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WURSTEL, pro e contro

Wurstel è il diminutivo della parola tedesca Wurst, che significa “insaccato”,  ma attenzione a chiamarlo salsiccia, la loro preparazione è diversa! Mentre la salsiccia nostrana è un insaccato, sì, ma di carne (suino, in particolare, ma anche bovino), il wurstel è preparato con carni bovine e suine spremute meccanicamente, tipico della Germania e dell’Austria e, in Italia, del Trentino e dell’Alto Adige. Da alcuni anni, i Wrustel sono commercializzati anche con base di carne di pollo e di tacchino pubblicizzati come prodotti più leggeri rispetto a quelli di suino.

Nascono principalmente come cibo da strada, come il famoso Hot dog statunitense, che vede il wurstel farcire un panino condito con salse a scelta.

Nel consumo casalingo è comune cuocerli su una piastra o sulla griglia o bolliti e servirli accompagnati da patatine fritte o insalata.

wurstel non sono altro che ritagli, ossia miscugli di carne di pollo e manzo, derivati dagli scarti della bistecca o delle costolette, prevalentemente composti da muscolo. Questi ritagli vengono macinati attraverso un disco di metallo forato e quindi mescolati con amido, sale e aromi per addensare e insaporire il tutto.

Il composto viene poi rimescolato in una vasca rettangolare e sottoposto alla vaporizzazione con acqua, prima dell’aggiunta dello sciroppo di mais che conferisce un retrogusto dolce.La purea di carne passa quindi in un budello di 13 cm, mentre in un altro macchinario i salsicciotti sono messi in fila e appesi a dei ganci mobili, che li trasportano prima sotto una pioggia di fumo liquido (utile ancora per insaporire) e poi in un forno disposto con varie zone di cottura. Una volta sfornati, i wurstel vengono spruzzati con acqua gelata e salata per raffreddarli prima del confezionamento.

Attenzione però a demonizzare totalmente il prodotto! Solo i wurstel scadenti utilizzano il metodo della separazione meccanica delle carni. Esistono anche i wurstel di qualità e se non volete incorrere in prodotti contenenti frattaglie o carcasse, beh, il metodo esiste; il consumatore che volesse evitare di acquistarli può tranquillamente fare riferimento all’etichetta alimentare, escludendo di conseguenza a priori tutte le confezioni che riportano la dicitura “prodotti con carne separata meccanicamente“. Inoltre, nel caso di prodotti industriali di bassa qualità, sono preferibili quelli di suino o bovino, mentre quelli di pollo e tacchino sono notoriamente preparati con una percentuale molto alta di carcasse.

Non esiste una frequenza di consumo consigliata per il würstel, in particolar modo se ottenuto mediante separazione meccanica della carne. Si tratta di alimenti eccessivamente grassi e ricchi di colesterolo, nonché carichi in sodio e fosforo.

L’apporto di calcio è maggiore rispetto ad altri prodotti a base di carne ma quello di ferro rientra nella media.

Insomma, la mia personale conclusione è che privarsi totalmente di qualcosa che piace non porta a nulla. Come in tutte le cose, è bene scegliere prodotti di buona qualità; saper leggere le etichette al supermercato diventa, quindi, un’operazione fondamentale. Poi, abusare di determinati alimenti è sbagliato a prescindere, quindi avere misura nel consumarli è sicuramente una buona norma.

A ognuno di voi la scelta.

Per approfondire:

http://www.meteoweb.eu/2016/07/wurstel-ecco-quello-che-ce-da-sapere/717139/#Hgac5AkPJrPujmgR.99

https://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/wurstel.html

Se, invece, non volete rinunciare ai wurstel, eccovi alcune mie ricette:

Pubblicato da lacucina(im)perfetta

Appassionata di cucina, mi piace la cucina tradizionale, ma anche provare ricette alternative. In questo blog voglio condividere le mie ricette del cuore, quelle familiari, e tante altre idee e curiosità. Voglio accompagnarvi tra i fornelli di casa mia senza essere pretenziosa. Sono una persona semplice e voglio utilizzare una impostazione semplice. E' la mia cucina, la mia cucina imperfetta!

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