Maremma che Blog Tour

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E’ la prima volta dopo tanti anni che mi ritrovo a scrivere il resoconto di una “gita”. Non vado a scuola già da un pò,ma proverò a farvi vivere l’esperienza che ho avuto grazie all’ AIFB (associazione italiana foodbloggher) di cui faccio parte. Sono stata scelta per partecipare al Blog Tour Pecorino Toscano Live in Maremma nei giorni 4 e 5 settembre, un percorso dedicato interamente al Pecorino Dop,dalla mungitura delle pecore a cui ho partecipato personalmente,dove ho potuto toccare con mano, e toccare con mano,lo sottolineo(in quanto una pecora mentre la mungevo ha creduto opportuno fare i suoi bisogni sulle mie mani,ma anche questo fa parte di un viaggio istruttivo all’insegna del divertimento!!) alla stagionatura del Pecorino in grotta.

Tutto ha avuto inizio partendo dalla stazione di Viareggio,dove sul treno ho incontrato Camilla,bloggher anche lei. Alla stazione di Grosseto abbiamo conosciuto Lisa e Massimo,due degli organizzatori. Insieme a loro e ad altre bloggher siamo andati a mangiare a “L’uva e il malto” nel centro di Grosseto,un ristorante davvero eccellente. Dopo aver mangiato e bevuto dei bei vini ci siamo diretti all’allevamento Vannini a Semproniano,dove ci aspettava la signora Vania,che insieme al figlio si occupa di un gregge di 280 pecore.Ed è qui che ho avuto la mia esperienza di mungitura di cui vi parlavo prima. Il Consorzio del pecorino Toscano Dop ha indotto un programma di nutrizione specifico per le pecore,dove non si utilizzano i classici mangimi ma solo ed esclusivamente l’erba,sfruttando la disponibilità delle qualità in base alle stagioni,tutto frutto di un buon latte e quindi di un ottimo formaggio.Dopo aver assistitito anche ad una mungitura con le macchine,la famiglia della signora Vania ci ha preparato una a dir poco strepitosa merenda.Più che merenda sembrava il buffet di un matrimonio,dove abbiamo degustato alcuni dei formaggi prodotti dal Caseificio Il Fiorino, azienda strepitosa che ha collaborato a questo Blog Tour. Tutto accompagnato da buon vino e birra artigianale.

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La giornata prosegue con un cooking show di piatti tipici preparati secondo antiche ricette di famiglia di Simone e Angela,dell’azienda Il Fiorino.Ci fermiamo per la cena e poi rientriamo per il pernottamento al Grand Hotel Impero Spa e Resort.

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La mattina, dopo una ricca e golosa colazione ci rechiamo al Caseifcio Il Fiorino,a Roccalbegna,dove comincia la nostra visita guidata in tutte le fasi che percorrono il formaggio,partendo appunto dal latte prodotto il giorno prima.Grazie alla professionalità di Angela, figlia del fondatore,e del marito Simone, in questi moderni ambienti si è dato vita ad una vera e propria catena di lavorazione che si avvale delle più moderne tecnologie, senza mai dimenticare la tradizione.Il percorso che dal latte arriva al formaggio viene definito “Caseificazione”, e tutto ciò avviene in diverse fasi.Si comincia con la mungitura delle pecore,poi si porta il latte al caseificio,e si comincia..la prima fase è quella della cagliatura.Per fare il formaggio è necessario che il latte passi da uno stato liquido ad uno stato semiliquido.Questa trasformazione è resa possibile dal’aggiunta di una proteina la caseina. Nel caso del Pecorino Toscano Dop, si aggiunge caglio di vitello o presame vegetale.Dopo una ventina di minuti il latte diventa come un grande budino.Questo è il momento giusto per fare il Ravaggiolo, un formaggio fresco che si ottiene prelevando la parte superiore della cagliata e mettendola a scolare in apposite fuscelle. Adesso è il momento della rottura della cagliata: con appositi strumenti si rompe il “budino”. La dimensione della rottura varia a secondo del tipo di formaggio che si vuole ottenere.Dalle grosse botti posti ad un livello rialzato, la cagliata rotta viene coinvogliata in tubi che la spingono fino ai tavoli sottostanti per permettere la formatura del pecorino.Gli operatori pressano il formaggio negli appositi contenitori,rigorosamente a mano.

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I contenitori sono poi portati nella camera calda,e nel giro di poche ore, le forme perdono gradualmente l’umidità.In questa fase le forme devono essere capovolte spesso per evitare che la parte inferiore si addensi di più di quella superiore.Qui entra in gioco l’abilità del casaro, capire quanto sarà la frequenza per avere un formaggio omogeneo.La salatura è la fase in cui  la cagliata pressata diventa formaggio. La presenza del sale consente l’eliminazione del siero e la formazione della crosta.Il Caseificio Il Fiorino utilizza il sale di Volterra,un sale antichissimo più delicato rispetto a quello marino classico.Poi avviene la stagionatura,un riposo su assi di legno che va da 20 giorni a 4 mesi.Dopo la stagionature le forme di pecorino vanno lavate e spazzolate per eliminare le muffe formatisi.Finale:il marchio dell’azinda che lo contraddistingue.

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Successivamente siamo andati a visitare Roccalbegna,un piccolo centro caratteristico che val la pena visitare,dove c’è la grotta naturale dove si stagiona il miglior Pecorino che io abbia mai mangiato,che conta oramai innumerevoli premi e riconoscimenti: la Riserva del Fondatore. Più che grotta sembra un paradiso:il paradiso del Pecorino Dop.profumi indescrivibili e file e file di tesori allineati perfettamente. Angela sceglie uno dei numerosi pecorini allineati e lo apre per noi..!! Lo assaggiamo: ecco ..io penso che mi sono sentita in una di quelle scene dove tutto resta immobile e io con il mio boccone mi godo il momento davvero magico..un gusto e un profumo indescrivibile,che auguro a tutti di vivere!!

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Ultima tappa..torniamo al Caseificio dove Simone e Angela ci donano ricotta,formaggi,(tra cui la Riserva del Fondatore),un bel libro che racchiude storia e ricette della loro famiglia..e vari regali che una bloggher può solo adorare..ne usciamo con la faccia di bambini che hanno appena ricevuto la visita di Babbo Natale!!

Un grazie speciale a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo.

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4 commenti su “Maremma che Blog Tour

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