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Il finocchio marino, Crithmum maritimum, i Paccasassi del Conero

Il finocchio marino (Crithmum maritimum), finocchio di mare, i Paccasassi del Conero

Il finocchio marino (Crithmum maritimum), i Paccasassi del Conero
Il finocchio marino (Crithmum maritimum), i Paccasassi del Conero

Durante il lockdown ho seguito diversa lezione online, una di queste era coordinata da Roberto Rubegni, Fiduciario Slow food Ancona e Conero, parlava dei Paccasassi, avevo sentito parlare di questa verdura ma ho voluto approfondire. Prima di cercarlo ho voluto capire se valva la pena di approfondire, quindi ho fatto una ricerca on line, ho trovato un’azienda di Pantelleria che lo vendeva sott’aceto (a destra nella foto) e l’azienda intervistata al Conero che lo vendeva sott’olio (a sinistra nella foto) al centro lo potete vedere al naturale.

Ne ho ordinato alcune confezioni, quando sono arrivate le ho assaggiate, valeva sicuramente la pena di approfondire e creare qualche ricetta.

Ne ho preparate alcune che vi proporrò prossimamente.

Ho chiamato il mio Amico Giovanni Raimondi, grande Biologo, oltre che eccelso Sommelier, ho spiegato tutto, chiedendo dove si poteva trovare nella nostra zona?

Il finocchio marino sul lungomare
Il finocchio marino sul lungomare

Mi ha detto alcuni posti, per esempio il lungomare di Livorno, armato di macchina fotografica sono andato alla ricerca, non è stato difficile trovarlo.

Il lungomare di Livorno è pieno, sul Romito, la strada dove è stato girato il famoso film il sorpasso, cresce ovunque addirittura sui muri di roccia della ferrovia.

Il finocchio marino su una roccia
Il finocchio marino su una roccia

Il finocchio marino (Crithmum maritimum L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle ombrellifere originaria delle regioni europee mediterranee. È l’unica specie del genere Crithmum.

È una pianta alofita, ossia vive vicino al mare, spesso anche nelle spaccature della roccia; è rizomatosa, perenne, con fusti molto robusti e ramificati, lignificati alla base, alti da 30 a 60 cm.

Il finocchio marino in riva al mare
Il finocchio marino in riva al mare
Il finocchio marino pianta prima del trapianto
Il finocchio marino pianta prima del trapianto

Le foglie, composte, sono formate da piccole foglioline lanceolate, carnose, glauche, lunghe 1,5-2,0 cm e inserite su un lungo picciolo.

I fiori sono riuniti in ombrelle molto piccole, di colore dal bianco al giallastro; fioriscono da luglio a settembre.

I frutti sono di forma ovoidale, formati da due acheni. Tutta la pianta è fortemente e piacevolmente aromatica.

Distribuzione e habitat

È diffuso nelle zone costiere dei paesi dell’Europa meridionale e occidentale, lungo le coste del mar Mediterraneo, in America settentrionale e in Asia centro-occidentale. Cresce sulle scogliere e sui moli.

Proprietà

Alla pianta sono riconosciute proprietà terapeutiche; viene usato come vermifugo e per migliorare la funzionalità del fegato.

In passato veniva utilizzata come preziosa fonte di vitamina C, specie tra i naviganti.

Le foglie sono ricche anche di carotenoidi e flavonoidi    ed hanno azione stomachica, digestiva e coleretica, stimolando la secrezione gastrica e biliare, favoriscono i processi digestivi e aumentano l’appetito in soggetti inappetenti, quindi io non dovrei nemmeno toccarlo.

Usi

È una pianta commestibile e si abbina spesso con il pesce, ma essendo un alimento assai versatile, viene usato in numerose ricette ed abbinamenti anche con altri alimenti.

Ancona e riviera del Conero

Ad Ancona e nella riviera del Conero, la pianta è conosciuta con il nome di paccasassi ed è molto apprezzata come contorno per piatti di pesce, per condire la pasta o anche la pizza (detta in tal caso “pizza dorica”) o la crescia; vengono usate le foglie scottate in acqua e aceto (o vino) fino a quando non cambiano colore e poi messe sott’olio. I problemi connessi alla raccolta delle piante spontanee, protette dal regolamento del Parco del Conero, si possono facilmente superare coltivando la pianta in vaso o nell’orto.

I paccasassi del Conero sono un’erba aromatica cara a questo territorio e si abbinano bene con i moscioli, ossia i mitili selvatici, presidio Slow Food di questa zona, ma anche con panini a base di pesce, con primi piatti; vengono inoltre utilizzati per ottenere il “pesto di paccasassi” e per insaporire le insalate; un abbinamento molto diffuso è poi con la mortadella o il ciauscolo, sul pane croccante.

Salento

È tipico del Salento viene chiamato Critimi in puglia

l’uso di conservare sott’aceto le foglie crude ma leggermente appassite del finocchio marino: nella zona viene chiamato salissia . Ottimo è pastellato (acqua e farina) e fritto. Vanno utilizzate le sole foglioline più tenere, eliminando il sostegno portante. La frittella ha un sapore che ricorda il gambo di carciofo fritto.

Corsica

In Corsica se ne ricava invece un olio essenziale.

Isola di Maiorca

Nell’isola di Maiorca, il finocchio di mare è un accompagnamento aromatico alla cucina maiorchina. Dopo la raccolta viene lavato e messo in salamoia nell’aceto. Marinato, è un ingrediente comune nei piatti tipici di riso, come arròs brut, o per imbottire panini all’olio d’oliva, insieme ai pomodori. Come verdura in salamoia è molto popolare e rappresenta un’alternativa ai capperi di Maiorca.

Grecia

Sulle isole greche dell’Egeo, questa pianta si chiama Κρίταμο (Krítamo) ed è utilizzata nelle insalate e negli antipasti.

 

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Pubblicato da peperonciniedintorni

Calogero Rifici nato a Mirto (ME) nel lontano 13 aprile 1958, sono Perito Meccanico e studio cucina, fotografia, elettronica, informatica, ec, ec. Nel 1982 mi sono trasferito a Firenze, per lavorare nel primo impianto di smistamento d’Italia, nel 1984 mi sono sposato con Marina e ci siamo trasferiti a Livorno, sul mare, perché ci nasce sul mare difficilmente ci rinuncia. Per circa 6 anni ho insegnato Office automation in una scuola superiore, ho tenuto diversi corsi di informatica in diverse aziende. Per tanti Anni ho lavorato come specialista infrastrutture per una grande azienda di servizi, mi occupo di sicurezza. Dal gennaio 2019 sono libero professionista, nel campo enogastronomico Dal 2002 sono membro dell’accademia del peperoncino, dal 2008 sono Sommelier Fisar delegazione Livorno. Da 2013 ho un blog, www.peperonciniedintorni.it dove pubblico notizie enogastronomiche e ricette. Quando nelle ricette uso ingredienti particolari, prima spiego gli ingredienti che uso e poi illustro le ricette. Le mie ricette sono o tradizionali o di mia creazione, cerco di valorizzare i prodotti che uso. Faccio parte della delegazione Slow Food di Livorno, e cerchiamo di far conoscere la natura, specialmente ai bambini.

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