Supplì al telefono 2.0

Supplì al telefono 2.0

Supplì al telefono 2.0
Supplì al telefono 2.0

Il supplì, italianizzazione del francese surprise, sorpresa, è una pietanza rustica tipica della cucina romana. La prima testimonianza scritta risale al 1847, quando appare nel menu della Trattoria della Lepre a Roma con il nome di soplis di riso.
Uno dei nomi comuni di questa tipica pietanza della tradizione romana e laziale è “supplì al telefono”, derivante dal fatto che per mangiarlo caldo, come è tradizione, andava aperto in due e la mozzarella filante creava un “filo” tra le due parti di riso, facendole sembrare, appunto, un telefono.
Bene il tempo passa, i telefoni fissi con il filo lasciano il passo ai cellulari, compaiono le antenne, allora prepariamo un supplì quasi wireless.
L’antenna la riproduciamo con la coda di un’acciuga. Per portare un po’ di freschezza al ripieno, usiamo una striscia di peperoncino di 7 anni sott’aceto. Ma dopo tanto parlare al telefono la batteria è scarica, allora ricompare il filo per caricare il cellulare, ognuno ha il suo così come ogni supplì ha il suo filo.

Ingredienti per 4 persone

400 g di riso Arborio
500 g di acciughe
200 g di mozzarella
150 g di peperoncini di 7 anni sott’olio
1 peperoncino di 7 anni fresco
½ cipolla ramata
½ bicchiere di vino bianco
80 g di parmigiano
30 g di burro
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio EVO q.b.

Per il brodo

½ cipolla
1 carota
1 costa di sedano
Le teste e le lische delle acciughe

Per la panatura

2 uova
Farina q.b.
Pangrattato q.b.
Olio di arachidi

Preparazione

Gli ingredienti devono essere di ottima qualità, io ho utilizzato riso maremma, in questo periodo di limitazione della mobilità ho creato delle ricette per aiutare i pescatori della costa, quindi le acciughe pescate a al largo di Capraia, la mozzarella del Caseificio di San Pietro in Palazzi e infine i peperoncini di 7 anni autoprodotti.
Pulite le acciughe, eliminate testa e lisca, 16 lasciatele intere aperte a libro, il resto tagliuzzatelo.
Fate rosolare le verdure per il brodo aggiungete teste e lische delle acciughe, rosolate aggiungete acqua fredda e fate andare, via via schiumate.
Le 16 acciughe intere salatele, pepatele e infornatele con un filo d’olio per 7 minuti a 170 gradi.
Per evitare che le code si attacchino alla teglia e si spezzino, tenetele alzate dal piano con un pezzetto di pane.
Tagliate i peperoncini di 7 anni sott’olio a strisce di circa mezzo centimetro e mettete da parte.
Tagliate la mozzarella a bastoncini e disponeteli in un colino per far perdere l’acqua in eccesso.
Fate soffriggere la cipolla tagliata fine con il peperoncino fresco, aggiungete le acciughe tagliuzzate e fate insaporire. Poi sfumate col vino, unite i pelati premuti con le mani e fate cuocere circa 20 minuti. Regolate di sale.
Dopo pochi minuti, unite il riso, portate a cottura con il brodo, infine mantecate con burro e parmigiano. Stendete su una teglia piana e fate raffreddare bene.
Prendete un po’ di riso, poggiate sopra l’acciuga in modo da lasciare la coda all’esterno, sull’acciuga ponete una striscia di peperoncino e un bastoncino di mozzarella, chiudete e date la classica forma, compattate bene l’esterno con le mani.

Passate i supplì prima nella farina, poi nell’uovo e infine nel pangrattato. Friggete in olio ben caldo, stando attenti a non rompere la coda, deponete su carta assorbente e servite caldi.

Buon appetito

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logo iniziativa
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riso mentre asciuga
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Formatura con Ripieno
Formatura con Ripieno

Pubblicato da peperonciniedintorni

Calogero Rifici nato a Mirto (ME) nel lontano 13 aprile 1958, sono Perito Meccanico e studio cucina, fotografia, elettronica, informatica, ec, ec. Nel 1982 mi sono trasferito a Firenze, per lavorare nel primo impianto di smistamento d’Italia, nel 1984 mi sono sposato con Marina e ci siamo trasferiti a Livorno, sul mare, perché ci nasce sul mare difficilmente ci rinuncia. Per circa 6 anni ho insegnato Office automation in una scuola superiore, ho tenuto diversi corsi di informatica in diverse aziende. Per tanti Anni ho lavorato come specialista infrastrutture per una grande azienda di servizi, mi occupo di sicurezza. Dal gennaio 2019 sono libero professionista, nel campo enogastronomico Dal 2002 sono membro dell’accademia del peperoncino, dal 2008 sono Sommelier Fisar delegazione Livorno. Da 2013 ho un blog, www.peperonciniedintorni.it dove pubblico notizie enogastronomiche e ricette. Quando nelle ricette uso ingredienti particolari, prima spiego gli ingredienti che uso e poi illustro le ricette. Le mie ricette sono o tradizionali o di mia creazione, cerco di valorizzare i prodotti che uso. Faccio parte della delegazione Slow Food di Livorno, e cerchiamo di far conoscere la natura, specialmente ai bambini.

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