Cavolfiore in pastella

Cavolfiore in pastella: sarà anche fritto, ma è buonissimo.

Se volete far mangiare verdura ai vostri bambini, anche quelle con un sapore un po’ particolare tipo questa, allora dovete provare queste “frittelle”, sono veloci da preparare e non richiedono particolari dote culinarie.

Pochi accorgimenti ed otterrete un cavolfiore squisito: acqua ghiacciatissima e olio per la frittura abbondante e caldissimo (180°)

Cavolfiore in pastella
  • DifficoltàMolto facile
  • CostoEconomico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di cottura1 Ora
  • Porzioni4 persone
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana

Ingredienti per il Cavolfiore in pastella

1 cavolfiore (medio piccolo)
200 g farina
q.b. acqua gassata (ghiacciata)
q.b. sale
q.b. olio di semi di girasole (per friggere)

Preparazione del Cavolfiore in pastella

Prendere il cavolfiore, dividerlo a cimette e poi cuocerlo in abbondante acqua salata che è già in ebollizione..

Scolare il cavolfiore e farlo raffreddare.

Preparare una pastella con la farina un pizzico di sale e acqua freddissima gassata in quantità tale da rendere il composto semi liquido.

Immergervi le cime di cavolfiore.

Mettere abbondante olio in una padella e quando raggiunge la temperatura di circa 180° cominciare ad immergervi le cime di cavolfiore con l’aiuto di un cucchiaio.

Rigirarle su ambo i lati e scolarle su carta per fritti.

Servirle subito e buon appetito!

Cavolfiore in pastella

Note

Un metodo collaudato per evitare lo sgradevole odore quando si lessa il cavolfiore è quello di aggiungere nell’acqua mezzo bicchiere di latte durante la cottura.

Informazioni nutrizionali

Il cavolfiore è caratterizzato da un’infiorescenza, detta testa o palla, costituita da numerosi peduncoli fiorali, molto ingrossati e variamente costipati. L’infiorescenza, che può assumere una varia colorazione (bianca, paglierina, verde, violetta) costituisce la parte commestibile dell’ortaggio.

Il cavolfiore ha numerose varietà, che vengono distinte in base all’epoca di maturazione, per cui vi sono varietà precocissime (raccolte ad ottobre), precoci (raccolte a novembre-dicembre), invernali (raccolte a gennaio-febbraio) e tardive (raccolte da marzo a maggio).

Il cavolfiore preferisce terreni freschi, profondi, di medio impasto. La semina avviene in semenzaio tra maggio e luglio; per le produzioni primaverili avviene a gennaio. Il trapianto in campo delle piantine viene effettuato 40-50 giorni dopo la semina. Prima del trapianto, il terreno viene preparato con un’aratura, con cui si esegue anche la concimazione, preferibilmente organica. I lavori successivi al trapianto consistono in una o due sarchiature. L’irrigazione è praticata dopo il trapianto (a luglio-agosto) e durante la crescita dell’infiorescenza se si verifica siccità. La raccolta viene effettuata tagliando il torsolo alla base.

Il cavolfiore può essere consumato bollito, fritto, arrostito o cotto al vapore. Può essere usato come contorno o anche come piatto principale, nella preparazione di zuppe di verdura.

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Pubblicato da lemieloverie

Non sono uno chef, né tanto meno chissà quale cuoca, ma mi è sempre piaciuto cucinare e la mia passione è diventata anche un lavoro, ho gestito per 10 anni il Chiosco le coccinelle a Ravenna. Raccolgo in questo blog le miei ricette, quelle recuperate di famiglia e tutte quelle che nel tempo ho provato e che mi sono particolarmente piaciute.

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