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Il Clan della Pizza

Michael non poteva immaginare cosa sarebbe successo di lì a pochi giorni. Era andato all’aeroporto per informarsi sui voli, uno in particolare, quello per Londra. C’erano molte persone e molti bagagli all’ingresso. L’aria fredda acuiva i suoni delle parole, degli abbracci e dei saluti. V’era tutto un formicaio umano intento a partire e a tornare, la frenesia dei viaggi di lavoro, il piacere dei voli oltreoceano, racconti di palme e spiagge lontane. Perfino la voce degli altoparlanti arrivava più limpida, frizzante, ad informare i viaggiatori sugli orari delle partenze per le loro mete. Michael voleva tornare a Londra e continuare il suo mestiere, nella certezza di avere una possibilità in più di trovare lavoro, e forse anche di vivere quell’avventura spasmodica ed entusiasmante che conosceva bene, gustarsi quell’inebriante adrenalina che molti giovani della sua età cercano nella capitale britannica. Dopo aver deciso il giorno e l’orario di partenza, si avviò allo sportello per acquistare il biglietto. C’erano alcune persone davanti a lui. Prese il cellulare per mandare un messaggio alla sua ragazza e, mentre digitava sullo schermo, con la coda dell’occhio vide un giornalino di annunci gratuiti sulla panchina al suo fianco. Lo prese e lo sfogliò senza particolare interesse, più che altro per ingannare il tempo dell’attesa. Tra una pagina e l’altra l’occhio gli cadde però su un’inserzione che lo colpì senza preavviso, accendendo in lui un sogno che teneva nel cassetto da tempo. Si allontanò dalla fila, si sedette sulla panchina e rilesse l’annuncio più volte. Dentro di sé i pensieri si misero in moto velocemente. Sentiva qualcosa che saliva dal basso, o meglio lo assaliva via via più prepotentemente, e avvertiva quella sensazione stordente tipica di quando la nostra vita sta per prendere una direzione nuova. Dopo qualche minuto, contattò l’inserzionista e prese un appuntamento per il giorno dopo.

Il locale era già avviato. Il proprietario lo cedeva perché voleva andare in pensione. Michael entrando vide che era in buono stato e che bastava solo qualche ritocco per renderlo suo e dargli la sua impronta. Non ci pensò due volte. Decise che lì si sarebbe avverato il sogno della sua vita: mettersi in proprio e dedicarsi alla sua arte, la Pizza. Del resto la sua gavetta l’aveva fatta: si era già fatto notare lavorando per tre anni consecutivi in una pizzeria citata nella guida del Gambero Rosso, prima di partire per Londra, nel 2018. In realtà la sua voglia di crescere non si è mai placata: ha partecipato a vari corsi, è riuscito a qualificarsi come pizzaiolo acrobatico, non ha mai smesso di leggere e imparare cose nuove e quest’anno si è tuffato in una nuova esperienza, quella della consulenza e della formazione, tenendo corsi a numero chiuso direttamente nel suo locale, il Clan della Pizza, che si trova a Manoppello Scalo, in provincia di Pescara, dove si possono gustare pizze in teglia romana e al piatto. Bisogna riconoscere a questo ragazzo forza e temperamento notevoli, e soprattutto un grande coraggio. Sì, perché Michael dà vita al suo progetto all’inizio del 2020, a gennaio, senza sapere che una sciagura si sta per abbattere su tutti noi: il covid. Ma, nonostante le difficoltà, non si è dato per vinto e continua a sfornare magicamente pizze eccellenti di ogni tipo, con un impasto che è il risultato dell’unione di due tecniche, la biga ed il poolish, apprese con la lettura del libro di Gabriele Bonci, colui che definisce il suo guru, grazie al quale si è approcciato alla tecnica degli impasti indiretti, e che un giorno gli piacerebbe incontrare. Per quanto invece riguarda gli impasti ad alta idratazione, deve tutto al suo maestro Valerio Valle e a suo fratello Luca, con il quale ha lavorato nella pizzeria di Roseto degli Abruzzi. La bontà della pizza di Michael è dovuta anche all’uso esclusivo di farine italiane macinate a pietra (Le 5 stagioni del molino Agugiaro & Figna di Curtarolo). Bravo Michael! Non posso che augurare a questo ragazzo tanta fortuna e invitare tutti ad assaggiare la sua pizza, che ritengo la migliore della città. E anzi vi consiglio di provare in prima persona a preparare a casa una delle sue specialità, la pizza Karma, di cui Michael ci ha gentilmente svelato la ricetta.

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