Le Rame di Napoli

Ciao a tutti oggi vi presento le Rame di Napoli. No non lasciatevi indurre dal nome…non sono dei dolci tipici campani ma sono di origine siciliana, per l’esattezza catanesi e si preparano nel periodo dei Santi e dei Defunti. Per risalire alla storia di questi dolcetti vi cito direttamente Wikipedia: “Non si conosce con esattezza l’origine del nome tuttavia esistono varie ipotesi: la prima cita un pasticciere di Napoli come inventore di questa ricetta; un’altra ipotesi parla di un atto di vassallaggio della Sicilia nei confronti di Napoli durante l’epoca del Regno delle due Sicilie. L’ultima ipotesi, risalente sempre al Regno delle due Sicilie, sembra anche la più verosimile. Si afferma, infatti, che durante il regno Borbonico, successivamente all’unificazione del Regno di Napoli con il regno di Sicilia, fu coniata una moneta contenente una lega di rame, in modo da sostituire la più ricca lega di oro e argento. Il popolo, con l’introduzione di tale moneta, pensò bene di creare un dolce che riproducesse tale moneta, inventando così la Rama di Napoli“.
Per chiarezza vi lascio tutte le varie ipotesi storiche per non far torto a niente e nessuno ;-). Questi dolcetti sono di una morbidezza unica, tutti cioccolatosi con un retrogusto di cannella e chiodi di garofano. Le Rame di Napoli ricordano i Mostaccioli Morbidi napoletani, per i quali vi riporto più in basso la ricetta. Ora vi lascio alla ricetta delle Rame di Napoli e vi auguro una buona domenica. Un abbraccio a tutti, Fabio.

le rame di napoli
  • DifficoltàMedia
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di cottura30 Minuti
  • Porzioni20 biscotti circa (dipende dalle dimensioni)
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 400 gFarina 00
  • 200 gZucchero semolato
  • 2Uova
  • 100 gCacao amaro in polvere
  • 300 gLatte
  • 100 gBiscotti secchi
  • 130 gBurro
  • 2 cucchiaiMarmellata di arance
  • 1 cucchiainoCannella in polvere
  • 3Chiodi di garofano
  • 1 bustinaLievito chimico in polvere (per dolci)

Per la Glassa:

  • 200 gCioccolato fondente
  • 50 gBurro
  • 50 gGranella di pistacchi (o pistacchi interi da tritare grossolanamente)

Preparazione

  1. le rame di napoli

    Le Rame di Napoli

    Con un mixer da cucina, rendete lo zucchero semolato a velo aggiungendoci i chiodi di garofano. Cosi avrete lo zucchero aromatizzato. Mettete da parte.

  2. Sempre nel mixer tritate i biscotti con 250 grammi di latte.

  3. Aggiungete le uova, il burro, la marmellata di arance, lo zucchero aromatizzato, la cannella, il cacao amaro e la farina. Continuate a lavorare nel mixer fin quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.

  4. Incorporate il lievito per dolci sciolto nei rimanenti 50 grammi di latte riscaldato, nell’ impasto e continuate a mescolare.

  5. Mettete l’impasto ottenuto in una ciotola e lasciate riposare per un’ora. Io ho messo l’impasto in frigorifero.

  6. Rivestite una teglia, con della carta da forno. Con l’aiuto di due cucchiai prendete porzioni di impasto, ottenendo dei mucchietti che andrete a ben distanziare tra loro. Appiattite leggermente con un cucchiaio e continuate cosi fino ad esaurimento degli ingredienti.

  7. Infornate in forno preriscaldato a 160 gradi per 15 minuti o comunque fino a cottura. Essendo scuri è complicato capire quando siano ben cotti, io mi son regolato con le crepe che si formano in superficie. Come vedevo comparire le prime crepe aprivo il forno e vedevo lo stato della cottura.

  8. Sfornate le nostre Rame di Napoli e lasciatele raffreddare.

  9. Passiamo alla glassa: in un pentolino sciogliamo il cioccolato a pezzetti con il burro.

  10. Andiamola a distribuire su ogni biscotto, spalmandola leggermente con una spatola o con un pennello da cucina. Per avere una totale copertura potete pure immergere i biscotti direttamente nella glassa.

  11. Cospargete la superficie di ogni biscotto con la granella di pistacchi e buon dolce a tutti!!

  12. le rame di napoli

    Le Rame di Napoli

Altre ricette dolci:

Torrone dei Morti;

Mostaccioli napoletani morbidi;

Torta Morbida al Cioccolato.

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