Ragù di Padre Pio

Il ragù di Padre Pio fu preparato dal medico del convento, il quale aveva chiesto al frate se gli piacessero i maccheroni e, avendo ricevuto risposta positiva, aveva comprato della carne e si era messo a cucinare. Così, rimase stupito quando Padre Pio gli disse: “E’ troppo bello questo piatto perché me lo mangi io. Portiamolo ai poveri, va’!”. In realtà, Padre Pio non rinunciò al buonissimo ragù solo per darlo ai poveri ma anche per una questione di sobrietà dovuta al suo stato di vita religiosa.
Il ragù di Padre Pio è un sugo profumato e corposo, adatto a condire qualsiasi tipo di pasta ma nel libro da cui è tratta la ricetta vengono consigliate le orecchiette, io infatti l’ho mangiato con questo formato.
Nel 1956 Padre Pio dedicò a Maria la “Casa Sollievo della Sofferenza”, una struttura sanitaria all’avanguardia, con settantamila ricoveri l’anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo. Visto che io sono una grande frequentatrice di ospedali, mi sa che prima o poi farò una capatina anche lì…
Il 20 settembre 1918, il cappuccino ricevette le stigmate, che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti, per ben cinquant’anni, fino alla morte, che avvenne il 23 settembre 1968, a ottantun anni.  Al suo funerale accorsero circa centomila persone, infatti Padre Pio è uno dei santi più amati del XX secolo. Padre Pio fu dichiarato beato nel 1999 e canonizzato nel 2002.
Il ragù di Padre Pio è un sugo profumato e corposo, adatto a condire qualsiasi tipo di pasta ma nel libro da cui è tratta la ricetta, “In cucina con i santi” di Andrea Ciucci e Paolo Sartor, vengono consigliate le orecchiette, io infatti l’ho mangiato con questo formato.
 
Provate anche la peperonata di Padre Pio.

  • DifficoltàBassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura3 Ore 20 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana
437,00 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 437,00 (Kcal)
  • Carboidrati 16,98 (g) di cui Zuccheri 1,31 (g)
  • Proteine 33,31 (g)
  • Grassi 23,19 (g) di cui saturi 4,05 (g)di cui insaturi 3,72 (g)
  • Fibre 2,98 (g)
  • Sodio 1.133,42 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 292 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

Ingredienti

  • 150 gcarne di suino
  • 150 gagnello
  • 150 gmanzo
  • 150 gsalsiccia
  • 700 gpassata di pomodoro
  • 1cipolla
  • 2 spicchiaglio
  • 1peperoncino
  • 1 fogliaalloro
  • 1 bicchierevino rosso
  • q.b.olio extravergine d’oliva
  • q.b.sale

Strumenti

  • 1 Coltello
  • 1 Mezzaluna
  • 1 Tagliere
  • 1 Tegame preferibilmente di terracotta
  • 1 Cucchiaio di legno
  • 1 Mestolo

Preparazione

  1. Per preparare il ragù di Padre Pio, per prima cosa tagliate la carne e la salsiccia a cubetti di circa 3-4 cm.

    Poi, in un tegame, preferibilmente di terracotta, fate soffriggere nell’olio caldo la cipolla tritata, l’aglio (che io ho omesso) e il peperoncino intero.

    A questo punto, aggiungete la carne e la salsiccia e lasciatele rosolare a fuoco vivo per qualche minuto. Ora, salate, sfumate con il vino e, dopo aver eliminato il peperoncino, aggiungete la passata di pomodoro e l’alloro. Quindi, fate cuocere per almeno 3 ore a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo un mestolo di acqua calda se il sugo dovesse asciugarsi troppo.

NOTE

Come ogni piatto della cucina popolare, il ragù veniva cucinato con quello che c’era in casa. Quindi, la carne da utilizzare può essere variata a seconda dei gusti e delle disponibilità.

Il ragù di Padre Pio è perfetto per condire le orecchiette, che vanno servite con un’abbondante grattugiata di cacioricotta, un saporito formaggio pugliese.

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