Crea sito

Degustazione Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Degustazione Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Mercoledì 19 marzo abbiamo passato una splendida serata.
Caterina Schenetti, esperta guida enogastronomica e assaggiatrice di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena dop, ci ha accompagnati in un emozionante viaggio fatto di colori e sapori davvero speciali. Siamo letteralmente entrati nella storia di questo straordinario prodotto: dalla nascita a quando, dopo dodici anni, si può iniziare a gustarlo. Eh sì, occorre questo tempo per assaggiarne la prima goccia, e perché l’aceto possa essere classificato come Balsamico Tradizionale di Modena.

Degustazione Aceto Balsamico Tradizionale di Modena
L’ABTM è preparato solo con mosto di uva cotto, di norma della varietà Trebbiano di Spagna (vite di origine spagnola, ma radicata nel nostro territorio da centinaia di anni). C’è chi utilizza uve di Lambrusco Grasparossa, di Sorbara, di Salamino e Ancellotta, ma è senza dubbio preferibile la Bianca di Spagna.
Si vendemmia tardivamente l’uva, affinché sia più ricca di zuccheri. Si pigia e si lascia bollire il succo ottenuto in un calderone, lentamente, fino a dimezzarne il volume. Il mosto ottenuto alimenta la botte grande, la “Badessa”, la madre delle botti presenti nella batteria di un’acetaia. Una serie di travasi successivi nelle botti via via più piccole, garantirà la maturazione (dopo almeno dodici anni, come detto) del nostro Aceto Balsamico Tradizionale, l’oro nero di Modena. Dopo venticinque anni, l’ABTM sarà classificato “extra vecchio”, con caratteristiche di qualità e sapore eccezionali.
Il modo migliore per valutare l’ABTM è alla luce di una candela, perché ci permette di apprezzarne il colore pieno e limpido, e la cremosità che vela il vetro della bottiglietta. Per assaggiarlo, mettetene alcune gocce su un cucchiaino di plastica bianca e portatelo alla bocca. Godetene appieno il sapore. Infine, fate un bel respiro per sentire il profumo di frutta e l’aroma dei diversi legni di botte nei quali è maturato.
Caterina ci ha insegnato a conoscere e apprezzare anche il “condimento balsamico”, ottenuto con mosto di uva cotto e aceto di vino, invecchiato in botte per alcuni anni. Ideale per le preparazioni cotte, come arrosti e scaloppine, o per condire verdure cotte e crude, con gusto e in modo genuino e senza spendere una pazzia.
Infine abbiamo scoperto la Saba, ottenuta anch’essa dal mosto di uva cotta, ma lasciato ridurre fino a un terzo del volume.
Dolce e vellutata è la base del famoso Savòr, col quale a Modena si farciscono i dolci classici della tradizione natalizia.
Una curiosità: con un poco la Saba, ai tempi dei nostri nonni, si preparava un delizoso sorbetto ottenuto utilizzando la… neve.

Nella seconda parte della serata abbiamo preparato alcuni piatti, per esaltare al meglio le caratteristiche di questi tre ottimi prodotti del nostro territorio.

Crostino con caciotta di Modena, pancetta croccante e gocce di condimento balsamico
Frittata con cipolla di Medicina e Aceto Balsamico Tradizionale dop
Mousse di ricotta con Saba
Bibita naturale gassata con Saba

Seguimi sulla mia pagina FB clicca QUI

 

Pubblicato da Ferri Micaela

Chimico con la passione della cucina! Vi porto in giro per il mondo e vi faccio conoscere le mie ricette.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.