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Sarde a beccafico alla catanese

Le sarde a beccafico sono un’altra di quelle ricette che spaccano in due la Sicilia. Anzi in quattro. O in otto. O, più precisamente, in 390, tanti quanti sono i paesi dell’isola. Le ricette tradizionali, si sa, cambiano da famiglia a famiglia, ma questa in particolare (insieme alla caponata) è quella che sicuramente ha più versioni. Innanzi tutto possiamo distinguere le due classiche fazioni: Catania e Palermo. A Catania le sarde a beccafico sono aperte a libro e imbottite a due a due, mentre a Palermo sono arrotolate, sarda per sarda. A Catania, non contenti della differenziazione semplice, ci sono poi altre mille varianti: panate, fritte, al forno, con uvetta, senza uvetta, con pomodoro, senza pomodoro. Per guidarvi in questi meandri di sardine posso solo dirvi che la versione che vi scriverò oggi è quella che preparava mia nonna e che, però, anche lei serviva in due versioni: al forno e fritta.

Se le sarde a beccafico che avete mangiato voi erano diverse da queste tranquilli, è del tutto normale, avete ancora 389 versioni da provare! 😀

Iniziamo, allora, a preparare le sarde a beccafico alla catanese, versione di nonna?

sarde a beccafico alla catanese fritte
  • DifficoltàBassa
  • CostoEconomico
  • Tempo di cottura3 Minuti
  • Porzioni10
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 300 gSarde (già pulite e deliscate)
  • 80 gPane casereccio (senza crosta)
  • 15 gPinoli
  • 2 cucchiainiAceto
  • q.b.Prezzemolo
  • q.b.Sale
  • 2Uova
  • q.b.Farina
  • q.b.Pangrattato
  • Olio di semi

Preparazione

  1. Tostiamo i pinoli in padella velocemente e tritiamoli grossolanamente al coltello.

  2. Tritiamo in un mixer il pane casereccio, fino ad ottenere una mollica granulosa, non troppo fine. Trasferiamola in una ciotola e condiamola con il prezzemolo tritato e i pinoli.

  3. Bagniamo con un goccio di aceto e aggiungiamo acqua quanto basta a formare un ripieno pastoso, che si “impasta”, in modo che non cada via dalle sarde quando le farciremo. Aggiustiamo di sale.

  4. Passiamo, adesso, ad “imbottire” le sarde. Ordiniamole a due a due, facendo sì di accoppiare quelle dalla dimensione più simile.

  5. Su una delle due sarde accoppiate adagiamo il ripieno a base di pane che abbiamo preparato prima. Copriamo con la seconda sarda e compattiamo bene con le mani. Proseguiamo fino ad esaurire gli ingredienti.

  6. Paniamo le sarde passandole prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto con un po’ di sale e, in fine, nel pangrattato. Lasciamo riposare per 10 minuti in frigo.

  7. Friggiamo le sarde a beccafico in una padella piena di olio di semi, fino a dorarle su entrambi i lati.

  8. sarde a beccafico alla catanese panate

    Eccole qui pronte!

Un consiglio in più

Come detto prima, questa è la versione che si prepara in casa mia. Se volete arricchire in ripieno, potete aggiungere l’uva passa o, in alternativa, un cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro.

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