#menuforchange #eatlocal #slowfood

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Bene, ho raccolto la sfida di Slow Food MenuforChange!  Che cos’e’? Riassumo brevemente

16 ottobre-5 novembre: Cibo locale? Sì, grazie!
Raccogli una sfida: per tre settimane metti in tavola cibo locale e di stagione

6-25 novembre: Ricette amiche del clima
Scegli una lista degli ingredienti buoni e rispettosi per il pianeta. Metti in tavola la biodiversità

Ecco gli impegni del primo appuntamento:

Per tre settimane, impegnati a mangiare locale, coinvolgi i tuoi amici, la tua famiglia.
Regalaci cinque minuti del tuo tempo, saremo felici di sapere che cosa hai organizzato.
Scatta qualche foto, realizza brevi filmati, mandaci le tue ricette, descrivici le iniziative che hai inventato!

Ma che novità’, direte voi, già se ne parla tanto.. vero.

Io stessa cerco di comprare prodotti del mio territorio , di conoscere nuove realtà vicino a me…

ma e’ anche vero , che a volte, per pigrizia o per comodità’, entro in un supermercato…

Mi e’ successo proprio ieri mattina:

MA

invece di iniziare a mettere roba nel carrello, avendo la mattinata a disposizione,

HO

iniziato a leggere le etichette dei vari prodotti freschi :e mi son resa conto che , se va bene, le indicazioni sono molto generiche, nonostante siano già’ migliorate rispetto ai tempi passati. Per la carne, di solito si ha l’ indicazione della nazione di allevamento e della macellazione ( allevato in Francia, macellato in Italia ).. poi c’e’ la sezione ‘ Carni Piemontesi’ ( magari in Toscana c’e’ Carni Toscane?) ..

Frutta e verdura poi mi mettono tristezza..  Solo una piccola parte e’ riservata a prodotti stagionali, figuriamoci locali!

Passo ai formaggi, e qui fortunatamente c’e’ una sezione dedicata ai prodotti di stagione e a tratti anche ai prodotti locali , pero’ in generale vedo tanta frutta esotica e mi mette ansia tutto quel polistirolo, pellicola, etichette..

Mi volto e, da vuoto, il supermercato si e’ riempito di gente frettolosa, che arraffa e mette nel carrello approfittando della pausa pranzo ( ben ricordo le mie spese quando lavoravo da dipendente, volte per lo più ad avere qualcosa da preparare in fretta quando sarei rientrata a casa la sera, quando il tempo accelera e tu pensi già’ con angoscia al numero di cose da fare e che occorre far andare a dormire presto i bambini perché’ sennò domani chi li sveglia.., ma occorre anche far fare loro i compiti, e stirare, e la spesa l’ ho buttata li’ ma devo ritirarla..).

Gente che cerca le offerte speciali, che guarda il prodotto che costa meno e il 3×2 , comprando magari cose che poi non userà , pensando di risparmiare.

E ho

iniziato a pensare

a mia mamma, che abitava a Torino, a 2 passi dal’ Auchan.

A mia mamma che ogni mattina si vestiva, usciva e andava al mercatino rionale, a comprare 2 mele, un pezzetto di formaggio , della verdura fresca che consumava in giornata.

Forse l’ unica cosa che mi ricordo comprasse non di stagione erano le banane ( quelle ci sono tutto l’anno, mi diceva). E io son cresciuta aspettando il tempo delle albicocche, il tempo delle ciliegie , il tempo delle pere..

Certo, essendo pensionata, era più facile..

Nel frattempo al banco allo Yogurt una signora anziana, accompagnata dal marito, cerca disperatamente uno yogurt ‘vero’ , fra quelli alla frutta, quelli light, quelli bio, quelli cremosi..

Ma lo yogurt di una volta, quello NORMALE, non lo fanno più’? Perché’ lo yogurt col miele? Se lo voglio col miele compro il miele e lo aggiungo allo yogurt, no?”

chiede a se stessa..

Penso a si’ ,

e’ difficile

magari far quadrare un magro stipendio con la voglia di mangiare buono e sano ( ormai Bio, prodotti per intolleranti, etc sono prodotti di moda , e quindi si pagano di più’, certo).

Certo,

ci vuole tempo

per andare in giro a cercare produttori e coltivatori locali. Ma come disse una volta Marco Ramassotto a un corso di panificazione che ho seguito,

allora perché’ non approfittare dei sabati e delle domeniche per fare dei bei giri fuori porta, e vedere di persona le coltivazioni gli allevamenti, parlare coi contadini, gli allevatori? Qui in Piemonte siamo pieni di campagne, di allevamenti. Perché’ passare le domeniche nei centri commerciali?

Cito una frase di una persona con cui ho avuto questo confronto pochi giorni fa :

La gente e’ disposta a spendere più’ di 1000 euro per l’ultimo modello di smartphone, perché’ fa figo, poi compra l’olio d’oliva extravergine a 3 euro e la salsa di pomodoro a 1 euro .”

Vero.

Cosi’ si e’ risparmiato. Su cosa? Su quello che mangiamo, che ci nutre, che diamo ai nostri figli per crescere? Tanto poi ci son le confezioni di integratori..

Cosa ci può essere in una bottiglia di Olio d’ Oliva da 3 euro? Dove e’ stata prodotta? In che modo? Qualcuno si e’ mai chiesto come si produce l’ olio d’oliva ? Quante olive ci vogliono per fare 1 litro di Olio?

E la farina? Qui siamo pieni di Mulini. Eppure e’ più’ comodo comprare la farina al supermercato: SULLA CONFEZIONE c’e’ già’ scritto a cosa serve( per tutti gli usi, per pizza, per frolla, integrale, contiene germe di grano … ). Farina che puoi lasciare li’ mesi e non ci sono farfalline…Per forza!

Le tarme della farina si nutrono degli elementi ‘vivi’ della farina, se questa e’ stata raffinata e sottoposta a procedimenti per renderla più’ bianca, più’ scura, più’ buona.. le tarme , mosse dal’ istinto di sopravvivenza, vanno a cercare CIBO da altre parti!

Con questo non voglio dire che dobbiamo tornare tutti a nutrirci con i prodotti del vicino, o smettere di comprare prodotti confezionati o esteri ( io stessa compro cioccolato belga, mi pice scoprire le tradizioni culinarie e i prodotti tipici dei vari paesi del mondo, per non parlare delle mie adorate spezie!!)

Pero’ possiamo avere un po’ piu’ di consapevolezza,

su ciò’ che compriamo, porci delle domande e iniziare con piccoli passi.  IO DETESTO le posizioni assolute, integraliste.. non mi ritrovo  in nessun movimento, corrente o pensiero che sia assolutista. Anche nel cibo. Ma son sempre più’ convinta che l’ alimentazione dipenda anche da dove viviamo, dal territorio, dalle nostre radici.

E perche’ quindi non iniziare magari con la serie di alimenti che più facilmente possiamo trovare vicino a casa? Mica tutto, eh.. ma la frutta, verdura (pensate a cosa si coltiva vicino a voi),  magari i formaggi o la carne per chi abita in zone di allevamenti ? Perché’ non andare a vedere e a provare ? Io abito al confine con la valle d’ Aosta, in un territorio dove si possono trovare mele, castagne, mais praticamente a pochi passi.. dove si allevano capre, che danno ottimi formaggi.. per non parlare delle mucche..dove ci son persone che han deciso di ritornare a coltivare la terra ( x mia fortuna , che da ex cittadina riesco a far morire anche i ). Dove si può parlare, chiedere e concordare di passare 1 volta a settimana, o al mese, per prendere i prodotti che ci servono.. Magari si chiede a chi compra l’ insalata dal contadino se la può’ prendere anche per te..

e poi c’e’ Internet!

Io le nocciole me le faccio spedire da un produttore in provincia di Cuneo.. le farine le prendo da 2 Molini qui vicino, e alcune me le faccio spedire da Torino, da un produttore che ho conosciuto personalmente, e che stimo molto ..

Ci sono i vari mercatini, ci sono i punti vendita delle varie aziende agricole.. Esistono negozietti nei paesi che hanno ancora i prodotti locali, panetterie che sfornano ottime torte o biscotti..

Tante cose le prendo ancora confezionate, ma cerco di evitare, quanto più possibile, gli imballaggi e sovraimballaggi in plastica ( ma quanta plastica buttiamo????).

Quindi questa iniziativa e’ utile, secondo me, per avere consapevolezza di ciò’ che si compra, si consuma, perche’ si inizia dai piccoli gesti, coinvolgendo magari i bimbi. Perche’ e’ importante non spegnere il cervello, o seguire le mode e i social pedissequamente, ma informarsi, capire e scegliere.

Senza fanatismi, senza estremizzazioni, ma sono i piccoli gesti che devono diventare naturali, come mettersi la cintura di sicurezza in auto, differenziare i rifiuti , rispettare gli altri ( anche sae a volte risulta più’ scomodo per noi) .

Il cibo non deve diventare un’ ossessione, ma dev’esserci consapevolezza , impegno e gioia in questo atto quotidiano. Ci serve per restare in vita, e cosi’ come mi piace e ritengo fondamentale leggere, ascoltare musica, imparare dal’ arte, cosi’ anche il mangiare dev’essere un atto che ci porta benessere e piacere.

E allora in questa sfida proverò, nella prima parte, a suggerire ogni giorno prodotti del territorio , menu giornalieri da utilizzare con essi, consigli per organizzarsi con la spesa ..

nella seconda parte ricette ..

ho aperto i post a tutti , perche’ spero di creare una “rete” interattiva e viva di persone che si scambiano idee, consigli, indirizzi.

Mi piacerebbe che , a partire da questa iniziativa, si creasse un forum informativo ..OGNUNO PUO’ SPEDIRE RICETTE, INDIRIZZI, SEGNALARE Produttori, Prodotti locali..utilizzate la mia pagina come punto di raccolta e di distribuzione😉 delle informazi0ni..

Io inizierò con la mia zona, perché e’ qui che vivo, ma se avete voglia di partecipare anche da altre regioni, sARete i benvenuti!  

L’ informazione e’ ciò che ci può aiutare a vivere meglio , e deve essere LIBERA. Libera anche di avere opinioni contrastanti, chiaro.

E ora.. dopo questa luuuunghissima introduzione.. andrò’ a fare un salto al

Mercato Eccellenze Canavesane

organizzato a Ivrea.. e da voi? cosa c’e’ in programma questo fine settimana?

By mangiareunidea👩🏻‍🍳

 

 

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Informazioni su mangiareunidea

Da sempre attraverso il cibo associo nei miei ricordi viaggi, luoghi, persone, emozioni :e' l'indice per i miei ricordi.. in ogni viaggio ho associato un odore, un gusto , un colore ai posti che ho visitato .. attraverso il cibo si puo' conoscere la cultura e le tradizioni di un popolo.. per questo ho iniziato con i miei figli un giro del mondo, non solo quando andiamo a fare un viaggio,ma anche a tavola : un giro del mondo alla scoperta di tradizioni diverse dalle nostre, raccontate attraverso e con il cibo, e un" giro del tempo" , mantenendo viva la memoria delle nostre radici, con le ricette delle persone che non ci sono piu' ma che sono ancora con noi, in noi, perche' senza di loro noi non saremmo qui: la polenta concia della nonna fatta su stufa a legna, le ricette di mia mamma, i confort food di quando ero piccola io.. e mangiando si racconta, si parla , ci si emoziona e si emoziona.. ecco perche' da me la televisione in cucina non c'e': le notizie piu' importanti siamo noi e quello che noi facciamo , e i pasti sono un momento solo nostro . Venite a scoprire com'e' facile ...

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