Barbe di Prete

Barbe di Prete

Barbe di Prete
Barbe di Prete

Le barbe di prete sono una varietà di scorzonera, una radice bianca, con filamenti, gustose e per niente amare.

Non vanno confusi con le barbe di frate o agretti, le barbe di frate son un ortaggio di cui si mangia la parte aerea, al contrario le barbe di Prete sono dei tuberi, quindi si mangia la parte sotterranea.

La famiglia, nota come “asparago d’inverno”, è un ortaggio poco conosciuto ma dalle rilevanti caratteristiche nutritive e curative. Conosciuta nel mondo dell’Antica Grecia come “barba di becco”, la scorzonera era considera in epoca medioevale un valido antidoto contro i morsi dei serpenti. Il nome di questa pianta ha un’etimologia incerta, che potrebbe forse derivare dalla parola catalana ‘escorso’ che significa ‘vipera’ e richiama proprio l’uso delle radici della pianta come antidoto.

Tra le numerose specie di questa pianta, la più conosciuta è la scorzonera Horticola, anche nota come ‘asparago d’inverno’. Dal sapore leggermente amarognolo ma piacevole, la scorzonera rappresenta un alimento ipocalorico ma è in grado di apportare sostanze nutrizionali dalle notevoli proprietà.

La scorzonera è una pianta originaria dell’Europa Centrale e Orientale, che fa parte della famiglia della Asteracee, la stessa a cui appartengono il topinambur insieme ad altri tipi di piante più diffuse e familiari nella nostra gastronomia, quali il carciofo ed il radicchio. Le infiorescenze di questa pianta presentano un aspetto simile a quello delle comuni margherite.

Dal punto di vista nutrizionale la scorzonera si presenta molto ricca di vitamine, in particolare quelle del gruppo B (B1, B2, B3 B6), vitamine C, A ed E, e sali minerali, tra cui prevalgono manganese, ferro, fosforo, potassio e zinco, mentre si rileva una scarsa concentrazione di sodio. L’apporto vitaminico e di oligoelementi la rendono una ottima fonte energetica, indicata in special modo per anziani e persone in convalescenza.

Questa pianta vanta anche la presenza di sostanze come inulina e levulina ed è consigliata per lo stile alimentare di persone che soffrono di diabete o che devono seguire un regime dietetico ipocalorico per favorire la perdita di peso. Essa contiene un’elevata quantità di fibre che la rendono utile ed efficace per favorire la motilità intestinale, oltre a possedere proprietà diuretiche che lo rendono ideale per prevenire o trattare i disturbi a carico delle vie urinarie.

Sebbene non sia molto diffuso e conosciuto nelle nostre cucine, la scorzonera è un valido alimento: si consiglia di consumarne le radici privandole della spessa buccia nerastra, magari grazie all’aiuto di un pelapatate, dopo averle lavate in abbondante acqua acidulata con succo di limone. La polpa bianca che si ottiene può essere assaporata al naturale con l’aggiunta di olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, una spruzzata di succo di limone e un po’ di pepe nero macinato.

Questa pianta perenne cresce in modo spontaneo nel nord Italia ma viene anche coltivata in alcune regioni, come Liguria e Piemonte. Prima di intraprendere l’attività di coltivazione di questo ortaggio è bene valutare le condizioni climatiche, poiché la scorzonera predilige un clima mediterraneo. Per coltivare questa pianta occorre utilizzare un terreno morbido e profondo, concimandolo con concimi organici, quali compost e letame, per favorire una crescita ottimale della scorzonera.

La semina può essere realizzata sia in primavera che sul finire dell’estate e occorre, di conseguenza, regolare la richiesta d’acqua in base alle temperature esterne. In ogni caso, è preferibile annaffiare ogni giorno nel periodo immediatamente successivo alla semina per almeno una decina di giorni, senza esagerare con le quantità d’acqua per evitare che si formino dei ristagni.

 

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