Ricette semplici per panificatori seriali, curiosi di natura, instancabili esploratori, amanti del buon cibo, del buon vino, della birra artigianale e della buona compagnia

Ricette semplici per panificatori seriali, curiosi di natura, instancabili esploratori, amanti del buon cibo, del buon vino, della birra artigianale e della buona compagnia

Paella Valenciana

Paella Valenciana

Valencia è bellissima. Ci ha accolto una sera tiepida e luminosa di Settembre, le viuzze del centro piene di festa e di profumi. L’abbiamo girata come matti, felici come bambini di perderci a piedi in quel parco meraviglioso, che era un fiume e oggi è invece centro di ritrovo, collegamento e polmone per tutta la città.
Abbiamo mangiato benissimo, bevuto ancora meglio, e ci siamo portati a casa una voglia matta di risentire anche a casa quei profumi e quei sapori che evocano subito allegria e festa.

La paella a tavola la fa da padrona. Gustosa, profumosa e squisita, come il resto della città si è evoluta e trasformata, pur restando di base fedele a se stessa. La paella Valenciana è fatta con la carne, e in particolare con coniglio e pollo, gli animali da cortile presenti in ogni casa al tempo. Se non amate il coniglio o il pollo, potete sostituirli con costolette di maiale o di agnello o di bovino. Vi sconsigliamo salsicce e insaccati, che coprirebbero il gusto delle verdure.

Il riso tradizionale è il bomba, che tiene a lungo la cottura. Se non lo trovate, un buon riso carnaroli o vialone nano van benissimo lo stesso. Anche sperimentare un riso venere può andare bene, sempre con un po’ di attenzione a non tradire del tutto la filosofia della paella.

Le sole verdure previste nella paella Valenciana sono fagiolini, fagioli e taccole (in verità sarebbero bajoqueta, alubias del pinet e garrofó, ma sono prodotti tipici della zona di Valencia, difficilmente reperibili in Italia e che possiamo sostituire con i nostri equivalenti, avendo cura di preferire i fagioli bianchi di Spagna ai nostri locali).
I peperoni sono solo una guarnizione, i famosi “gambas de montana”, utilizzati per dividere le porzioni nella paella, la pentola piatta su cui si cucina questo spettacolare e semplicissimo piatto unico. Non è corretto inserire peperoni tagliati in cottura (non vi mettono in galera, eh, però non è paella Valenciana 😛 )

Il procedimento di preparazione e la cottura non sono affatto complicati, l’unico rischio è bruciare l’olio o gli ingredienti. Questo è da evitare, ce lo dice anche Quique Dacosta: si finisce per cuocere nel grasso bruciato, che non fa bene, lascia un gusto amaro e rende la paella indigesta.

  • DifficoltàFacile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione20 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora
  • Porzioni2
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana

Ingredienti

Abbiamo preparato questa paella in pieno lock down e non avevamo purtroppo neanche un peperone per la guarnizione, abbiamo così creato una specie di divisione con le taccole. Sarebbe più corretto usare un peperone, da tagliare a strisce, arrostire e tenere da parte per essere aggiunto poi solo all’ultimo, prima di servire, per delimitare le porzioni.

200 g riso Bomba
200 g pollo (ali o coscette) a pezzi
200 g coniglio
200 g fagioli bianchi di Spagna
200 g taccole
2 mestoli passata di pomodoro
1 spicchio aglio
1 cucchiaio paprika dolce
1 bustina zafferano
50 g olio extravergine d’oliva

Strumenti

Per cuocere la paella, serve una paella 😉
Se non l’avete, una padella larga e bassa andrà comunque bene.

Passaggi

Cospargi la paella di olio evo. Sai di averne messa la giusta quantità se, inclinando di 45gradi la paella, l’olio arriva al manico. Troppo olio rende la paella pesante, troppo poco olio non vi consentirà una cottura corretta.

Aggiungete i pezzi di pollo e di coniglio e fate soffriggere abbondantemente (per almeno dieci minuti) girando continuamente.

Aggiungi le taccole e i fagioli (se usate quelli in scatola, sgocciolateli del liquido di conservazione).

Aggiungere due mestoli di salsa di pomodoro, un cucchiaio di paprika dolce e amalgamare bene

Aggiungere acqua fino a un dito dal bordo della paella, inserire lo zafferano (facciamolo adesso che l’acqua e fredda, e non avremo grumi) e lasciare cuocere a fuoco medio per circa 15-20 minuti.

E’ ora di aggiungere il riso. Non serve addizionare altra acqua. E’ invece saggio assaggiare e regolare di sale: una volta calato il riso, non si potrà più mischiare, nè toccare, fino a cottura ultimata. La paella non è un risotto, e dopo l’aggiunta del riso non va girata MAI.

Il riso bomba cuoce in circa 20 minuti, ma la paella è pronta quando è completamente asciutta, tutta l’acqua consumata. Altri due minuti per far creare sul fondo quella crosticina meravigliosa, e non resta che portare la paella in tavola, e consumarla direttamente dalla pentola, proprio da tradizione valenciana.

Abbiamo preparato questa paella in pieno lock down e non avevamo purtroppo neanche un peperone per la guarnizione, abbiamo così creato una specie di divisione con le taccole. Sarebbe più corretto usare un peperone, da tagliare a strisce, arrostire e tenere da parte per essere aggiunto poi solo all’ultimo, prima di servire, per delimitare le porzioni.

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