Colomba pasquale

E’ con estremo orgoglio che vi presento la mia colomba pasquale, anche se, considerate le dimensioni, sembrerebbe più un tacchino ruspante! :-D

Pensate che io ho sempre odiato la colomba pasquale con tutte le mie forze, tant’è che, l’anno scorso, quando l’ho fatta la prima volta, seguendo la ricetta di Vittorio (a cui ho apportato lievi modifiche), in prima battuta non l’ho nemmeno voluta assaggiare. Vi chiederete allora per quale motivo l’avevo fatta… Beh, per portare un regalo alla mia famiglia, in particolare alla nonna, che alle tradizioni è molto attaccata.

Qualche settimana prima di Pasqua ne ho fatta una, per provare, e ho voluto che il Socio Liffo l’assaggiasse, visto che io non la mangiavo. Ne è rimasto contento e così, incuriosita dal suo gradimento e dalla consistenza sofficissima, ho voluto assaggiarla: caspita! Ma allora la colomba pasquale può essere anche buona! Così l’ho preparata per amici e parenti e tutti sono rimasti piacevolmente sorpresi: surrealmente morbida, dal sapore genuino e autentico, la colomba pasquale è piaciuta a tutti.

Se cercavate una sicura e semplice ricetta per la colomba pasquale, siete nel posto giusto, che siate principianti o meno. E’ una preparazione un po’ laboriosa, ma il risultato vi ripagherà e, in particolare, se solitamente la comprate, rimarrete stupiti di quanto possa essere buono questo dolce pasquale!

Colomba pasquale

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colomba pasquale con lievito di birra

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ingredienti | stampo da 1 kg

450 g di manitoba W350
40 g di latte
20 g di lievito di birra
130 g di acqua tiepida
100 g di burro
140 g di zucchero
2 uova
5 g di sale
5 gocce di aroma alla vaniglia
5 gocce di aroma ai fiori d’arancio
150 g di scorza d’arancio candita, oppure 75 g di scorza d’arancio e 75 g di scorza di cedro*

per la glassa
75 g di zucchero
30 g di albume
25 g di mandorle

per la finitura
15-20 mandorle
zucchero a velo
granella di zucchero

*poichè non amiamo i canditi, io li ho sostituiti con la stessa quantità di gocce di cioccolato fondente

procedimento

Scaldare il latte a 35°C e disciogliervi il lievito, aggiungere 40 g di farina ed amalgamare fino ad ottenere una crema omogenea. Coprire con la pellicola e far riposare per 20 minuti in un luogo tiepido e al riparo da correnti (ad esempio, nel forno spento con la luce accesa).

Trascorso il tempo di riposo, incorporare l’acqua tiepida in modo graduale, per prevenire la formazione dei grumi, quindi aggiungere 100 g di farina e mescolare con una spatolina, fino ad ottenere un composto omogeneo molto idratato. Coprire con la pellicola e far riposare in un luogo tiepido e al riparo da correnti per 40 minuti.

Trascorso questo tempo, aggiungere 20 g di zucchero ed azionare la planetaria; dopo qualche minuto aggiungere gradualmente 100 g di farina, sempre impastando. Quando la farina sarà completamente assorbita, aggiungere 20 g di burro a pezzetti a temperatura ambiente e continuare a impastare per circa 20 minuti, fino a che l’impasto non si stacca dalla ciotola e non risulterà ben raffinato. Coprire con pellicola e far lievitare fino al raddoppio in un luogo tiepido (ci vorrà circa un’ora, un’ora e mezza).

Quando l’impasto sarà raddoppiato, aggiungere 120 g di zucchero ed impastare fino ad assorbimento, quindi aggiungere gradualmente 100 g di farina, un uovo, gli ultimi 110 g di farina e l’altro uovo, attendendo, tra un inserimento e l’altro, che l’ingrediente precedente sia ben incorporato. L’impasto potrebbe tendere a sfaldarsi e risultare disomogeneo: non è un problema, perchè continuando ad impastare si aggiusterà. Aggiungere il sale, gli aromi e gli 80 g di burro morbido rimanente a pezzetti, poco alla volta, e continuare a lavorare nella planetaria per i successivi 45 minuti. L’impasto sarà pronto quando, prelevando un pezzetto di impasto, si sarà in grado di tenderlo fino a renderlo quasi trasparente senza che si strappi.

Pangoccioli

A questo punto, unire i canditi (nel mio caso, le gocce di cioccolato) e far girare a velocità minima il gancio della planetaria per incorporarli sommariamente. Trasferire l’impasto sulla spianatoia infarinata, schiacciarlo con le mani e arrotolarlo su sè stesso, ricavando un cilindro di pasta, quindi arrotolarlo nuovamente su sè stesso, “appallottolandolo” fino a ottenere un palla di pasta; trasferire l’impasto in una ciotola infarinata, infarinare leggermente la superficie, quindi coprire con pellicola e far lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido (circa un’ora e mezza).

Trascorso questo tempo, trasferire l’impasto sulla spianatoia infarinata e dividerlo, ricavando una parte grande poco più della metà (sarà il “corpo” della colomba), e dividendo in due la parte rimanente (diventeranno le ali della colomba).

Appiattire con le mani ciascuna porzione di impasto, effettuare le pieghe a tre, portando le estremità verso il centro come in figura (ai punti 1, 2 e 3), quindi arrotolare l’impasto, praticando una leggera tensione, in diagonale su sè stesso (punti 4 e 5) fino ad ottenere un cilindro di pasta (punto 6).

Formatura della colomba pasquale

Adagiare il cilindro più grande (il corpo della colomba) nell’apposito stampo di cartone, avendo cura di lasciare la giunzione nella parte inferiore, e i due cilindri più piccoli nello spazio delle ali. Lasciare lievitare in forno spento con la luce accesa per circa un’ora, insieme ad un pentolino di acqua bollente, al fine di creare la giusta umidità ed impedire che l’impasto si secchi.

Dopo quest’ultima lievitazione, preparare la finitura. Preparare una glassa alle mandorle, tritando finemente le mandorle insieme allo zucchero e unendo l’albume, fino ad ottenere un composto denso. Con un coltello dalla punta arrotondata o con una spatola morbida e non affilata, cospargere la superficie della colomba con estrema delicatezza per non compromettere la lievitazione. Distribuire le mandorle sulla glassa, spolverizzare con un cucchiaio abbondante di zucchero a velo, quindi cospargere con granella di zucchero.

Cuocere la colomba pasquale in forno ventilato preriscaldato a 160°C per circa 45 minuti. A cottura ultimata, trasferire la colomba su una griglia affinchè disperda l’umidità in eccesso e lasciarla all’aria per un giorno. A partire dal giorno successivo, la colomba può essere conservata in un sacchetto di plastica per una settimana, seguendo il consiglio che mi ha dato Terry: spruzzare, nell’interno del sacchetto, un po’ di alcool alimentare. E’ inodore, insapore, e permette di conservarla meglio.

Raccomando di consumarla a partire dal giorno seguente, poichè i sapori si stabilizzano e risultano migliori.

una curiosità in più

Dalla ricetta della colomba pasquale, nascono i miei adorati Pangoccioli, che non sono una specialità pasquale, ma possono essere gustati tutto l’anno, per una colazione o una merenda genuina e deliziosa.

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Colomba pasquale

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Hanno realizzato questa ricetta:

Marti di Le ricette di Libellula

Leyla di Dulcisss in forno

6 Commenti su Colomba pasquale con lievito di birra

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