GRAPPA al PINO MUGO

Il pino mugo (pinus mughus) cresce sulle montagne dolomitiche tra i 1200 e i 2700 metri altezza ed è utilizzato, per le sue proprietà balsamiche e digestive, nella preparazione di diversi prodotti tra cui creme, olii ed infusi. È l’unica conifera che cresce a questa altitudine e che riesce a sopportare il clima freddo con pioggia, neve e vento secco. Qui il pino mugo contribuisce anche alla protezione dalle valanghe.

Dal Cuciniere:

Questo liquore dal gusto deciso può essere ulteriormente aromatizzato aggiungendo piccole quantità di resina estratta dal mugo.

E’ ottimo consumato fresco ed è particolarmente indicato per le vie respiratorie.

Da centinaia di anni questa conifera sempreverde viene utilizzata dagli abitanti della regione dolomitica, che da subito ne hanno riconosciuto l’effetto rilassante e antidolorifico.

L’olio essenziale di pino mugo ha proprietà antisettiche ed è adatto per uso interno ed esterno. L’effetto mucolitico e antinfiammatorio di questo olio essenziale non solo allevia le affezioni delle vie respiratorie e arreca sollievo in caso di influenza, naso chiuso e bronchite, ma mitiga anche i dolori muscolari.

Nel nostro caso utilizzeremo le pigne del pino mugo vengono raccolte tra maggio e giugno quando sono ancora piuttosto verdi e vengono subito lavorate per ottenere la grappa al pino mugo.

Diversamente dalla maggior parte delle grappe che vengono degustate a temperatura ambiente, la grappa al pino mugo viene servita fresca.

  • Difficoltà:
    Molto Bassa
  • Preparazione:
    40 giorni
  • Costo:
    Medio

Ingredienti

  • 1 l Grappa
  • 20 g Zucchero
  • 6 gemme di pino mugo

Preparazione

  1. Mescolate la grappa con lo zucchero e aggiungete le gemme del pino mugo.

    Fate attenzione a scegliere delle pigne che non si siano ancora aperte.

    Mettete il tutto in un vaso e chiudetelo molto bene. Dovrete lasciare il vaso in un luogo soleggiato e agitarlo spesso (io lo facevo una volta al giorno).

    Inizialmente la grappa è chiara, trasparente…ma con il passare dei giorni comincerà ad assumere una colorazione ambrata. Il vaso che vedete in fotografia aveva già “subito” 35 giorni di macerazione.

    Dopo 40 giorni circa è il momento di filtrare la grappa ed imbottigliarla.

    Cin cin!

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Cibo per la mente

Eppure sembrava che tutto dovesse aver fine, che nulla potesse salvarci dal baratro angoscioso di una vita senza senso, di uno star male ormai insopportabile, da un senso di pesantezza soverchiante la nostra tenace resistenza.

No, non è mai troppo tardi per ritrovare se stessi e districare le matasse aggrovigliate di sensazioni ed emozioni rauche di felicità.

Volersi bene, Pietro Lombardo

 

 
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