Tarallo dell’Immacolata – U Taràdd

Tarallo dell’Immacolata, o U Taradd d la Maculòt, o U f’cc’latidd, è un enorme tarallo che viene preparato 7 dicembre in Puglia, nella zona di Gravina di Puglia. Il tarallo dell’Immacolata è fatto con l‘impasto del pane, aromatizzato al finocchio e all’anice.
Titti, purtroppo, non aveva nessuno dei due, quindi si è dovuta ingegnare. Per scarsità di materie prime e per senso di arrangio, ha recuperato i semi di finocchio da delle bustine di tisane digestive al finocchio. Non saranno profumati come quelli veri, ma hanno fatto il loro dovere.
Abbiamo scoperto questa ricetta grazie alla coinquilina di Titti, che è proprio di Gravina di Puglia e ci ha passato la sua ricetta. Ci ha raccontato che la sua famiglia farcisce il tarallo dell’Immacolata con mortadella e formaggi, ma può essere accompagnato da qualsiasi piatto, soprattutto da cime di rapa saltate in padella.
Come ogni ricetta della tradizione, anche quella del tarallo dell’Immacolata varia da famiglia a famiglia.
Vediamo insieme come fare!

Tarallo dell'Immacolata
  • DifficoltàFacile
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione15 Minuti
  • Tempo di riposo1 Ora 30 Minuti
  • Tempo di cottura40 Minuti
  • Porzioni6
  • Metodo di cotturaForno elettrico
  • CucinaItaliana

Ingredienti

Per il Tarallo dell’Immacolata

400 g farina di semola di grano duro rimacinata
100 g farina 00
1/4 cubetto lievito di birra fresco
300 ml acqua
20 ml olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino miele (o malto, o zucchero)
2 cucchiaini sale
q.b. semi di finocchio
50 g liquore all’anice (facoltativo)

Farcitura del Tarallo delll’Immacolata

q.b. mortadella
q.b. pecorino (al peperoncino)

Strumenti

Passaggi

Preparare il Tarallo dell’Immacolata

Tarallo dell'Immacolata

Sciogliere in acqua tiepida il lievito con il miele (o malto o zucchero), in modo da attivare il lievito.

Sul piano lavoro versare entrambe le farine e i semi di finocchio. Mischiare leggermente con le mani, in modo da amalgamare gli ingredienti e formare la fontanella.

Aggiungere a poco a poco l’acqua con il lievito e il miele, mescolando con le mani.

Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, aggiungere l’olio e il sale e amalgamare gli ingredienti. Se ce l’avete, a questo punto potete anche aggiungere il liquore all’anice.

Impastare fino ad ottenere un panetto liscio, sodo e omogeneo. Se l’impasto dovesse stracciarsi facilmente, formate un panetto e lasciatelo riposare per 10 minuti. Questo permetterà alla farina di rilassarsi leggermente e renderà l’impasto più lavorabile.

Con un mattarello stendere l’impasto, formando un rettangolo. Lo spessore deve essere massimo di mezzo centimetro. Non troppo spesso, non troppo sottile.

Arrotolare l’impasto partendo dal lato lungo, in modo molto stretto.

Bagnare con un po’ d’acqua il lato libero dell’impasto e posizionarlo nella parte inferiore del rotolo, in modo che si sigilli.

Formare un tarallo, assicurandosi di unire per bene le estremità, aiutandosi con un po’ d’acqua.
Dovesse essere necessario, allargare leggermente il tarallo dell’Immacolata, tirando leggermente i vari segmenti.

Con un coltello affilato, praticare alcuni tagli sulla superficie superiore del tarallo, in modo da facilitare la lievitazione.

Lasciar lievitare fino al raddoppio, circa 1 ora e mezza/2 ore.

Preriscaldare il forno a 200° statico. Infornare il Tarallo dell’Immacolata per 40 minuti. Dovrà risultare ben dorato.

Sfornare e lasciar raffreddare completamente prima di tagliare.

Farcire a piacere. Noi abbiamo usato mortadella e pecorino al peperoncino. Può essere usato anche come sostitutivo del pane.

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Conservazione

Il Tarallo dell’Immacolata si conserva benissimo per 3 giorni. Rimane molto morbido grazie all’uso della farina di semola rimacinata. Tuttavia, la parte esterna del tarallo perde la sua croccantezza.

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