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Il cibo tra realtà industriali e scelte sostenibili

Il cibo tra realtà industriali e scelte sostenibili

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Quanto le nostre scelte influenzano il mercato del cibo?
Per noi è importantissimo decidere cosa mangiare, e fare scelte sostenibili significa avere il controllo del proprio stile di vita, ma siamo ancora lontani dal riuscire  a cambiare radicalmente i sistemi industriali.
Sono ancora le multinazionali del food ad avere il controllo dei consumi, con numeri che non mettono in dubbio la supremazia di alcuni marchi su tutta la produzione alimentare: le quattro maggiori compagnie nel 2010 controllavano il 51% dell’industria del pollo, il 65% di quella dei maiali e l’85% dell’industria del manzo negli Usa.

Nel settore retail, Consumers International ha rivelato che i maggiori supermercati nei paesi industrializzati dominano il mercato del cibo nazionale. In Italia, nel 2009, le 5 maggiori catene di supermercati detenevano il 40% delle quote di mercato del cibo; poco, rispetto ad altri Paesi europei: il Portogallo, ad esempio, nel 2011 contava 3 marchi che controllavano il 90% del mercato.

Ma come mai, dopo tanti sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica, continua a esserci una così ampia propensione nei confronti del cibo industriale?
Una delle risposte più intuitive è che le politiche dei governi non riescono a reindirizzare al meglio i consumi: il quadro normativo pende sempre a favore delle grandi realtà, non lasciando abbastanza spazio alla sostenibilità e finendo per rendere vani tutti i processi di informazione e sensibilizzazione.
Dalla parte dei più “deboli” ci sono le piccole realtà contadine, quelle che cercano di preservare il senso vero del cibo, lontano dalle logiche di produzione intensiva e alterazione del gusto.

Un chiaro segnale di cambiamento è stato lanciato dalla Fao, con l’istituzione dell’anno dell’agricoltura familiare: i 193 Stati dell’ONU si sono messi in moto per dare sostegno a queste realtà, reindirizzando le politiche nazionali al fine di riuscire a rinforzare la presenza sul mercato di contadini e allevatori.
Un primo passo avanti verso un mutamento che propone cambiamenti strutturali anche dal punto di vista normativo, cercando di rilanciare gli interessi di agricoltori e consumatori e promuovendo un cibo che sia (per dirla con parole nostre) buono, pulito e giusto. Temi questi al centro del prossimo Salone del Gusto e Terra Madre, dedicato alla tutela della biodiversità e all’agricoltura familiare, in cui celebreremo le storie e i protagonisti di queste realtà. Venite a incontrarli a Torino!

Maria Ciaramella
m.ciaramella@slowfood.it
Fonte: theguardian.com

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