Gnocchi alla romana di polenta

Gli gnocchi alla romana di polenta sono un gustoso piatto unico che fanno il verso ai famosi gnocchi alla romana.

Ma io sono di Modena e prediligo utilizzare prodotti del mio territorio e come siamo chiamati noi di queste zone? “Polentoni!”

Quindi non potevo che preparare questo piatto utilizzando la nostra buona polenta. Tra l’altro questo piatto, estremamente semplice da realizzare, lo si può preparare anche con la polenta avanzata. Di solito quando preparo la polenta per il pranzo la servo con i vari intingoli, l’umido di costine o di fagioli e l’eventuale polenta che rimane la verso un una teglia per poterla poi fare al forno, alla piastra, pasticciata con un pochino di formaggio e sughetto avanzato. Insomma della polenta non si spreca nulla. E questo piatto è proprio perfetto per questo scopo.

Ho utilizzato per condire gli gnocchi alla romana di polenta il buonissimo formaggio di fossa DOP di Sogliano al Rubicone, perfetto per dare carattere ad un piatto delicato come questo.

Vi lascio una chicca preparata con il formaggio di fossa DOP:

gnocchi alla romana di polenta
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo4 Ore
  • Tempo di cottura35 Minuti
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFornello
  • CucinaItaliana
  • StagionalitàAutunno, Inverno

Ingredienti per gli gnocchi alla romana di polenta

1 kg polenta, cotta
50 g burro
100 g formaggio di Fossa (grattugiato)
356,62 Kcal
calorie per porzione
Info Chiudi
  • Energia 356,62 (Kcal)
  • Carboidrati 46,37 (g) di cui Zuccheri 2,02 (g)
  • Proteine 6,51 (g)
  • Grassi 16,79 (g) di cui saturi 10,45 (g)di cui insaturi 5,60 (g)
  • Fibre 2,23 (g)
  • Sodio 563,93 (mg)

Valori indicativi per una porzione di 285 g elaborati in modo automatizzato a partire dalle informazioni nutrizionali disponibili sui database CREA* e FoodData Central**. Non è un consiglio alimentare e/o nutrizionale.

* CREA Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione: https://www.crea.gov.it/alimenti-e-nutrizione https://www.alimentinutrizione.it ** U.S. Department of Agriculture, Agricultural Research Service. FoodData Central, 2019. https://fdc.nal.usda.gov

Strumenti

Preparazione degli gnocchi alla romana di polenta

Preparate la polenta e una volta pronta versatela in uno stampo largo e basso, in modo da ottenere uno strato alto circa un centimetro. Una teglia da forno andrà benissimo per questa operazione.

Lasciate raffreddare completamente.

Appena la polenta sarà completamente fredda prendete un coppa pasta del diametro di sei centimetri e ricavate quanti più dischetti riuscite. Io ne ho messi sette per ogni porzione, perché ho utilizzato delle piccole tegliette in ghisa del diametro di quindici centimetri.

Ungete con un pochino di burro il fondo delle tegliette e disponete in modo uniforme i dischetti di polenta. Aggiungete sopra il burro tagliato a cubetti e una bella spolverata di Formaggio di Fossa DOP.

gnocchi alla romana di polenta crudi

Cuocete in forno caldo a 170° per circa 20-25 minuti, si deve formare una bella crosticina croccante in superficie.

Servite grattugiando ancora un pochino di formaggio di fossa DOP.

gnocchi alla romana di polenta

Il Formaggio di Fossa DOP

Il formaggio di fossa di Sogliano è un tipico formaggio di fossa originario di Sogliano al Rubicone (FC), ma anche prodotto storicamente a Talamello (RN) e Sant’Agata Feltria (RN). Oggi, per estensione, viene prodotto in diversi comuni del Montefeltro e della val Metauro. A differenza delle altre località, Talamello è l’unica che, come vuole la tradizione, infossa il formaggio una sola volta all’anno, e questo per ottenere il massimo della qualità. La produzione di Sogliano appare invece quella più antica.

Dal novembre 2009, a livello europeo, la denominazione Formaggio di Fossa di Sogliano e Talamello è stata riconosciuta denominazione di origine protetta (DOP).

Il formaggio di fossa può essere di pura pecora o misto (ovverosia di latte vaccino e di pecora) e viene stagionato per tre mesi in tipiche fosse di forma ovale, scavate nella roccia.

La tecnica di stagionatura del formaggio nelle fosse ha origine molto antica. Questo tipo di formaggio è nominato in due inventari del 1497 e del 1498. Da entrambi i documenti si evince che la fossa di tufo aveva un duplice utilizzo: in autunno era il luogo di conservazione del formaggio e in tempi diversi dell’anno serviva ad immagazzinare il grano per preservarlo dalle razzie dei soldati. Il produttore di formaggio affittava la fossa per il tempo che era necessario alla stagionatura, tre mesi o al massimo 100 giorni. Il formaggio veniva posto, come tutt’oggi avviene, in sacchetti di tela, coperti di paglia di fieno, per isolare il formaggio dall’aria.

Il periodo tradizionale di infossatura era fine agosto-settembre; la riapertura delle fosse avveniva il 25 novembre, giorno di Santa Caterina. Veniva scelto questo periodo perché in primavera-estate c’era maggiore abbondanza di pascolo, quindi maggiore produzione di latte, e si avvertiva la necessità di trasformare il latte in formaggio conservandolo per i periodi meno produttivi. Il formaggio era poi consumato già a partire dall’inverno.

La “Sagra del formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone” si tiene ogni anno nelle ultime due domeniche di novembre e nella prima di dicembre. Durante la sagra viene appositamente allestito il mercato del formaggio di fossa; per l’evento è possibile visitare direttamente le aziende che stagionano il formaggio nelle loro “fosse”. Nelle domeniche della sagra le “fosse” vengono tenute aperte al pubblico.

Sul sito di Visit Sogliano al Rubicone trovate tutte le informazioni per visitare la città e partecipare alla fiera.

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Pubblicato da Ferri Micaela

Chimico con la passione della cucina! Vi porto in giro per il mondo e vi faccio conoscere le mie ricette.

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