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Pigna pasquale molisana

La pigna è un dolce tipico molisano, di origini molto antiche, che si prepara soprattutto nel periodo pasquale. Io la mangiavo da bambina, quando, durante le vacanze di Pasqua, andavo al paese dei miei genitori, in provincia di Campobasso. Invece, nel paese dell’Alto Molise nel quale sono cresciuta, non si trova. Infatti, alcuni anni fa mi venne voglia di mangiarla di nuovo, così andai con mia madre in un forno della zona convinta di trovarla ma la fornaia non sapeva nemmeno cosa fosse… E così sono passati almeno venticinque anni dall’ultima volta che l’ho mangiata. In realtà, poi ho scoperto che si prepara anche in altre regioni del Centro-Sud. In rete ho trovato diverse ricette, molto lunghe e quasi tutte con il lievito madre (che io non ho), nonostante si tratti di un dolce abbastanza semplice e povero. Poi mi sono imbattuta nel sito ramonastoriedicucina.com nel quale ho trovato la ricetta con una lievitazione relativamente breve, ed ho pensato di cominciare da quella.

La mia pigna pasquale molisana è stata tra i vincitori del contest #raccontacilatuapasqua. Sei foodblogger avevano chiesto di raccontare la nostra Pasqua attraverso le ricette della tradizione della nostra famiglia. Ognuna, di loro, tra le ricette arrivate, ha scelto di replicarne una e Miria Onesta di www.dueamicheincucina.it ha scelto proprio la mia pigna! Come amante della Tradizione (in tutti i sensi) sono stata doppiamente contenta.

  • Preparazione: 40 Minuti
  • Cottura: 60 Minuti
  • Difficoltà: Bassa
  • Porzioni: 10 persone
  • Costo: Basso

Ingredienti

  • 100 g Patate
  • 500 g Farina Manitoba
  • 20 g Lievito di birra fresco
  • 5 Uova
  • 150 g Zucchero
  • 70 g Strutto
  • 1/2 bicchiere Liquore all'anice
  • 1 buccia grattugiata di limone

PER LA GLASSA

  • 1 albume
  • 180 g Zucchero a velo
  • q.b. gocce di limone
  • q.b. mompariglia

Preparazione

  1. Per prima cosa, lessate le patate per 30-40 minuti (dipende dalla loro grandezza). Poi schiacciatele con lo schiacciapatate e lasciatele raffreddare.

    Nel frattempo, nella planetaria mettete la farina, fate un buco al centro e inserite il lievito sbriciolato, le uova leggermente sbattute, lo zucchero, lo strutto a pezzetti, il liquore e la buccia di limone.

    Poi cominciate ad impastare con la “foglia” e quando gli ingredienti cominceranno ad amalgamarsi, aggiungete le patate e continuate ad impastare per circa 20 minuti.

    Dopodiché, coprite la ciotola della planetaria con la pellicola trasparente e lasciate lievitare per almeno due ore.

    Una volta lievitato, trasferite l’impasto in uno stampo imburrato ed infarinato e lasciatelo lievitare per altre due ore, sempre coprendolo con la pellicola.

    Poi infornate nel forno preriscaldato (io ho usato la funzione statica) a 170°C per circa un’ora.

    Dopo averla fatta raffreddare, togliete la pigna dallo stampo. A questo punto, se volete, potete decorarla con la ghiaccia reale: mettete l’albume in una ciotola insieme con qualche goccia di limone e azionate le fruste dello sbattitore. Quando l’albume sarà ben montato, aggiungete un po’ alla volta lo zucchero a velo setacciato. Continuate a lavorare la glassa con le fruste per far amalgamare completamente lo zucchero a velo.

    Dopodiché spalmate la glassa sulla pigna con l’aiuto di un pennello in silicone e decorate con della mompariglia (palline colorate) prima che la glassa si asciughi.

Note

Nella ricetta originale erano previsti anche i canditi ma li ho omessi, sia perché oramai saprete che non li amo, sia perché nella pigna che mangiavo da bambina non c’erano.

Se non avete la planetaria, potete fare l’impasto anche a mano.

Questo dolce non è difficile da realizzare ma per avere un ottimo risultato è necessario lavorare bene l’impasto e lasciarlo riposare per far raddoppiare il volume.

La pigna che mangiavo da bambina aveva la forma di un panettone ma, navigando in rete, ho scoperto che ne esistono varianti a ciambella. Lo stampo ideale sarebbe quello rotondo alto ma in mancanza di questo, si può usare il classico stampo per ciambella, che è quello che ho usato io.

La pigna si conserva per diversi giorni ed è ottima inzuppata a colazione.

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