo dei piatti e serviamo Sa Piscadura calda..
Questa è la nostra versione, ma sappiamo bene che in tutta la Sardegna il piatto varia a seconda dei gusti e delle usanze. Ora siamo curiose di sapere come la preparate voi.. 😉

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