Bughatsa dolce da Salonicco per Quanti modi di fare e rifare

Eccoci qui per questo nuovo appuntamento con i Quanti modi di fare e rifare!

Questo mese ci siamo fiondati nella bellissima Grecia nel Laboratorio di mm_skg ovvero di Marina, per preparare un piatto tipico, ovvero la bughàtsa!
Lei ci racconta che la bughàtsa è arrivata in Grecia con un nome turco boğaça da un gruppo di profughi dell’Asia minore nel 1922. Questo piatto diventò così popolare nella Grecia del nord che diventò un dolce per la prima colazione per eccellenza. Chissà che profumo per le vie di Salonicco!
Il piatto si presenta come una pasta sfoglia riprena con una crema pasticcera leggerissima, ma può essere farcito anche con ingredienti salati come la carne tritata, formaggio o spinaci.

Visto che io abito in Calabria, precisamente nell’area grecanica, approfitterò di questa ricetta per trasformarla un un antipasto con prodotti tipici calabresi e intanto che cerco tutti gli ingredienti, potete dare un occhiata alle foto che ho scattato l’anno scorso a Pentedattilo.

Eccomi!

Gli ingredienti usati da Marina per la bughàtsa dolce li trovate nel suo blog

Io ho usato… ingredienti per 4 porzioni per una bughàtsa piccante:

  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (non me ne vogliano i puristi)
  • 3 cipolline fresche del mio giardino (purtroppo le cipolle rosse non sono ancora pronte)
  • olio q.b.
  • sale q.b.
  • ‘nduja locale di Spilinga

Rosoliamo la cipolla tagliata a pezzi con un goccio di olio e un pizzico di sale

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Prendiamo il nostro rotolo di pasta sfoglia e lo tagliamo in quattro parti. Ogni parte la chiudiamo a libro per prendere le misure e con lo strumento per fare la rete delle crostate e ne segniamo una metà. Sull’altra spalmiamo un cucchiaino di ‘nduja

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Quando la cipolla si è intiepidita la poggiamo sulla pasta sfoglia e spennelliamo i lati con un goccio di acqua e poi chiudiamo “a libro” posizionando la parte della sfoglia con la “rete” sopra, infine spennelliamo tutta la parte superiore con l’acqua

 

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Prepariamo il forno già caldo a 250°, quando inforniamo abbassiamo a 230° per 15 minuti, poi abbassiamo la temperatura ulteriormente a 200° per altri 10 – 15 minuti.

Sfornare e mangiare!

Bughatsa dolce da Salonicco per Quanti modi di fare e rifare

 

Bughatsa dolce da Salonicco per Quanti modi di fare e rifare

Anche questa volta ci siamo riusciti! Visto cuochina?

 Quanti modi di fare e rifare

Marina, che ne pensi?

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Il prossimo 6 maggio siamo a casa di Antonella a preparare
i Canederli Verdi

 
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26 commenti su “Bughatsa dolce da Salonicco per Quanti modi di fare e rifare

  1. Dany il said:

    Wow! hai fatto una versione salata! la sardella!!! che buona e poi quella calabrese è piccantissima!!!!ehehehehe
    Brava bela idea, anche la rete di sfoglia, che adoro tra l’altro ! 🙂
    ciao Dany 🙂

     
  2. Kalimera Laly! Eccoci qui, tutti insieme nella bella ed assolata Grecia ed io sono prontissima ad assaggiare la tua favolosa Bughàtsa! Grazie per averci deliziato con questa golosissima versione salata e ti aspettiamo il 6 di giugno per preparare insieme i Canederli verdi di Antonella! Un abbraccio la Cuochina

     
  3. Bellissima la tua versione salata Laly! Non ho mai assaggiato n’duja ma sono certa che è fantastico, come tutte le bontà calabresi! Un abbraccio

     
  4. artù il said:

    ma che bella la tua versione salata, è incredibilmente bella e deve essere una favola da assaggiare!!! brava!

     
  5. bellissima anche la tua versione salata, hai fatto molto bene…anch’io l’ho comprata già pronta, la sfoglia, dopo aver buttato la prima che si è scaldata mentre la impastavo, non ho avuto il coraggio di riprovare e l’ho comprata, mi vergogno un po’, ma è venuta bene…un caro saluto

     
    • Laly il said:

      ti ammiro solo per il fatto di averci provato! Io spesso non ho il coraggio per paura che le cose vengono male! Bravissima comunque! :*

       
  6. Che bella idea mi hai dato …. Salata non l’avevo propio pensata . C’è sempre da imparare :-)))
    Hanno un bellissimo aspetto chissà il gusto !!!!!
    Buona settimana

     
  7. Che bell’idea mescolare le tradizioni di due posti lonti ma nello stesso tempo vicini. Penso che anche la Calabria abbia risentito dell’influenza ellenica come la Puglia.
    La ‘nduja mi stuzzica molto, anche se non l’ho mai mangiata sono convinta che sia ottima.
    Al prossimo mese 🙂

     
    • Laly il said:

      Si, in effetti provando la versione dolce non avevo idea di farne un’altra dolce cambiando pochi ingredienti, così ho deciso di farla salata e associare un po’ di Grecia anche in Calabria 🙂

       
  8. grande versione salata..con la nduja…mica noccioline…fantastica peccato da noi non si trovi… avete dei prodotti speciali, pubblicizzateli! un bacione e piacere di conoscerti!

     
    • Laly il said:

      è vero, c’è poca pubblicità .. ma ho visto da Anna di “c’è di mezzo il mare” che una bottiglia di olio all’essenza di bergamotto è arrivata fino in Giappone! XD Dai piano, piano .. 🙂

       
  9. ciao Laly,
    quante cose buone e belle nella tua versione salata.
    Sei stata bravissima e ci hai dato una idea diversa e
    molto gustosa!
    E…anche noi abbiamo usato la pasta pronta!
    Un bacio dalle 4 apine e al 6 giugno nella cucina di Antonella
    con i canederli verdi

     
  10. Laly il said:

    Grazie a tutte e ancora complimenti per le vostre versioni! Anche stavolta avete fatto del vostro meglio! *applauso* 😀

     
  11. Ma è una versione da urlo la tua! Passo sulla nduja, perchè amo il piccante ma non troppo, ma adoro le cipolle! Sai che io ho l’attrezzo per fare la rete, ma mica lo uso 🙁 Vabbe’ mi sacrificherò e rifarò al tua versione salata 😀 Buona serata e a rileggerci presto ♥

     

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