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Abbaculu o Pastorale di San Biagio

L’abbaculu, o pastorale di San Biagio, è il dolce che si ispira al pastorale vescovile, il bastone decorato dalla punta ricurva che i vescovi portano nelle cerimonie solenni, con il quale viene di solito raffigurato San Biagio.
L’”abbaculu” viene preparato il 3 febbraio, giorno di San Biagio, dalle donne di Serra San Bruno, in Calabria, per giovani e bambini. E’ usanza che questi, prima della S. Messa, compiono, con l’abbaculu tra le mani, tre giri della chiesa dedicata al Santo, come il numero di giri che compì la testa di S. Biagio dopo la decapitazione. L’abbaculu potrà essere mangiato solo dopo la benedizione. I giovani innamorati, però, dovranno aspettare di dividerlo con la propria amata. Se la donna spezzerà il dolce all’altezza della voluta, tenendo per sé il bastone e lasciando la parte restante all’innamorato, i due potranno considerarsi fidanzati.
San Biagio era medico e fu nominato vescovo della sua città, Sebaste, in Armenia. Fu messo a morte sotto Licinio nel 316. Il suo culto si diffuse molto rapidamente sia in Occidente che in Oriente. Gli si attribuiscono numerose guarigioni e viene invocato per tutte le malattie della gola. Una canterina come me non poteva non provare a fare una ricetta dedicata a questo santo. Inoltre, ieri mi sono sottoposta alla tradizionale benedizione della gola: ora spero di cantare meglio.
La ricetta dell’abbaculu è quella della Dolciaria Fiorindo di Serra San Bruno, che io ho scoperto nel libro “Santa Pietanza” di Lydia Capasso e Giovanna Esposito. Rispetto alla ricetta originale, ho aumentato un po’ la dose di acqua perché l’impasto risultava troppo secco e si sbriciolava.

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  • DifficoltàBassa
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo4 Ore
  • Tempo di cottura15 Minuti
  • Porzioni8 pezzi
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 500 gFarina 00
  • 260 gmandorle (sgusciate)
  • 200 gZucchero
  • 12 gAmmoniaca per dolci
  • 170 gacqua (tiepida (dose indicativa))

Preparazione

  1. Per preparare l’abbaculu, per prima cosa mettete le mandorle in un mixer e tritatele grossolanamente. Poi mettete in una ciotola capiente la farina setacciata, lo zucchero e le mandorle e mescolate.

    Ora sciogliete l’ammoniaca nell’acqua tiepida e aggiungetene un po’ alla volta al composto di farina, impastando con le mani. Se l’impasto dovesse risultare troppo secco, aggiungete un altro po’ d’acqua.

    Quando l’impasto diventerà omogeneo, formate dei pezzi da circa 150 g ciascuno (la ricetta originale parlava di 250 g ma mi sembrava un peso eccessivo e ho preferito farli più piccoli), dando loro la forma di un pastorale.

    A questo punto, sistemateli su una teglia rivestita con carta da forno e fateli cuocere in forno preriscaldato (io ho usato la funzione statica) a 200° per circa 15 minuti e poi lasciateli in forno spento per 4-5 ore, in modo che si asciughino. Otterrete dei biscotti piuttosto croccanti.

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