IL MISSOLTINO ESSICCATO DEL LAGO DI COMO

IL MISSOLTINO 

Oggi per il Gran Tour d’Italia, promosso da AIFB, Associazione Italiana Food Blogger, ho parlato parlato del Missoltino essiccato del Lago di Como.

Per conoscere meglio questo prodotto tipico del Lago di Como e più precisamente di Bellagio, ho incontrato uno dei produttori, Cristian Ponzini.

Il Missoltino essiccato al sole del lago di Como, è uno dei prodotti tutelati dal Presidio Slow Food ed è il nome che viene dato all’agone dopo l’essicatura.

In una stupenda giornata primaverile, io e mio marito, abbiamo fatto una gita in quel di Bellagio e dopo aver raggiunto l’Hotel & Restaurant Silvio, siamo stati accolti da Cristian Ponzini e Laura Redaelli.

Cristian Ponzini, è uno dei due produttori del Missoltino e prima di essere ristoratore è un pescatore.


IL MISSOLTINO – lavorazione

Ma scopriamo un po’ di più sul Missoltino e come lo definisce Cristian, il pesce delle tre S, Sale, Sole e Sasso.

L’agone, pesce tipico della zona lacustre di Bellagio, dopo essere stato pescato, viene eviscerato e quindi salato uno ad uno.

Viene successivamente fatto essiccare al sole e all’aria aperta per una decina di giorni, conferendo alla carne un colore rosso.

Una volta pronti, gli agoni vengono disposti a raggiera in grosse latte, un tempo di legno, chiamate missolte, da qui il nome Missoltino, e successivamente pressati con dei sassi.

In questo modo, il grasso del pesce che affiora, funge da isolante con l’aria esterna, così da conservarlo più a lungo.

La carne ha un sapore che richiama in prima battuta il culatello, poi arrivano tutti i sentori del pesce. Risulta soda e compatta e la maestria dei pescatori sta nel salare gli agoni al punto giusto, così da avere una carne saporita ma non troppo salata.

IL MISSOLTINO – la storia

Durante l’intervista Cristian, mi rivela che il Missoltino prende il nome da una nobildonna svedese, una certa Miss Oldin.

La donna, infatti, per ringraziare il popolo lariano della sua cortesia e gentilezza nei suoi confronti, suggerì un metodo di conservazione innovativo, ossia l’essicazione del pesce al sole.

Questo metodo era sicuramente innovativo, in quanto la popolazione poteva avere delle scorte anche per l’inverno.

La gente del posto, pertanto dedicò il pesce a Miss Oldin, giocando sull’assonanza del cognome, da qui Missoltino.

Cristian mi racconta che fin dalla tenera età ha accompagnato il papà ed il nonno nelle battute di pesca e fin da subito capisce che quella sarà la sua strada.

Ora è un uomo adulto, che ama ancora pescare e con il passare degli anni è diventato il proprietario del ristorante Silvio, dove tra le varie portate di pesce si può degustare questa prelibatezza.

Durante i suoi racconti si capiva la fatica e il sacrificio che richiede un’attività di questo genere. Di notte pescava e durante il giorno andava scuola.

Sicuramente non era facile conciliare studio e lavoro, ma lui ci è riuscito e anche con successo direi.

IL MISSOLTINO – degustazione

Dopo l’intervista, io e mio marito abbiamo potuto degustare, nella stupenda sala da pranzo con vista lago mozzafiato, il Missoltino preparato per noi dallo Chef del ristorante.

Il Missoltino è stato accompagnato con una pannocchia abbrustolita ed il connubio è stato perfetto in quanto il sapore deciso del pesce si sposava egregiamente con il dolce della pannocchia.

MISSOLTINO

Ringraziati Cristian e Laura per la loro ospitalità e per avermi dedicato del tempo, parlandomi del Missoltino, ho proseguito la giornata con una visita a Bellagio.

Una gita formativa, come la chiamo io, che mi ha permesso di conoscere un prodotto tipico della Lombardia, che se non fosse stato per il Gran Tour d’Italia, non avrei mai scoperto.

Elenuar

 

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