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Piatti Unici e verdure,  Ricette Pugliesi

Pancotto con cime di rape.

Buongiorno a tutti! Ieri mi siete mancati un po’…ho avuto una giornata  troppo movimentata e poco tempo da dedicare al blog, ma oggi cerchero’ di farmi perdonare. La ricetta di cui vi voglio raccontare oggi è molto umile e povera ed è legata al mondo contadino, ma quello di una volta non quello di oggi!!!Il pancotto in tutte le sue svariate versioni era una ricetta che serviva per riciclare in primis il pane raffermo, ma quello buono di grano duro con una crosta di quasi un centimetro e cotto al forno a legna, rigorosamente preparato in casa con lievito madre il famoso “lvat” almeno così si chiama nel mio paese. Oltre al pane nella casa dei contadini non mancava mai l’olio extravergine e le verdure oltre ad una serie di aromi come il peproncino. Percio’ si trovano versioni di pancotto realizzate con patate , cipolle e verdure in varie combinazioni ed a seconda della zona d’italia si arricchisce di ingredienti autoctoni. Qui da noi in Puglia la versione piu’ semplice è quella realizzata con le cime di rape. Sostanzialmente il pancotto non è altro che pane raffermo cotto per poco tempo nella stessa acqua in cui si cucinano le cime di rape e poi condito con olio extravergine di oliva. Questo piatto contadino è nella sua semplicità non solo molto buono,  ma anche completo,  percio’ ideale per una buona cena dal sapore antico accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso. Nei miei ricordi rivivono ancora le immagini di mio nonno che puntualmente nel periodo invernale si preparava spessissimo certi piattoni di pancotto con le rape oppure con i cavolfiori,  debitamente conditi con acciughe sott’olio,  saltate nell’olio bollente con aglio e peperoncino, piatti che se dovessi mangiarli io,  sarei sazio per almeno 1 settimana tanto che erano grandi ! Erano altri tempi, altri uomini, che facevano sicuramente un lavoro ed una vita diversa dalla nostra,  percio’ c’era un così tale dispendio energetico nella loro attività lavorativa che un certo tipo di nutrizione era anche giustificato, immaginate che mio nonno ogni mattina alle 4.00 si preparava la pasta per colazione prima di andare in campagna con la sua motoretta sport oppure in bicicletta………Lasciamo da parte questo nostalgico deja vu nel passato,  per guardare al presente,  infatti l’altra sera ispirato da un ciuffeto di cime di rape di Minervino Murge, che mi erano avanzate in frigo ed approfittando di una pagnottella di pane di Altamura ho realizzato questo specialissimo pancotto che non gustavo da qualche tempo dal gusto molto retrò. Ecco a voi la mia semplice ricetta.

Pancotto con cime di rape (pan cuotte e… cim de rap)

Ingredienti per 4 persone

 

  • 400 g di pane raffermo di semola di grano duro
  • 1kg di cime di rape
  • olio extravergine di oliva
  • 2 filetti di acciuga sott’olio
  • 4-5 pomodorini ciliegini
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncio
  • sale q.b

Preparazione

Mondare e lavare per bene le cime di rape e cuocerle in una pentola capiente con acqua salata per circa 10 minuti. Quando notate, assaggiando,  che i gambi delle rape sono teneri e cotti aggiungete il pane tagliato a cubettoni e lasciatelo cuocere insieme alle cime di rape per almeno un minuto. In una padella fate riscaldare 4-5 cucchiai di olio extravergine, aggiungere l’acciuga spezzettata , l’aglio schiacciato ed il peperoncino e fate rosolare leggermente fino a chè l’acciuga non si scioglie.Eliminare l’aglio e il peroncino dall’olio .Scolare e riporre in una fondina  il pane con le cime di rape,  ed un po’ di acqua di cottura e condire ogni piatto con l’olio aromatizzato precedentemente preparato. Se volete amalgamare meglio i sapori, versate il pane e le cime di rape con un po’ di acqua di cottura direttamente nella padella dove avete preparato l’olio aromatizzato e saltate il tutto per qualche minuto aggiungendo i pomodorini tagliati a cubettini. Porzionare nelle fondine,  aggiungendo qualche altro mestolino di acqua di cottura e altro olio crudo se lo gradite. Io ho preferito non far disfare il pane, percio’ i tocchetti sono ben visibili ed integri , pero’ se a voi piace piu’ a “pappina ” lasciatelo cuocere qualche minuto in piu’ oppure schiacciatelo con una forchetta.

 

P.s Io non ho usato la fondina,  perchè non amo molto i piatti brodosi, ma questo è comunque un piatto che andrebbe consumato brodoso.
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0 Comments

  • annaferna

    ciao Peppeavrei voluto fare 10 20 100 g+ per raccomandare questo post a più persone possibile!! ^___^Che antichi ricordi. Anche mio padre anche se non apparteneva alla generazione che si alzava alle quattro di mattina per andare al lavoro nei nostri incredibili campi, la sera d'inverno spesso chiedeva proprio questo piatto , proprio preciso come lo hai proposto tu!!!un abbraccio

    • peppeaifornelli

      infatti nel mentre scrivevo questo post , mi scorrevano davanti non solo ricordi, immagini, persone ed abitudini, che con il venir meno degli anziani di famiglia si sono oramai perse . La cosa che mi ha anche colpito a distanza di tempo è la capacità aggregativa che rappresentavano per la famiglia che via via si è persa. Il ciclo della vita vuole così e non possiamo sottrarci alle sue regole. un caro saluto,peppe.

  • Alessia Casarotti

    Ciao Peppe! Mi hai fatto tornare alla mente il pancotto che mi preparava la mia mamma quando tornavo da scuola. Poco tempo a disposizione e mia sorella che (all'epoca) mangiava quello e poco altro. E poi, come ho scritto nel mio ultimo post, sono "donna dal cuore retrò", per cui come non amare questa ricetta?Un abbraccio!

  • Valentina

    Che buono questo piatto, Peppe… io adoro i piatti rustici! Dovrei solo omettere il peperoncino perché non lo tollero (come dico ormai sempre e forse qualcuno dirà: e che noia questaaaa, abbiamo capito!…. :D) ma è davvero invitante, poi anche io non amo i piatti brodosi, bravo 😉 Un bacione e complimenti, buona serata 🙂

  • La cucina di Molly

    Che bella ricetta, mi ricorda quando ci si riuniva a casa dei miei nonni e la nonna preparava questa zuppa di pancotto e la versava in quei piatti enormi smaltati di una volta! Adesso è tutto cambiato e queste pietanze genuine si vanno perdendo nel tempo, è bene riproporle! Ciao Peppe!

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