Ai piedi delle Apuane, Massa e Carrara

Lo scorso fine settimana ho avuto la fortuna di partecipare, insieme ad alcune socie Aifb, ad un bellissimo soggiorno-tour a Massa e Carrara.
Non a caso ho scritto il nome delle due città separato da una “e”!
Due città unite sulla carta ma divise nello spirito! Niente di tragico, voglio tranquillizzarvi, ma gli abitanti delle due città, in modo molto campanilistico portano l’acqua al proprio mulino! Si può usare questo modo di dire? Secondo me rende bene l’idea!
Sono due realtà molto diverse tra loro, la bella Massa, affacciata sul mare, con il suo castello a guardia della costa che spazia da La Spezia, scorgendo con il sereno la Corsica, fino a scendere verso Forte dei Marmi. Un panorama mozzafiato.
E sopra la dura e coraggiosa Carrara, dove le pietre trasudano la storia di questa città che deve tanto alle sue cave famose in tutto il mondo.

Appuntamento fissato: ore 11 stazione di Massa centro!
Ad aspettarci la gentilissima Paola dell’Ufficio Turismo di Massa Carrara con un programma ricchissimo di eventi, assolutamente non abbiamo avuto il tempo di annoiarci!

Nella nostra agenda il primo appuntamento è all’Istituto Professionale Alberghiero G. Minuto di Marina di Massa, che si trova in riva al mare in un’antica colonia del ventennio ristrutturata, una sede meravigliosa, che sembra un Gran Hotel, in cui siamo state accolte dalla Preside, che ci ha accompagnato durante la nostra visita.
I ragazzi, guidati dai loro professori, ci hanno preparato alcuni piatti della tradizione massese. In cucina li abbiamo seguiti passo passo nella preparazione dei piatti che ci sono poi stati serviti a pranzo. Tutto squisito. I ragazzi della scuola ci hanno fatto anche un’intervista, ci siamo sentite delle star! Potete trovare il nostro intervento nel sito della scuola, cliccando qui.

Ai piedi delle Apuane, Massa e Carrara

Sazie e appagate dalle coccole degli allievi ci siamo recate a Massa centro, scortate dal nostro autista Giuseppe, per la visita al Castello Malaspina, un gioiello di architettura difensiva, in posizione rialzata rispetto alla valle e l’abitato sottostante.

Il castello, da baluardo difensivo, si è trasformato in residenza signorile, ma questo tesoro lo si scopre solo varcando la seconda porta, quella interna. Entrando nel primo cortile abbiamo l’impressione di trovarci in una roccaforte difensiva, con lo spazio per le armi e le truppe, però percorrendo il cortile interno e varcando la seconda porta ci troviamo davanti ad un gioiello rinascimentale di pregiata fattura.
A malincuore ci siamo lasciate alle spalle la bella Rocca e siamo scese a piedi lungo la scalinata di marmo fino ad arrivare alla piazza principale di Massa, Piazza Aranci, su cui affaccia il Palazzo Ducale, sede del Comune, della Provincia e della Prefettura. Un delizioso esempio di architettura rinascimentale con interventi successivi in stile barocco.

Dopo aver fatto il pieno di arte, ci siamo spostate, ma di pochissimo, per conoscere una realtà massese davvero fantastica. Il Birrificio Apuano nasce dall’idea di due ragazzi, Marco e Diego, che decidono di fare il “salto”, cioè di trasformare la loro passione in un mestiere vero e proprio. Il loro birrificio artigianale è un piccolo gioiello, e il prodotto che ne esce è decisamente di alta qualità. Nelle parole di Marco si percepisce tutta la passione e l’amore che ha per il suo lavoro, e questi sentimenti si sentono perfettamente al primo sorso. Una buona gamma di prodotti, adatta ai più svariati abbinamenti, compresa una versione “Super Amara” in cui l’utilizzo di luppoli speciali accontenta il palato esigente degli estimatori della birra decisa e persistente.

E la giornata non è ancora finita! Ci aspetta la cena presso il ristorante dell’Hotel Nedy, in cui la proprietaria, Fiorenza Puccetti ci ha viziate con un menù tradizionale. Avete presente quando andate a mangiare dalla nonna? E la nonna vi vede sempre particolarmente sciupati?  Ecco lo staff di Fiorenza ci ha coccolate in questo modo!!! Tutto meraviglioso e buonissimo e ad ogni piatto si percepiva sempre più forte l’amore che queste persone hanno per il loro lavoro e per il loro territorio.

Il mio cuore è rimasto li, sotto a la piccola cupola di vetro in cui ho trovato un buonissimo Tiramisù con i cantucci bagnati con il Vin Santo. La giusta dose per la buonanotte!

Sveglia di prima mattina perché anche oggi il programma è ricchissimo e “adrenalitico”.
La prima tappa è la Cava di Fantiscritti, con la visita al Cava Museo, dove Walter (e ci siamo commosse con lui) ci ha raccontato la storia di questa montagna e del durissimo lavoro che tuttora si esegue. Certo oggi giorno il lavoro è agevolato dalle macchine e dalla tecnologia, non è più come nei tempi passati (ma non si deve andare poi molto indietro nel tempo!), ma il mestiere di cavatore è tuttora molto duro. Abbiamo avuto la fortuna ad assistere alla preparazione del pesto nel tradizionale mortaio in marmo bianco di Carrara, proprio il bianco che si estrae a Fantiscritti. Ah, il nome Fantiscritti deriva dal bassorilievo che vedete nella foto qui sotto. L’originale è conservato al Museo di Carrara, e i cavatori vedendo le tre figure scolpite e credendole ragazzi (in dialetto carrarino il termine ragazzo viene detto fante), hanno chiamato questo luogo la cava di Fantiscritti, perché incisi- scritti- sul marmo.

Poi un regalo veramente fantastico, come se tutto quello visto al museo non fosse bastato, un Tour in jeep che ci ha portato su in vetta per ammirare le cave dall’alto e poi giù (sembrava di essere sulle montagne russe!) dentro la montagna attraverso il lungo tunnel che attraversa tutto il grande bacino marmifero. Qui Michelangelo ha scelto personalmente il marmo per le sue opere più famose!

Mi rendo conto che ad ogni tappa un pezzettino del mio cuore rimane là! Non va bene, rischio di tornare a casa senza! Abbiamo vissuto un’esperienza unica!

Ma non è mica finita qui! Siamo a metà del nostro cammino! Ci aspettano le Larderie di Colonnata, piccolo paese conosciuto in tutto il mondo che sorge proprio ai piedi delle omonime cave.
Qui abbiamo avuto l’omore di visitare tre larderie, “Il Poggio“, la “Larderia Sanguinetti” e ” La Stazione“, che deve il suo nome proprio al fatto che si trova nel luogo in cui vi era la stazione della marmifera.

Nella foto potete vedere le Conche che riempite contengono ben 500 Kg di Lardo con la sua salamoia. Secondo il disciplinare il lardo deve sostare minimo 6 mesi, ma ho notato che tutti i produttori che abbiamo avuto la fortuna di visitare tengono il prodotto sotto salamoia almeno 11 mesi. La cosa che mi ha colpito è che il Lardo, anche se pronto, non viene confezionato tutto, ma viene prelevato dalla Conca mano a mano che si devono evadere gli ordini. Questo fa si che il prodotto sia sempre profumato e fresco.

Piccola sosta per il pranzo alla Larderia Il Poggio, in cui abbiamo assaggiato la Colazione del Cavatore. Non che ne avessimo bisogno, ma vuoi non assaggiare questo lardo meraviglioso?
Lo sapete che il grasso contenuto nel Lardo di Colonnata igp è un grasso buono? Le trasformazioni che avvengono nelle Conche fanno si che diventi “buono per la salute”, ovviamente non bisogna eccedere nel consumo, ma non innalza il colesterolo cattivo!

Dopo la colazione del Cavatore bisognerebbe tornare a Carrara di corsa, invece Giuseppe ci ha scortato con il pulmino! La dieta la cominceremo poi lunedì, adesso godiamoci questo territorio e tutti i prodotti eccellenti che ci regala!

Il nostro programma prevede un pochino di movimento fisico! Ci aspetta il Professor Canali per una passeggiata per il centro storico di Carrara. Ma prima una piccola sosta all’Antico Mulino Pandolfo.

Vi voglio lasciare una piccola nota di viaggio! Il panificio Antico Mulino Pandolfo è situato nell’antico mulino costruito nel 1500 dal Notaio Pandolfo Ghirlanda. Sopra i locali vi erano delle stanze ed in una di queste ha dormito Michelangelo durante il suo soggiorno a Carrara per scegliere personalmente il blocco di marmo da cui ricavare la Pietà. Qui la famiglia di Francesco Luigi Carusi, dopo averlo ristrutturato nel 2000, ha dato vita a questo forno meraviglioso. 

Ho passato tutto il tempo con il naso all’insù! Da tante sono le meraviglie di questo centro storico. Il Professore è bravissimo e se vi capita di soggiornare a Carrara non perdetevi una delle sue Passeggiate Balorde.

Lasciamo a malincuore il bravissimo Professor Canali e ci dirigiamo verso le colline che sovrastano  Massa, per visitare l’Azienda Agricola Calevro e conoscere il Candia. Questo vino prende il nome da queste colline, e viene prodotto da uve di Vermentino.

Fabrizio Bondielli ci ha ospitato presso il suo Agriturismo, che si trova proprio sopra la cantina e ci ha fatto assaggiare alcuni piatti, della tradizione, rivisitandoli a base di pesce! Veramente eccellenti, il tutto abbinato ai vini da lui prodotti.

Sveglia presto, ci siamo fatte accompagnare alla scoperta delle terme della Versilia. Non vi ho detto di proposito dove eravamo alloggiate, lo volevo tenere come sorpresa quasi finale. Abbiamo dormito presso il bellissimo albergo Villa Undulna ****, che vanta la presenza delle terme salso-bromo-iodiche più vicine al mare. Un posto veramente favoloso, con un personale gentile e disponibile e che ci ha coccolato durante il nostro soggiorno.

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Ma il nostro viaggio non è ancora finito, ci aspetta una mattina piena anche oggi.

Prima tappa, sempre accompagnate da Giovanni, siamo andate a visitare l’Azienda Il Caprile, che produce formaggi di capra, allevate con tanto amore. In azienda sono allevate due tipologie di capre, le capre comuni, che hanno una resa in latte ottima, ma sono più delicate rispetto alle cugine della Garfagnana, che essendo più rustiche sono più resistenti, ma producono un pochino meno latte. Questa è una razza autoctona, in parte dimenticata e abbandonata proprio perché meno produttiva.

Lasciate le caprette ci siamo recate di nuovo in centro a Massa, abbiamo attraversato Piazza Aranci e siamo andate da Cucinando, il paradiso in terra per noi foodblogger. Il negozio è pieno di utensili, stoviglie e pentole, qualunque cosa di cui una persona può aver bisogno, secondo me qui la può trovare. I proprietari sono gentili e disponibili e ci hanno preparato un piccolo laboratorio di cucina. Abbiamo preparato, nella sala riservata ai corsi, un dolce tipico di Massa: le “Bollenti”.

Siamo quasi giunte al termine di questa avventura, l’ultima tappa prima di salutare questa bella terra è il pranzo presso il Ristorante La No’, che si trova a Montignoso. Ed anche qui lo Chef ci ha stupite e viziate con una degustazione di piatti tipici eccezionale.

Scusate ma questi sono solo gli antipasti! Adesso vi metto il resto!

Mi verrebbe da dire che sembrava di essere ad un matrimonio tanta è stata la proposta dello Chef.

E con la promessa di tornare presto a visitare questi luoghi abbiamo salutato Stefania, la nostra referente Aifb, Paola e Giovanni che ci hanno accompagnato in questa avventura.

Una piccola nota a piè pagina. Un grazie infinito a Stefania Pigoni ed a Aifb per aver organizzato questo Blogtour in modo perfetto. Trovo che questi eventi siano importantissimi per noi soci. Sono un momento di formazione “sul campo” eccezionale. Riesci a toccare con mano realtà lontane da noi, culture diverse e prodotti fantastici.

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