Antipasti

Pizza fritta con zafferano

Pizza fritta con   zafferano.

Cari foodlovers,

vi presento la ricetta che ho ideato per partecipare al contest indetto da Zaffy in collaborazione con Fuudly.  Mi sono ispirata alla tradizione napoletana della pizza fritta, aggiungendo all’impasto una preziosa bustina di zafferano Zaffy. Un’idea semplice, come del resto è tutta la mia cucina legata al territorio, in quanto a sapori, colori ed ingredienti. Lo zafferano è una spezia antica, il suo profumo racconta leggende di popoli lontani e delle loro conquiste, il suo colore vivo rappresenta il viaggio che ognuno di noi intraprende con una affascinante tenacia e passione per scoprire nuove avventure, nuove frontiere partendo dalle più semplici delle tradizioni.

http://zaffy.it/

 

 

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Acquasale cilentana

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Acquasale cilentana.

L’acquasale è un piatto tipico della cucina cilentana. Un tempo questa pietanza era la colazione dei pescatori e dei contadini. La sua preparazione è semplicissima; basta bagnare il pane biscottatto con poca acqua, in modo da lasciarlo croccante e condirlo con olio, sale, origano e pomodorini. Un piatto della cucina povera, ma ricca di sapori e profumi, che valorizza i prodotti del territorio e, il concetto che in cucina non si butta via nulla. Così con del pane raffermo o biscottato , un goccio di olio evo e dei pomodori rossi e succosi, la magia in tavola si crea, in riva al mare, al calar del sole, dove le nostre tradizioni, e il clima caldo, raccontano la storie di tutti i commensali, che con un buon vinello si perdono in fragorose risate, e la gioia di essere figli di questa terra si compie. La generosità e l’ospitalità di noi meridionali si traduce con un meraviglioso sorriso, accompagnato da una delle cucine più ricche di tradizioni e genuinità. Al sud si vive così: nonostante tutte le vicissitudini e difficoltà, riusciamo a creare attimi di grande bellezza. Forse è per questo motivo che si dice: al sud piangi due volte, quando arrivi e quando te ne vai.
Arriverderci a settembre con la rubrica 100% Made in Italy su Fuudly.

Acquasale è dedicata ad Annamaria, una piccola, ma grande donna archeologa e giornalista, che affronta tutti i giorni la sua vita con una forza incredibile, e un sorriso avvolgente che scalda il cuore. A lei auguro di realizzare tutti i suoi sogni. Grazie Anna non solo per la ricetta dell’acquaesale 😉 ma anche per essere entrata a far parte della mia vita.

Ingredienti:
Pane biscottato o friselle: 200g
pomodorini datterini: 150g
pomodorini datterini gialli: 150g
mozzarelline di bufala: 100g
Olio Evo: q/b
sale: q/b
basilico: q/b
origano:q/b
Acqua: q/b

Procedimento: Disponete il pane biscottato su un piatto, bagnatelo quel tanto che basta con l’acqua, e conditelo con i pomodorini tagliati, mozzarelline, sale, basilico, origano e un filo d’olio.
Bon appetit
Madame Bistrò

Carciofo alla Giudia

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Carciofo alla giudia.
Il protagonista di questo mese per la rubirca 100% Made in Italy che potete trovare sul social network Fuudly è: il carciofo. Alla bontà dei carciofi nessuno resite. Siamo tutti golosi di questo ortaggio, che rappresenta un alimento cardine nella dieta mediterranea, ricco di ferro, fibre, minerali e antiossidanti, ha pochissime calorie e innumerevoli proprietà terapeutiche e depurative.
In cucina è decisamente un prodotto che ben si presta a tante preparazioni, da quelle più tradizionali a quelle più ricercate. Io che amo molto le tradizioni gastronomiche di questo bel Paese, ho scelto una tipica pietanza romana: carciofo alla Giudia. Uno dei contorni più famosi e buoni della cucina laziale. Il carciofo alla giudia ha origini antichissime nasce nel ghetto ebraico di Roma, veniva preparato e mangiato soprattutto nel periodo della ricorrenza del Kippur, chiamata anche festa dell’espiazione. Durante questa ricorrenza gli ebrei si sottopongono ad un giorno di digiuno, astenendosi anche da qualsiasi tipo di attività lavorativa e ricreativa, dedicandosi esclusivamente alla preghiera. Dopo avere passato 24 ore di digiuno, gli Ebrei solitamente mangiavano i carciofi che per questo motivo furono chiamati “alla giudia”. La cucina per me è proprio questo: una continua ricerca, scoperta e fusione di tradizioni e culture che insieme raccontano una storia, arricchiscono e rendono speciale quel particolare momento in cui ci si siede a tavola e, per gustare un piatto nato dalle molteplici sfaccettature intrinseche di significato. la cucina è una fitta trama per elaborare un messaggio che va ben oltre al semplice mangiare per necessità; è un’esperienza che comunica sensazioni, evoca ricordi, valori, accresce lo spirito e il nostro sapere.

Dedicato ad Ambra e a Michele, due grandi mangiatori di carciofi.

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Consigli per preparare i carciofi alla giudia:
– la varietà di carciofi da utilizzare è quella senza spine: il carciofo romanesco, o quello tondo di Paestum.
– è fondamentale tagliare le foglie esterne più dure e lavare i carciofi sotto acqua corrente, cercando di aprire le foglie il più possibile. carciofo 2
-Prima di friggere i carciofi assicuratevi che siano perfettamente asciutti, altrimenti la presenza di qualche gocciolina di acqua, a contatto con l’olio potrebbe schizzare rovinosamente su di voi e sul piano cottura. Fate molta attenzione durante questo passaggio.
– La pentola per friggere deve essere alta e capiente, i carciofi devono essere completamente immersi. Vi consiglio di cuocerne due per volta, sarà più facile controllare la cottura e la doratura.
– La temperatura dell’olio è importante; immergete i carciofi nella pentola quando l’olio sarà bollente e friggete prima a fiamma bassa e poi a fiamma alta per qualche minuto durante la prima frittura.

Ingredienti:
– 6 carciofi
– 2 L di olio evo
– sale e pepe q/b
– origano q/b
– mezzo limone
Procedimento: Eliminate le foglie esterne più dure. Mondate il gambo e tagliatelo a metà ( circa 5/6 cm). Lavate accuratamente i carciofi e immergeteli in una bacinella con acqua e il succo di mezzo limone per 10 minuti. Disponete i carciofi su un tagliere appiattiteli per bene, in modo che le foglie si aprano perfettamente e lasciateli asciugare per circa un’ora.
Scaldate l’olio in una pentola alta, friggete i carciofi per 10 minuti a fiamma bassa, verificando di tanto in tanto con l’aiuto di una pinza, la cottura delle foglie. Quando noterete che le foglie sono cotte, scolate i carciofi e fateli asciugare su carta assorbente. Scaldate di nuovo l’olio e friggete i carciofi per una seconda volta per 4 minuti per renderli ancora più croccanti e dorati. A cottura ultimata disponete i carciofi su carta assorbente a testa in giù per eliminare l’olio in eccesso. Condite i carciofi con un pò di sale, pepe e origano.

Chutney di mango con olio extravergine di oliva

Chutney di mango con olio extravergine di oliva

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L’olio extravergine di oliva e uno dei tanti fiori all’occhiello del Made in Italy. L’italia è il secondo produttore europeo di olio extravergine, ottenuto solo da una prima spremitura, con metodi meccanici , a bassa acidità e “a freddo” con temperature inferiori a 27 C° che consentono, il mantenimento delle caratteristiche organolettiche e delle numerose proprietà nutrizionali che lo rendono un alimento molto speciale. Infatti, è il migliore antiossidante essendo ricco di vitamina E, A, D, protegge il cuore , le arterie, rallenta l’invecchiamento celebrale e abbassa il livello di colesterolo cattivo e incrementa quello buono. l’olio extravergine d’oliva non è uno dei tanti condimenti a caso che troviamo sulle nostre tavole, ma è il condimento per eccellenza. Uno dei pilastri della dieta mediterranea, per un’alimentazione sana. Il suo sapore fruttato , amaro e piccante, è dato dalle olive raccolte a maturazione iniziale, mentre quello prodotto da olive raccolte a maturazione inoltrata ha un sapore meno amaro e poco fruttato.
Un olio evo di qualità presenta un gusto intenso, sapori chiari e definiti dove, l’amaro e il piccante sono sinonimo di garanzia ed eccellenza, perfettamente equilibrati. I colori vanno dal verde intenso al giallo più chiaro, questo dipende dalla varietà delle olive e dal loro grado di maturazione e dai pigmenti liposolubili come la clorofilla e i caroteni. Nella mia cucina l’olio evo è sempre presente, nelle giuste dosi, mi permette di creare piatti leggeri, salutari e gustosi. Ma prima di prodecedere con la ricetta vi lascio qualche piccolo consiglio per scegliere un olio evo di qualità: 1)il prezzo di un olio di qualità non è mai basso; 2) è fondamentale leggere le etichette presenti sulla bottiglia per capire dove e da chi è stato prodotto e imbottigliato; 3) se proprio non vi fidate recatevi direttamente dai piccoli o medi produttori, così potrete verificare di persona cosa state acquistando, magari assaggiando l’olio con una bella fetta di pane, che rappresenta un po’ la sua prova del 9.
La ricetta che ho deciso di dedicare a questa preziosa materia prima ha un sapore esotico e profumato: chutney di mango, con pomodorini, pesto di zucchine e riso basmati. Questo piatto è facile e veloce, ideale per la bella stagione che sta arrivando.
Il Chuteny è una salsa indiana densa e piccante,che accompagna carne e riso. l’olio evo che ho usato in questo piatto è quello DOP del Cilento, delicato, di oliva fresca, sostanzialmente dolce con appena percettibili note vivaci di amaro e piccante. E’ discretamente fluido, con chiari effluvi di pinolo e retrogusto di nocciola e mandorla. In questo piatto esalta direi in modo sublime questa salsa. In cucina non ci sono confini basta un po’ di creatività e gusto per cucinare qualcosa di straordinario e semplice al tempo stesso.

Ingredienti:
– 1 mango maturo
– 1 zucchina
– 6/7 pomodorini mango 2
– una cipolla rossa piccola
– uno spicchio d’aglio
– 30 ml di olio evo
– 2 chucchiai di zucchero
– 2 chucchiai di aceto
– 4 cucchiai d’acqua
– un limone bio
– 1 ciuffo di prezzemolo tritato
– 1 peperoncino fresco intero
– un cucchiaino di curcuma
– 200g di riso basmati
Procedimento :lessate il riso con le scorze di limone per 10/12 minuti in acqua salata qb. Quando il riso sarà pronto scolatelo e mettetelo da parte. Pelate il mango, tagliatelo a dadini e lasciatelo riposare in frigo per due ore.
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Trascorse le due ore, mettete in un pentolino lo zucchero e l’acqua fate bollire a fiamma alta e quando lo zucchero comincia a caramellare, bagnate il tutto con l’aceto e il succo che ha rilasciato il mango. Aggiungete la cipolla, cuocete per 6/7 minuti. A questo punto versate i cubetti di mango, il peperoncino fresco tritato e la curcuma cuocete il tutto per circa 30 miunuti girando di tanto in tanto fino a quando non otterete una salsa densa.
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Lavate i pomodorini tagliateli a metà, svuotateli dei semini, tagliateli a dadini, conditeli in una ciotola con un po’ di olio e sale, lasciateli marinare per qualche minuto. Lavate e tagliate grossolanamente la zucchina, cuocetela a vapore per qualche minuto, frullatela con un filo d’olio, il basilico, e una fettina d’aglio con il minipimer o con un frullatore; aggiustate di sale e pepe.salsa4 A questo punto assemblate il piatto, condite il riso con un paio di cucchiai di chutney a seconda dei vostri gusti, aggiungete i pomodorini, un filo d’olio e mescolate. Prendete un piatto mettete al centro un coppapasta, versateci il riso livellate il tutto e aggiungete la crema di zucchine. Decorate il piatto con un po’ di prezzemolo tritato e la salsa. il piatto è pronto per essere gustato in tutti i suoi sapori freschi e profumati. Se non utilizzate tutto il chutney, potete conservarlo in frigo per un paio di giorni e usarlo per accompagnare un bel petto di pollo alla griglia.
Bon appetit

Il cappellaio Matto

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Il Cappellaio Matto è un finger food creativo quanto basta nella presentazione ma al tempo stesso buonissimo, speciale, che incuriosisce e ti spinge ad assaggiarlo. Ha un gusto tutto da scoprire. Il sapore è un gioco di equilibri tra i vari ingredienti dosati nella loro peculiarità ed essenza.
Ho realizzato questo finger food friggendo semplicemente dei capellini all’uovo e le scorze di parmigiano reggiano, che pulite accuratamente e bollite, sono ottime nelle zuppe , minestre o saltate in padella da mangiare assolute, o da inserire in una ricetta per un aperitivo. In questa preparazione il parmigiano svolge un doppio ruolo, e il risultato non può che non essere fantastico. Poi c’è l’aspetto emotivo di questa ricetta, che si presenta con un groviglio di capelli… o meglio capellini, arruffati ed intricati… Cosa nasconderà questa matassa ingarbugliata? Un cuore morbido, delicato, ma attenzione non tutto è poi così monotono…. perchè sotto sotto, c’è una nota intensa di carattere, la scorza, del parmigiano stupisce e ribalta ogni congettura e prevedibilità, facendo venir fuori la sua vera anima forte e intensa mostrandone l’eccellenza.
Questo finger food lo dedico a tutti i sognatori, inguaribili, difficili da prendere, da capire che dal loro cappello sono sempre capaci di tirar fuori qualsiasi cosa per stupire, destare sorrisi e meraviglia anche in cucina 😉 .
-Alice:”è impossibile…”
-Il Cappellaio matto:”solo se pensi che lo sia”

ingredienti per 4 persone
– 80 g di parmigiano reggiano 18 mesi
– 200 ml di panna fresca da cucina
– 150 g di fiori di zucca
– 100 g di capellini di pasta all’uovo
– sale q/b
– olio di semi q/b
– pepe q/b
– olio evo q/b

Procedimento : Prendete dei capellini di pasta all’uovo, friggeteli per circa un minuto in una padella con l’olio e quando saranno ben dorati, con una schiumarola scolateli e metteteli ad asciugare su carta assorbente da cucina. Aggiungete un pizzico di sale e pepe ai capellini, metteteli da parte. In una pentola scaldate la panna, non fatela bollire e versateci a fiamma spenta il parmigiano reggiano grattugiato al momento,mescolate, ponete la crema in frigo e fate raffreddare. Lavate e tritate i fiori di zucca, scottateli in padella con un filo d’olio Evo, salate e pepate. Pulite le scorze di parmigiano, bollitele per circa 20 minuti. Quando le scorze saranno pronte, tagliatele a cubetti e scottatele in padella per qualche minuto. Togliete il composto di panna e parmigiano e montatelo con le fruste, otterrete così una crema di formaggio deliziosa e soffice, aggiustate di sale e pepe e mettetela da parte. A questo punto procediamo con l’assemblaggio del finger food. Prendete un bicchiere o calice elegante o una piccola cocotte trasparente, versate sul fondo la dadolata delle scorze di parmigiano, aggiungete i fiori di zucca, la crema di parmigiano , un altro strato di fiori di zucca, altra crema e terminate con i capellini all’uovo, che decorerete con qualche scaglia di parmigiano e al centro un grazioso pistillo di fiore di zucca.

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Focaccia pugliese

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La mia passione per il cibo e la cucina, è stata sicuramente agevolata dalle diverse origini della mia famiglia, Campane, Calabresi e Pugliesi. Tre meravigliose terre del sud ricche di storia e meraviglie. Mio padre ad esempio è un autentico pugliese che non riusciva a stare tanto tempo lontano dalla sua regione natia. Infatti, quando ero piccola trascorrevamo i week end e giorni di festa dai suoi parenti, dai miei nonni e zie che ci accoglievano sempre con grandi tavole imbandite ricche di pietanze tipiche, piatti tradizionali preparati in casa, talmente buoni che riuscivi ad assaporare tutta la vera essenza di questa terra, magica e suggestiva. Il tutto impreziosito con grande allegria e familiarità… perchè i pugliesi sono persone speciali da amare, negli occhi hanno il loro incantevole mare, e nel cuore tutto l’amore e la passione per la loro terra! La ricetta della focaccia pugliese è quella di mia zia Sisina. Dal suo forno a legna, lei sfornava enormi teglie di focaccia soffici e saporite. La ricetta che vi posto è quella con i pomodorini, olive e origano, la mia preferita.

Ingredienti :
– 400 g di farina manitoba
– 100 g di farina 00
– 150 g di patate lesse
– 7 g di lievito di birra
– 4 cucchiai di olio evo
– 100 ml di acqua frizzante
– 1 cucchiaino di zucchero
– 15 g di sale
– 50 g di olive nere
– 8 pomodorini
– un pizzico di origano
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Procedimento: In una ciotola sciogliete il lievito con l’acqua e un cucchiaino di zucchero(l’acqua ad una temperatura di 37°). Aggiungete 100 g di farina dal totale che prevede la ricetta, e iniziate ad impastare, create in questo modo il lievitino che lascerete lievitare per circa mezz’ora. Quando il lievitino sarà raddoppiato di volume, aggiungete il restante delle farine setacciate,le patate lessate e schiacciate, l’olio, il sale, impastate fino a quando non otterrete un impasto liscio ed omogeneo. Ponete ora, l’impasto in una ciotola, coprite con la pellicola trasparente e fate lievitare in un luogo caldo e asciutto per 5 ore. Trascorse le 5 ore di lievitazione, prendete l’impasto e dividetelo in 4 parti uguali, stendetelo nelle teglie, condite con pomodorini tagliati a metà, olive, origano , un filo d’olio e un pizzico di sale. A questo punto fate lievitare le focacce per altre 3 ore. Quando saranno ben gonfie sarrano pronte per essere infornate per 40 minuti a 150 °. Sfornate e servite con un buon vinello.

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La frisa pugliese

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La frisa o fresella, è una specialità dell’Italia meridionale. Un piatto tipico che possiamo trovare sia in Campania, Calabria, e Puglia. La frisa è un prodotto da forno, molto simile ai taralli di grano duro, tagliata a metà in senso orizzontale e cotto due volte nel forno, cioè biscottata. Essendo simile ad una fetta di pane duro, prima di procedere con i vari condimenti, si bagna nell’acqua per ammorbidirla. La tradizione pugliese prevede che la frisa venga bagnata nell’acqua di mare e condita con i pomodori freschi. Questo è un piatto eccezionale, ricco di storia e di tradizione, una pietanza che d’estate è molto indicata, buona e leggera, si presta ad ogni tipo di condimento, diventando così un piatto unico , facile e veloce da preparare. La ricetta che vi propongo oltre ad avere come base il pomodoro, ha l’aggiunta del tonno, olive nere e rucola.

ingredienti:
– 4 frise
– 200 g di tonno all’olio d’oliva
– 200 g di pomodorini
– 100 g di rucola
– 1 cipollina novella
– 100 g di olive nere
– origano
– basilico
– sale
– olio
– peperoncino

Procedimento :Bagnate le frise sotto l’acqua corrente e sistematele in un piatto.Tagliate i pomodorini a metà, metteteli in una ciotola con il tonno, le olive, la cipollina tagliata sottile e la rucola precedentemente lavata ed asciugata, aggiungete poi l’origano, un filo d’olio, il basilico e un pizzico di peperoncino, mescolate il tutto e con questo composto condite le frise .

Buon appetito

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Frittelle ai fiori di zucca

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Oggi friggiamo! Vi propongo le classiche ma tanto amate frittelle di zucca. Buonissime, favolose e irresistibili. Un piccolo consiglio è quello di lavare bene i fiori di zucca e farli asciugare, in questo modo non inumidiranno l’impasto e la frittura sarà perfetta. Cercate sempre di non mettere tante frittelle a friggere, altrimenti la temperatura dell’olio si abbasserà e il vostro fritto risulterà poco croccante. Pronte per friggere?

Ingredienti:
– 12 fiori di zucca
-200 g di farina
– 1 uovo
– 100 ml di acqua frizzante
– 1 bustina di lievito istantaneo
– sale e pepe q/b
– 1 lt di olio di semi
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Procedimento : in una ciotola mescolate la farina setacciata con il lievito, aggiungete l’uovo, l’acqua il sale un pizzico di pepe. Amalgamate per bene e aggiungete i fiori di zucca , precedentemente lavati ed asciugati e fate lievitare per un’ora. Scaldate l’olio di semi friggete piccole palline di impasto formandole con un cucchiaio: ogni cucchiaiata di impasto sarà una frittella.

Bon Appetit

Madame Bistrò

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La girandola dei sapori

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La girandola dei sapori è una torta rustica dall’aspetto invitante e originale . Questa torta salata potete prepararla per un aperitivo prima di cena,o per una gita fuori porta, ho trovato questa idea sul blog di Giallo Zafferano, e potete riempirla come volete. La girandola è un antipasto strategico o un salva cena, veloce e facile da preparare.
Ingredienti :
– 1 rotolo di pasta sfoglia
– 50 g di ricotta
– 100 g di pancetta coppata
– 20 g di pomodori secchi
– 9 fette di formaggio dolce ( Galbanino)

Procedimento: Prendete un rotolo di pasta sfoglia, stendetela con un mattarello, cercando di ottenere una forma rettangolare, oppure potete acquistare un rotolo di pasta sfoglia rettangolare. Tagliate 3 strisce di pasta e riempitele al centro con la pancetta coppata, il formaggio, i pomodorini sminuzzati e i ciuffetti di ricotta. A questo punto chiudete le strisce di pasta arrotolandole su se stesse , e create partendo dal centro la girandola. Spennellate con un tuorlo d’uvo o dell’olio Evo e semi di sesamo. Infornate a 150 ° per 30 minuti , forno ventilato.
Bon appetit
Madame Bistrò.

Polpo arrostito con Chips di patate viola

Il menù del venerdì predeve piatti a base di pesce, oggi posto una ricettina facile che potete preparare per la cena di questa sera, o come antipasto per i vostri futuri eventi chic e sempre buonissimi. Il polpo arrostito accompagnato da chips di patate viola è un piatto non solo buono e fresco, ma d’effetto, e molto trendy. Le patate viola sono ricche di vitamine e antiossidanti, sono molto ricercate e richieste ultimamente, incuriosiscono gli ospiti e poi nel piatto fanno scena e con il polpo l’abbinamento crea dei sapori raffinati insieme alla glassa di aceto balsamico. Un polpo fresco lo si riconosce dalla sua madreperlatura, una colorazione cangiante , viva e intensa nelle sue varie sfumature, l’odore deve essere marino e di salsedine, diffidate da odori sgradevoli o d’inchiostro con carni ingiallite o rosate, vuol dire che il polpo non è fresco quindi non lo acquistate. Siete pronte per realizzare un piatto semplice ma da veri gourmet? Andiamo allora ai fornelli, prima però, assicuriamoci di acquistare gli ingredienti giusti.

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Ingredienti per 4 persone :
– 1,5 kg di polpo fresco
– 4 patate viola
– olio Evo
– aceto balsamico
– sale e pepe qb

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Procedimento:
Lavate il polpo accuratamente sotto acqua corrente, strofinando delicatamente i tentacoli. Cuocete i polpi in abbondante acqua bollente e salata, per 15 minuti. Dopo la cottura spegnete il fuoco e lasciate raffreddare i polpi nella loro acqua di cottura. Sbucciate le patate e con una mandolina,tagliate a fettine sottili. Prendete il polpo scolatelo e tagliatelo a pezzi grossi e grigliatelo sulla piastra in ghisa , friggete a parte le patate in una padella con abbondante olio. Quando le patate e il polpo saranno cotti disponete le patate in un piatto adagiateci sopra il polpo, aggiustate di sale e pepe e servite con un filo di aceto di glassa balsamica.
Se avete qualche dubbio o domanda inerente alla ricetta scrivetemi pure, sarò ben lieta di aiutarvi 🙂
Bon Appetit
Madame Bistrò