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Biscotti della gioia di Santa Ildegarda (ricetta originale)








Qualche mese fa avevo pubblicato una ricetta dei biscotti della gioia di Santa Ildegarda ma erano troppo speziati anche per me che amo i sapori forti (si sentivano troppo i chiodi di garofano). Recentemente, ho letto il libro “Le ricette della gioia con Santa Ildegarda” di Daniel Maurin e Jany Fournier- Rosset ed ho trovato quella che dovrebbe essere la ricetta originale, così ho provato a rifarli ed il risultato sono stati dei biscotti dal sapore decisamente più equilibrato. Così ho deciso di sostituire la ricetta precedente con questa.
Vi ho già parlato di Santa Ildegarda quando ho fatto la zuppa di zucca (trovate QUI la ricetta) e le fettine di pollo al rosmarino (trovate QUI la ricetta). Ildegarda di Bingen fu una badessa benedettina medioevale dalla vita straordinaria. Fu una donna coltissima dai mille interessi: fu medico, scienziata, teologa, mistica, profetessa, compositrice, drammaturga, cosmologa, fitoterapeuta, linguista (alla faccia dei secoli bui e degli stereotipi sulla donna oppressa!).
Secondo Ildegarda, il corpo, lo spirito, l’anima e l’ambiente sono i quattro pilastri della salute e sono strettamente legati l’uno all’altro. Così, la nostra alimentazione avrebbe delle conseguenze sulle nostre emozioni. Secondo la teoria dei quattro umori, diffusa a quell’epoca, la tristezza e la collera sono cause di numerose malattie.
Vorrei anche scrivere una nota riguardo al pregiudizio (uno dei tanti) che riguarda l’uso delle spezie nel Medioevo. E’ purtroppo molto diffusa l’idea che esse venivano usate per mascherare il sapore del cibo, soprattutto della carne, andato a male ma oggi abbiamo abbastanza conoscenze sulla cucina medioevale da poter affermare con certezza che le cose stavano diversamente. I cuochi del tardo Medioevo non avevano nessuna ragione di trattare carne andata a male e usavano le spezie con grande maestria e professionalità. Una gran varietà di carne e di pesce era disponibile per tutto l’anno; inoltre, i metodi di conservazione di queste carni, per quanto rudimentali, erano efficaci e diffusi dappertutto. I potenti medioevali, che avevano esigenze gastronomiche sempre più raffinate, non avrebbero mai tollerato di mangiare cibo avariato coperto dal sapore forte delle spezie.
A proposito dei biscotti della gioia, questi venivano consigliati da Santa Ildegarda per il buonumore. Li indicava come rimedio (curativo e preventivo) per fortificare i cinque sensi, rallentare l’invecchiamento (vanno bene per me, che sono entrata da un po’ negli “anta”), sollevare l’amarezza del cuore, stuzzicare l’intelligenza e rendere lo spirito gioioso. Ildegarda affermava a proposito di questi biscotti: “Dissolvono l’amarezza del cuore, lo calmano e lo dischiudono. Ma spalancano pure i cinque sensi, ti rendono gioioso, purificano i tuoi organi sensoriali, riducono gli umori nocivi e danno al tuo sangue una buona composizione. Ti rendono robusto, gioioso ed efficace nel tuo lavoro”.
Per approfondire la vita di questa santa, vi consiglio di leggere il libro “Storia e visioni di Sant’Ildegarda. L’enigmatica vita di un’umile monaca del Medioevo che divenne confidente di papi e imperatori” di Régine Pernoud.

  • DifficoltàBassa
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di riposo30 Minuti
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaEuropea

Ingredienti

  • 440 gFarina di farro (dose indicativa)
  • 4Tuorli
  • 3 gSale
  • 180 gBurro
  • 140 gZucchero grezzo di canna
  • 70 gMiele
  • 15 gNoce moscata
  • 15 gcannella
  • 3.3 gChiodi di garofano macinati

Preparazione

  1. Per prima cosa, fate sciogliere il burro a fuoco basso e fatelo raffreddare. Poi mescolatelo in una ciotola con zucchero e miele, dopodiché aggiungete i tuorli d’uovo ed il sale e sbattete con una frusta a mano fino a quando gli ingredienti saranno amalgamati. A questo punto, aggiungete le spezie e, un po’ alla volta, la farina di farro setacciata. Mescolate prima con un cucchiaio, poi quando l’impasto sarà più duro, continuate a lavorarlo con le mani. Quando sarà liscio e omogeneo, formate una palla, copritela con della pellicola trasparente e mettete in frigo per almeno mezzora. Passato questo tempo, riprendete l’impasto e, sul piano di lavoro spolverizzato con della farina, stendetelo con un mattarello ad uno spessore di circa ½ cm. Poi ricavate dei biscotti con uno stampino della forma che preferite (io, visto il periodo, ne ho usato uno a forma di stella). Infine, fate cuocere in forno statico preriscaldato a 200° per circa 10 minuti. Vi consiglio di controllare regolarmente la cottura, per evitare che si cuociano troppo.

NOTE

La ricetta originale prevedeva 500 g di farina ma, mentre l’aggiungevo, mi sembrava troppa, infatti l’impasto rischiava di essere troppo secco. Voi aggiungetela un po’ alla volta e fermatevi quando l’impasto avrà raggiunto la consistenza giusta: non dovrà essere né troppo molle (non dovrà attaccarsi alle mani), né troppo duro.

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