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Una toscana alla guida di Slow Food Italia

Una toscana alla guida di Slow Food Italia, Barbara Nappini prima donna presidente dell’associazione

Una toscana alla guida di Slow Food Italia, Barbara Nappini prima donna presidente dell’associazione
Una toscana alla guida di Slow Food Italia, Barbara Nappini prima donna presidente dell’associazione

Il X congresso di Slow Food Italia si conclude a Genova con l’elezione del nuovo Consiglio direttivo, l’organo politico che traccerà il cammino della Chiocciola nei prossimi quattro anni. La presidente è Barbara Nappini, nata a Firenze, vive nella campagna della bella Valdambra, tra Valdarno di Sopra, Siena e Arezzo. Maturità linguistica nel 1993, sterza il percorso di formazione per diplomarsi in grafica pubblicitaria nel 1997.  Nel 2010 si trasferisce in un casale in campagna per avviare una vita che le somigliasse di più, tra orti, boschi e olivi. Si appassiona alle tecniche agricolturali sperimentali, si misura con l’autoproduzione e fonda l’associazione Il Grano e le Rose, avviando una serie di attività: corsi di panificazione, classi di cucina, esperienze nei boschi, centri estivi residenziali, orticoltura urbana, ortoterapia con persone diversamente abili, il tutto con lo sguardo rivolto ad uno stile di vita sostenibile e responsabile. : il primo principio in permacultura è “prendersi la responsabilità”. Nel 2012 incontra Slow Food Colli Superiori del Valdarno comincia a occuparsi di progetti educativi e attività per adulti. È tra i leader del progetto Slow Food in Azione.

Con lei anche la siciliana Roberta Billitteri, produttrice e Presidente dell’Associazione dei Produttori del Presìdio del Fagiolo Badda di Polizzi Generosa; il campano Giacomo Miola, presidente di Metafarm Social Food Lab, organizzazione culturale che si occupa della valorizzazione del patrimonio gastronomico e la relativa comunità locale; il lombardo Raoul Tiraboschi, avvocato civilista che si occupa dell’inserimento di persone in svantaggio sociale nella produzione e commercializzazione di verdura biologica; e l’umbro Federico Varazi, coordinatore di un gruppo di ricerca della Sezione di storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana e altri progetti di divulgazione scientifica.

«Il nostro è prima di tutto un gruppo di lavoro che farà dell’unione, del senso di appartenenza, dell’essere comunità la propria forza. Un gruppo di donne e uomini ognuno con il proprio percorso di vita che ha fatto tesoro delle riflessioni fatte in un momento di grave difficoltà e incertezza: per noi, le nostre famiglie, per l’Associazione e per l’umanità intera», dichiara il nuovo Comitato esecutivo. «Non abbiamo uno slogan e abbiamo scelto di mettere i nostri valori a garanzia del nostro impegno. Valori come l’equità, la giustizia sociale e i diritti degli ultimi, la difesa dei beni comuni. Valori primari che nascono dai temi condivisi e costruiti in anni di attivismo. Sappiamo che non possiamo rimanere soli, al contrario dovremo stabilire relazioni, costruire ponti, creare partecipazione e dare valore all’interdipendenza, per moltiplicare la forza delle nostre azioni ed essere pronti ad affrontare le sfide attuali. Non facciamo politica: siamo politica, perché siamo convinti che le azioni ispirate dal sentimento siano l’unica speranza per il nostro futuro».

Molti i temi sollevati dai delegati durante la discussione e adottati dal Congresso. Tra questi, l’impegno a rivalutare e migliorare la qualità del cibo nelle mense scolastiche sostenendo le produzioni locali e tutelando così la biodiversità, proposto da Slow Food Scandicci e Slow Food Toscana, e la proposta di continuare a sostenere con impegno  la Campagna nazionale per l’approvazione della Legge sull’agricoltura contadina, proposta da Slow Food Campania.

Tra le mozioni poste in votazione, l’impegno a lavorare per costruire “la Slow Food degli ecosistemi”, a combattere il consumo di suolo rafforzando il ruolo dell’agroecologia  e l’invito a lavorare per  garantire la vaccinazione alle categorie meno abbienti e alle fasce di popolazione più deboli, sia sul territorio nazionale, che in altri paesi (). Facendo seguito alla proposta di Slow Food Emilia Romagna e Slow Food Toscana, che propone di piantare un albero per ogni socio Slow Food nei prossimi quattro anni – in collaborazione con la Fondazione AlberItalia – Enegan, azienda che produce energia verde al 100%, si impegna a sostenere l’iniziativa e a piantare da subito – all’interno del Consorzio Forestale del Ticino – 250 alberi nominativi, uno per ogni delegato presente a Genova, che contribuiranno all’assorbimento di 17,5 tonnellate di CO2.

Clicca qui per leggere il programma di mandato e conoscere meglio il Consiglio direttivo.
Slow Food sul territorio
296 Condotte (i gruppi locali di Slow Food)
250 Comunità Slow Food
16 Associazioni regionali
344 Presìdi Slow Food
1077 prodotti censiti sull’Arca del Gusto
39 Mercati della Terra
451 Orti in Condotta
20 mila soci attivi che, insieme a 100 mila volontari e attivisti, con impegno, passione e continuità portano avanti i valori dell’associazione.

Fonte SlowFood.it

calogero@peperonciniedintorni.it
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Pubblicato da peperonciniedintorni

Calogero Rifici nato a Mirto (ME) nel lontano 13 aprile 1958, sono Perito Meccanico e studio cucina, fotografia, elettronica, informatica, ec, ec. Nel 1982 mi sono trasferito a Firenze, per lavorare nel primo impianto di smistamento d’Italia, nel 1984 mi sono sposato con Marina e ci siamo trasferiti a Livorno, sul mare, perché ci nasce sul mare difficilmente ci rinuncia. Per circa 6 anni ho insegnato Office automation in una scuola superiore, ho tenuto diversi corsi di informatica in diverse aziende. Per tanti Anni ho lavorato come specialista infrastrutture per una grande azienda di servizi, mi occupo di sicurezza. Dal gennaio 2019 sono libero professionista, nel campo enogastronomico Dal 2002 sono membro dell’accademia del peperoncino, dal 2008 sono Sommelier Fisar delegazione Livorno. Da 2013 ho un blog, www.peperonciniedintorni.it dove pubblico notizie enogastronomiche e ricette. Quando nelle ricette uso ingredienti particolari, prima spiego gli ingredienti che uso e poi illustro le ricette. Le mie ricette sono o tradizionali o di mia creazione, cerco di valorizzare i prodotti che uso. Faccio parte della delegazione Slow Food di Livorno, e cerchiamo di far conoscere la natura, specialmente ai bambini.

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