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Lo champagne, un vino non solo per far festa

Lo champagne è con molta probabilità il vino più famoso al mondo. Per tutto l’anno, lo champagne accompagna e scandisce gli eventi della vita, dai momenti importanti, alle ricorrenze fino alle feste familiari.

Per ogni occasione c’è la bottiglia giusta, quella da aprire a tutto pasto, l’altra che richiede una degustazione semplicemente in calice, senza null’altro di accompagnamento, l’altra ancora che si sposa bene con i dolci. Una cosa è certa: fare il botto per festeggiare è una consuetudine, da onorare con la bottiglia giusta.

Ho scoperto da poco tempo Millésima, una casa di vendita di vini che nasce nel 1983 soprattutto per commercializzare i vini di Bordeaux. E’ una grandissima cantina in cui nel tempo si sono aggiunti anche i vini di altre zone, come l’Italia, la Spagna e il resto della Francia. In particolare trovano spazio una prestigiosa selezione di bottiglie di champagne dei migliori vigneron conservate secondo le migliori tecniche per arrivare a casa nostra semplicemente perfette. Io che adoro le bollicine d’Oltralpe, e che festeggio spesso con esse, mi sono letteralmente persa nelle loro pagine. L’acquisto è veramente semplice, pochi passaggi e la bottiglia scelta è pronta per essere spedita e consegnata perfettamente imballata. Millésima si affida a professionisti abituati a trasportare e consegnare materiale “prezioso”, cosa che è la nostra bottiglia di champagne.

champagne

La storia dello champagne

I vini della regione della Champagne sono conosciuti fin dal Medioevo; venivano prodotti principalmente dai monaci delle numerose abbazie presenti nella regione, che li usavano come vino da messa. I regnanti francesi apprezzavano molto questi vini, fini e leggeri, tanto da offrirli in segno di omaggio agli altri regnanti europei. Si trattava però principalmente di vini fermi, quindi senza spuma, e soprattutto rossi.

Le guerre e i saccheggi, che nel 1600 devastarono la regione, causarono la distruzione e l’abbandono delle abbazie e dei conventi, e quindi il decadimento delle annesse vigne. Intorno al 1670, Pierre Pérignon, giovane monaco benedettino, giunse all’abbazia d’Hautvillers, vicino a Épernay, con l’incarico di tesoriere; egli trovò il convento e le vigne in uno stato di totale abbandono e si adoperò per rimetterle in sesto. Il suo lavoro fu indirizzato principalmente alla produzione del vino; da perfezionista qual’era, si applicò nella selezione delle uve migliori, la cui scelta cadde sul pinot nero, nel privilegiare i terreni più vocati alla produzione, ad affinare le tecniche del taglio dei vini, cioè l’assemblaggio di uve dello stesso tipo provenienti da zone diverse, e a preferire una spremitura dolce per ottenere un mosto chiaro anche se da uve a bacca nera. Tutte tecniche caratteristiche, ancora oggi, della produzione dello champagne. Inoltre Pierre arrivò alla conclusione che la spuma fosse dovuta a una rifermentazione, dovuta a errori nella vinificazione o all’aggiunta di lieviti, contenuti nei fiori di pesco, e di zucchero nel vino con conseguente produzione di anidride carbonica. A questo punto, resosi conto della gradevolezza del vino “spumeggiante”, decise di perfezionarne la produzione. Inventando di fatto il metodo champenoise, o metodo ancestrale, tuttora utilizzato.

Il successo del nuovo vino spumeggiante conquista letteralmente la corte del Re di Francia e da allora lo champagne è simbolo di festa, lusso e allegria.

Lo champagne in cucina

Lo champagne, nonostante sia considerato un vino esclusivo e molto costoso, viene utilizzato in diverse ricette. Si tratta di piatti che hanno qualcosa di speciale e che sono adatti alle occasioni particolari, come una festa, una ricorrenza.

Esistono molte tipologie di champagne che permettono tanti abbinamenti anche inconsueti. L’abbinamento classico è senza ombra di dubbio con il pesce e con i crostacei in particolare. La sua freschezza e leggerezza si sposa alla perfezione con le carni delicate dei frutti di mare, primi fra tutti le ostriche, che generano il matrimonio perfetto. Ma esistono tipologie di champagne dalle caratteristiche più complesse, adatte a maturazioni più lunghe. Avete mai pensato all’abbinamento con i tortellini? Le bollicine sono l’ideale per pulire la bocca dalla piacevole untuosità del brodo. Oppure ad un accostamento con una pizza gourmet? Assolutamente da provare. Infine uno champagne Demi-sec è perfetto con i dessert e la piccola pasticceria.

Ci sarebbero da scrivere milioni di parole sull’evoluzione delle bollicine più amate al mondo, e ce ne sarà sicuramente l’occasione più avanti. Intanto io vi consiglio di mettervi ai fornelli e provare la ricetta del risotto che vi ho lasciato. Mi raccomando proseguite il pasto con lo stesso champagne che avete utilizzato.

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Pubblicato da Ferri Micaela

Chimico con la passione della cucina! Vi porto in giro per il mondo e vi faccio conoscere le mie ricette.

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