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Caseus Siciliae – La celebrazione della Vastedda del Belice e delle DOP Siciliane

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Il 12 e 13 maggio scorsi ho avuto il piacere di partecipare, in qualità di Rappresentante Regionale dell’Associazione Italiana Food Blogger, a Caseus Siciliae, una splendida manifestazione promossa da ONAF (Organizzazione Nationale Assaggiatori di Formaggi) e dall’Accademia del Gusto Mediterraneo, dedicata alle DOP siciliane.

Pochi mesi fa, in occasione del Gran Tour d’Italia, avevo redatto proprio per il sito AIFB un articolo sui formaggi storici siciliani.

Questa tappa della manifestazione, realizzata col prezioso supporto del Consorzio di Tutela della Vastedda del Belice DOP, ha avuto luogo proprio nel regno di questo formaggio, che rappresenta una delle cinque DOP siciliane (assieme al Pecorino Siciliano, al Ragusano, al Piacentino Ennese e alla Provola dei Nebrodi).

La particolarità della Vastedda è quella di essere l’unico formaggio ovino a pasta filata in tutta Italia: morbida e gommosa proprio come una provoletta, la vastedda ha un profumo delicato e particolare, davvero una delizia!

Al nostro arrivo, ci siamo subito recati a Santa Margherita del Belice, al Caseificio Ovini e Natura della famiglia Todaro, che partecipava a Caseifici Aperti assieme al Caseificio Interrante, al Caseificio Cangemi, al Caseificio Cucchiara e all’azienda Le Prelibatezze del Feudo Pollichino.

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Abbiamo assaggiato la Vastedda ancora calda, una vera squisitezza!!!

Poi siamo andati al Vigneto Resort, una bellissima location immersa fra i vitigni, dove abbiamo alloggiato e dove si sono tenuti gli incontri pomeridiani.

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In qualità di rappresentante AIFB e di Food Blogger, sono stata invitata a fare un intervento nel corso del convegno Comunicazione e Valorizzazione dei Formaggi Siciliani: il ruolo dei comunicatori e degli assaggiatori.

Il convegno, condotto da Pietro Pappalardo (Delegato Sicilia ONAF) e da Roberta Lo Cascio (Saporite) si è aperto con l’intervento di Giacomo Toscani (Vicepresidente ONAF), che ci ha affascinati con le sue parole e i suoi racconti. Dopo di lui, abbiamo ascoltato la testimonianza di Teresa Bellino Armetta, bottegaia palermitana e Portavoce Comunità Slow Food “Botteghe di Quartiere”.

Ho quindi parlato dell’importanza anche di noi Food Blogger nel ruolo di comunicatori delle eccellenze gastronomiche tradizionali e di custodi digitali del sapere tradizionale. I blogger rappresentano un modo nuovo e fresco di comunicare e si rivelano spesso un veicolo di promozione più efficace di tutte le forme classiche di pubblicità, anche per le piccole aziende che non riescono a occuparsi del marketing, specialmente digitale.

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Dopo un interessante dibattito dove ha partecipato anche Laura Martino (Saporite), abbiamo poi lasciato il posto alla premiazione del miglior produttore di Vastedda della zona, il Caseificio Manfrè (Gibellina – TP), proclamato da 9 maestri assaggiatori ONAF.

Guidati dallo staff del CoRFiLaC, Antonio Difalco, Giovanni Farina e Guglielmo Portelli, abbiamo degustato quattro delle cinque DOP siciliane: la Vastedda del Belice, il Piacentino Ennese, il Ragusano e il Pecorino Siciliano, il tutto accompagnato dai vini Mandrarossa delle Cantine Settesoli.

Ho ricevuto in dono una bellissima stampa di Gianbecchina dal titolo “Al Pascolo”.

Poi abbiamo concluso la serata con una gustosa cenetta al Caseificio Interrante.

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Il mattino seguente, abbiamo visitato le Cantine Settesoli, dove abbiamo avuto modo di osservare l’intero processo produttivo: purtroppo in molte zone era vietato fare foto, ma vi assicuro che era uno spettacolo incredibile, un processo modernissimo e super automatizzato che non avevo mai visto, abituata solo alle piccole cantine della mia zona!!!

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Lunedì pomeriggio è poi arrivata la parte più gustosa del mio viaggio: ho partecipato come giudice, insieme ad altri cinquanta assaggiatori, alla gara fra pizzaioli Sicilia in Pizza, a cui hanno preso parte i nove pizzaioli FIP (Federazione Italiana Pizzaioli) proclamati vincitori nelle relative delegazioni provinciali e alla cui organizzazione ha collaborato Trazzere del Gusto.

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Prima di valutare le pizze, abbiamo degustato l’ultima DOP siciliana, la Provola dei Nebrodi, sotto la guida sapiente di Pietro Pappalardo.

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Siamo quindi passati al clou della serata, condotta dalla piacevole compagnia di Laura Martino.

L’obiettivo della sfida era valorizzare la Vastedda del Belice nella pizza, creando un gusto piacevole, originale e con un forte legame con il territorio. Abbiamo assaggiato ben nove pizze, analizzandole attentamente per cercare di essere il più obiettivi possibili.

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Tutti i pizzaioli hanno scelto dei nomi legati alla Sicilia e, chi più chi meno, hanno dato una forte connotazione regionale alla loro creazione. Sono rimasta veramente stupita dalla quantità e dalla qualità delle idee proposte. A prescindere da chi ha vinto, sono stati davvero tutti bravi!!!

Le pizze che abbiamo assaggiato sono state nell’ordine: Pizza Partanna, Pizza Salina, Pizza Favignana, Pizza Mediterranea, Pizza Nebrodi, Pizza Margherita del Belice, Pizza Caccamo, Pizza Belice e Pizza Frastucara.

Ecco il podio!!!

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Con le panze piene, ci siamo poi rimessi in viaggio (più di tre ore di macchina, mannaggia alle strade siciliane!) e siamo rientrati a casa, da Vittoria (la nostra bimba) e Totò (il gatto!), stanchi ma soddisfatti per questi due giorni all’insegna del gusto e della cultura.

Un grazie particolare va a Pietro Pappalardo, senza il quale probabilmente l’evento non avrebbe avuto luogo: a lui va il merito di aver coordinato e messo in collegamento energie e competenze diverse ma legate, con un obiettivo comune: valorizzare la nostra splendida Sicilia e le sue eccellenze!

Grazie a Emiliano Tidona per il supporto fotografico!!!

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