Pasta alla carrettiera

La pasta alla carrettiera è un primo piatto di origini siciliane. E’ roba tosta, con quei sapori forti e saporiti e quell’aspetto ruvido e sincero che, spesso, i piatti poveri portano con sè. Ho trovato questa ricetta su una delle prime riviste di cucina che ho acquistato tanti anni fa, quando ancora incerta mi accingevo ai fornelli ed avevo bisogno di scoprire ricette semplici, alla portata di una principiante come me; tante volte avevo solo bisogno di idee, di cui ero un po’ carente vista la mia scarsa esperienza in cucina.

Eh già, ho imparato relativamente tardi a cucinare e non lo nascondo: essere figlia unica di una mamma ed un papà bravi in cucina, in un certo senso, mi ha esentata dalle attività culinarie. Quando trovi ogni leccornia pronta da addentare, non c’è bisogno di far altro che iniziare a gustarla. E così, mi sono ritrovata alla maggiore età con la capacità di farcire una piadina del supermercato o poco più. Sono i vantaggi (e gli svantaggi) dell’essere figlia unica di genitori che non fanno mai mancare niente: ti riduci ad essere vagamente viziato, ma non tanto perchè io approfittassi della situazione, quanto perchè loro non mi hanno mai messa nella condizione di dovermi arrangiare.

Quando, poi, la necessità di dover evadere da una piadina assemblata e riscaldata in padella si è fatta spazio, non mi sono certamente tirata indietro. Io sono stata una figlia fortunata, ad avere due genitori adorabili, ma loro anche: non ho mai perso la mia voglia di “fare da me”, di cimentarmi in situazioni nuove, di conquistare un mio spazio autonomo e personale, di pormi piccole o grandi sfide da affrontare, senza mai approfittare della porta aperta (spalancata?) che lasciano per me.

E allora, questa pasta alla carrettiera, dicevamo. Venuto il momento di fare amicizia coi fornelli, ho scovato questa ricetta semplice e rustica: il libricino tagliava corto, si ventilava una provenienza siciliana, parlava di pasta alla carrettiera ma non spiegava con precisione da cosa prendesse il nome. Pare che debba il suo nome ai carrettieri, e cioè gli antenati degli attuali corrieri, che portavano con il proprio carretto a trazione animale i pani di zolfo dalla miniera alla ferrovia: da qui lo zolfo andava al porto per poi lasciare l’isola. Quello del carrettiere, seppur faticoso, non era un lavoro molto remunerativo; talvolta non ricevevano nemmeno un compenso economico, ma solo qualche genere alimentare, ed è facile intuire la conseguente semplicità di questo primo. La diffusione dei mezzi a motore decretò la progressiva scomparsa dei carrettieri, che ci hanno lasciato questa pasta intensa e saporita.

Pasta alla carrettiera

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pasta alla carrettiera

ingredienti

350 g di pasta*
100 g di acciughe sott’olio
40 g di pangrattato
2 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di olio extravergine d’oliva
un cucchiaio colmo di prezzemolo tritato
sale

* Io ho usato le penne rigate, il mio libricino usava i fusilli a spirale, in molte ricette ho visto usare pasta lunga, tipo spaghetti o bavette; usate quella che preferite.

procedimento

In una pentola, portare a ebollizione abbondante acqua salata e lessarvi la pasta.

Nel frattempo, passare le acciughe sotto l’acqua fredda corrente per eliminare l’olio in eccesso e rimuovere un po’ di sapidità. In una larga padella, scaldare a fuoco dolce circa metà dell’olio con l’aglio passato con lo spremiaglio; aggiungere le acciughe e pestarle con un cucchiaio, fino a disfarle e ad ottenere una crema. Unire per ultimo il prezzemolo.

Scolare la pasta al dente e trasferirla nella padella con le acciughe, unire il pangrattato e cospargere con l’olio rimanente: saltare la pasta, distribuendo uniformemente il pangrattato, per due o tre minuti, fino a che il pangrattato risulterà tostato. Servire caldo.

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Pasta alla carrettiera

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25 Commenti su Pasta alla carrettiera

  1. Quante storie per un nome….sono siciliana…per la precisione dell’entroterra…e vi posso assicurare che non solo di questa ricetta esistono innumerevoli varianti, più o meno tante quante sono la persone che si sono cimentate a preparala (io per esempio quando la pasta è impiattata metto anche menta e/o prezzemolo freschi mentre alla mollica, che uso abbrustolita, aggiungo pezzetti di frutta secca) ma anche che, da noi, basta spostarsi di qualche chilometro perché ad uno stesso nome corrispondano pietanze assai diverse tra loro!

    • Grazie Maria Francesca per la tua comprensione, confermi quanto ho appreso documentandomi: ne esistono una infinità di interpretazioni. Lontano da me il pensiero di farmi portatrice della “verità assoluta”, da vera profana, non posso che ringraziare chi, come te, raccontando le proprie tradizioni, non fa che continuare ad arricchirmi. Grazie di cuore! :-)

  2. ma quante critiche!! lifferia ha sottolineato che non e’ Sicula tanto meno non e’ mai stata in Sicilia e in piu’ la ricetta l’ha trovata in un vecchio libro quindi io non voglio essere l’avvocato del diavolo e non sono nemmeno Siculo pero’ voglio dire che la cucina Siciliana e’ sempre stata piena di sorprese casalinghe (imbattibili e incopiabili) SAPORI, GUSTI RICETTE ECC. semplicemente terra ricca di sapori naturali. concludo; mia madre mi ha insegnato a cucinare tante cose e I miei piatti sono molto diversi della mia maestra “buon intenditore, poca parola” cordiali saluti a tutti

  3. veramente la vera pasta alla carrettiera e con pomodoro a pezzi lasciati con tutta la buccia fatto cucinare con aglio olio e basilico questa e la carrettiera

    • Ciao Mariella, immagino che prelibatezza dev’essere, in particolare coi prodotti delle calde terre siciliane. Sai, io adoro i pomodori di quelle parti, ma sono pronta a credere che, mangiati sul posto, siano mille volte più buoni! :-)

  4. nella cucina siciliana viene spesso usato il pangrattato ma MAI va messo a crudo bensì prima abbrustolito, la classica ” Muddica atturrata”

    • Ciao Angela, giustamente gli esperti chiariscono la ricetta apportando un prezioso contributo.
      D’altra parte, nell’articolo stesso, io preciso che l’ho vista per la prima volta su questo libricino ed io, sicuramente, non posso definirmi un’esperta della cucina siciliana, visto che sono emiliana.

      Sono solo certa del fatto che mi è piaciuta e che, con entusiasmo, ho voluto condividere la ricetta con chi mi segue. :-)

    • Mi fa sempre piacere ricevere pareri da persone esperte e preparate. D’altra parte, questo è solo lo scorcio di una cucina qualsiasi, fatta di ricette tramandate, scambiate, raccolte nel corso del tempo e che io racconto qui, nella più totale semplicità. Ed ho sempre molto più da imparare, che da insegnare.

      Non trattandosi di un piatto tipico della mia terra e, sfortunatamente, non avendo mai avuto l’onore di visitare la Sicilia, ho dovuto naturalmente affidarmi alle indicazioni di chi, cucinare, lo fa per mestiere e che ha ritenuto opportuno indicare queste dosi e procedimento per quella che viene definita pasta alla carrettiera.

      Documentandomi, ho scoperto che ne esistono diverse versioni, a seconda delle zone della Sicilia ed anche varianti della cucina romana.

      A prescindere dal nome, esiste una sola cosa di cui sono assolutamente certa: alla Lifferia ha riscosso molto successo e spero che, avendo condiviso questo piatto, tanto semplice, quanto ricco di gusto, possa soddisfare anche voi. :-)

      Grazie mille Gaia!

    • Pensa che prima di imbattermi in questo piatto sul libricino, non avevo mai visto qualcosa di simile. E’ il concetto di pangrattato nella pasta, che proprio mi mancava.
      Devo proprio andare in Sicilia: chissà quante altre cose mi sto perdendo! :D

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