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Olivette di Sant’Agata – Storia di una Tradizione

Ciao a tutti, oggi prepariamo insieme le Olivette di Sant’Agata dolce alle Mandorle, una ricetta tipica catanese che iniziamo a preparare dopo le feste del Natale in vista dei festeggiamenti della nostra Santuzza che iniziano già il 2 Gennaio con messe e riti religiosi e ne vedono il culmine i primi giorni del mese di Febbraio, esattamente il  5 Febbraio, Festa della Patrona. Qui a Catania si dice: “Semu tutti devoti tutti… cittadini, cittadini…evviva Sant’Aita” Questo è quello che urlano i devoti, durante il percorso della festa, se vi trovate in visita a Catania, vi assicuro una giostra di colori e sensazioni che conquisteranno, la festa tra sacro e profano, tra processioni religiose e bancarelle che vendono ogni leccornia, i venditori di palloncini, i fuochi d’artificio, un vero spettacolo folkloristico. Racconto brevemente la storia, della nostra Patrona, legata alla preparazione di questo dolce tipico Catanese, Le Olivette di S. Agata. Agata era una giovane nobile siciliana, incantevole e pura, vissuta nel III secolo d.C.,che si convertì al cristianesimo. Si innamorò di lei Quinziano, quasi una vera ossessione fatta di persecuzioni, e di tanti rifiuti da parte di Agata, Quinziano era un prefetto dell’Imperatore molto potente. Non riuscendo ad avere Agata e neanche a farle rinnegare la sua religione, Quinziano la sottopose a mille soprusi e un terribile martirio, amputandole entrambe i seni.
Raccontano i nostri avi, tramandato dagli anziani, che mentre la vergine Agata veniva condotta davanti a Quinziano per essere processata, si chinò per allacciarsi un calzare. In quel luogo sbocciò un albero di ulivo selvatico. Si narra che dopo il martirio e la morte di Agata, furono raccolti i frutti da questo albero, appunto delle piccole olive. I concittadini li conservarono come reliquie e vennero dati agli ammalati come fossero un miracoloso farmaco.
Per ricordare questa leggenda, tramandata dai nostri nonni e bisnonni, nel 1926, nel XIII centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata da Costantinopoli a Catania, nella piazzetta del carcere dove fu rinchiusa e martirizzata Agata fu posto un ulivo. Ecco perchè ogni anno il 5 febbraio a Catania in occasione della festa di Sant’Agata, vengono preparati e venduti questi dolcetti particolari che hanno la forma di piccole olive dolci a base di mandorle chiamate da tutti Le Olivette di S. Agata. Uno dei dolci che qui a Catania spopolano nei giorni in cui si festeggia la nostra Patrona. Tutti i bar le pasticcerie e i negozi di dolciumi hanno le vetrine colme di questi dolcetti nel periodo che va da Gennaio a Febbraio, io ho voluto rifarli a casa, per dare modo a tutti i catanesi che abitano lontano da casa e a chiunque voglia assaggiare questo dolce tipico, di poterne apprezzare il gusto e la tradizione che fa onore alla nostra Sicilia, comodamente da casa vostra.


Passate a trovarmi sulla mia pagina FB, vi aspetto!
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione10 Minuti
  • Tempo di cottura2 Ore
  • Porzioni45 pezzi circa
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 200 gFarina di mandorle (o mandorle spellate tritate finemente+ un cucchiaio di zucchero a velo)
  • 1 cucchiaioRum scuro (o liquore dolce tipo Strega o Maraschino)
  • 200 gZucchero semolato
  • 50 gAcqua
  • q.b.Colorante alimentare verde (o liquore BLU Curacao)
  • q.b.Zucchero semolato (per decorare)

Olivette di Sant’Agata

  1. Cominciamo con l’inserire acqua e zucchero semolato dentro un pentolino. Sciogliamo lo zucchero completamente, avendo cura di non lasciarlo troppo sul fornello evitando che diventi scuro, la consistenza giusta è quella di uno sciroppo denso e trasparente.

  2. Olivette di Sant'Agata ricetta dolce alle Mandorle

    Togliamo dal fuoco lo sciroppo e lasciamolo intiepidire leggermente.

    Prendiamo la farina di mandorle, se la grana è troppo grossa passiamola a setaccio rendendola fine. Se utilizziamo quella pronta confezionata possiamo saltare questo passaggio, compresa l’aggiunta del cucchiaio di zucchero a velo, di solito contenuto in quella industriale. Uniamo il liquore allo sciroppo di zucchero, versiamo il liquido sulla farina di mandorle quando è ancora tiepido e mescoliamo fino a ottenere un panetto.

  3. Olivette di Sant'Agata ricetta dolce alle mandorle

    Questo impasto a differenza di altre ricette, non ha bisogno di ulteriore cottura sul fornello.

    Otterremo dunque un panetto della consistenza della pasta reale che usiamo in Sicilia per fare la frutta Martorana. Aggiungiamo qualche goccia di colorante alimentare, indossiamo i guanti per evitare che le nostre mani si colorino di verde. Impastiamo fino a che il panetto sia di un bel colore verde oliva, vi consiglio di aggiungere il colorante poco alla volta per evitare un colore troppo innaturale per le nostre Olivette.

    N.B. Se volete dare un colore naturale e non chimico omettendo la fialetta di colorante alimentare, vi consiglio di provare un cucchiaio di liquore BLU Curacao, ovviamente sostituirà anche il rum nell’impasto.  Prendiamo il panetto stendiamolo e formiamo un salsicciotto, con la punta delle dita preleviamo dei piccoli pezzi d’impasto, roteiamo su una tavola e allunghiamo un po’ dando la forma di una piccola oliva, rotoliamola nello zucchero semolato e lasciamo asciugare su una teglia per qualche ora.

    Quindi, se riuscite a resistere, il giorno dopo la preparazione, le Olivette di S.Agata saranno ancora più buone.. Una vera Melizia. Spero di essere riuscita a donarvi una delle mie ricette più care e a spiegarla adeguatamente, per qualsiasi dubbio o consiglio, contattatemi pure.

    Le Olivette si conservano per circa tre settimane in una latta per biscotti o un contenitore ermetico in vetro…se riuscite a non mangiarle prima.

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    Grazie per aver preparato questa ricetta insieme a me, ricordate di mandarmi la foto se la realizzate, sarò orgogliosa di mostrarla nel mio Album delle ricette provate dai fan, sulla pagina FB. Spero la mia ricetta vi sia piaciuta. Vi aspetto alla prossima Melizia.

Note

Se volete rendere le Olivette di Sant’Agata ricetta dolce alle Mandorle ancora più golose, potete bagnarle dentro il cioccolato fondente fuso, immergetele una ad una utilizzando degli stecconi da spiedini, lasciate indurire il cioccolato e serviteli. Da noi si vende anche in questa variante, anche se io preferisco le tradizionali con lo zucchero.

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Pubblicato da melizieincucina

Ciao a tutti e benvenuti sul mio Blog, mi chiamo Melita, classe 1975 e catanese DOC. Adoro cucinare i piatti della tradizione e la fonte di ispirazione sono le donne della mia famiglia. Creo e sperimento molte ricette, provate con soddisfazione dai miei fan che adoro, che chiedono consigli e spesso ne danno a me. Penso che l'Arte della cucina sia crescere insieme, confrontarsi e arrivare a un risultato che possa essere d'aiuto per chi vuole realizzare un piatto unico e di sicura riuscita. Tutto questo ovviamente vale per chi ama cucinare per le persone che ama.. tutto il resto sono solo chiacchiere.. quindi che fate? Seguitemi.. ;)

2 Risposte a “Olivette di Sant’Agata – Storia di una Tradizione”

  1. Cara che belle queste olivette!! Sai che non conoscevo questi dolcetti? Mi hai insegnato una cosa nuova.. che bella festa dev’essere. Evviva Sant’Agata!! 😀 Un abbraccio!

    1. sono felice di averti fatto conoscere questa ricetta, per noi catanesi e per la nostra tradizione questi dolcetti sono davvero un’istituzione ahahahah evviva S.Agata un caro abbraccio anche a te

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