Cavolo Verza pulizia e conservazione

Il Cavolo Verza è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Crucifere, il nome Verza deriva dal latino “virdia” che significa verde, come il colore delle sue foglie soprattutto quelle più esterne.

La sua coltivazione è praticata in tutta la penisola italiana in quanto non necessita di particolari attenzioni, resiste alle basse temperature ed è per questo motivo che si è più diffusa al Nord soprattutto in Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto, la troviamo infatti come ingrediente di numerosi piatti tipici.

Per alcune preparazioni come ad esempio gli involtini si utilizza la “verza brinata”, ossia raccolta dopo che l’inverno abbia potuto gelare il raccolto, la brina infatti garantisce la foglia croccante.

Secondo un antico mito greco, la verza nacque dalle gocce di sudore di Zeus e le venivano attribuite diverse proprietà benefiche e curative, ad esempio era consumata dalle donne nel periodo dell’allattamento perché era credenza che stimolasse la formazione del latte materno. Anche i romani utilizzavano le foglie di verza per impacchi disinfettanti e bendare i feriti in battaglia.

Queste antiche teorie trovano in parte conferma anche ai giorni d’oggi, molteplici sono le sostanze benefiche contenute in questo ortaggio vediamone alcune:

Vitamina A, alleata della pelle e della vista;

Vitamina C, che rinforza il sistema immunitario;

Vitamina K, che aiuta la coagulazione sanguigna;

Acido folico, che è prezioso soprattutto in gravidanza; polifenoli, che mantengono giovani le cellule.

Zolfo, minerale che aiuta a depurare fegato e reni

Esistono varie tipologie di verza, la più comune è quella Verde ma ne esistono altre che variano per colore e conformazione delle foglie: Verza Bianca, Verza Viola e Verza Nera

Pulizia e Conservazione

Una volta acquistato l’ortaggio è opportuno mondarlo dal torsolo praticando un taglio netto con un coltello.

Rimuovere le foglie partendo da quelle esterne più verdi e coriacee che potete utilizzare per creare degli originali centro tavola.

Procedendo verso l’interno le foglie risulteranno sempre più chiare e tenere fino ad arrivare al cuore di un colore chiarissimo da tagliare in quattro pezzi.

La divisioni in parti è utile per suddividere la verza a seconda del tipo di preparazione che vogliamo realizzare, le foglie più grandi e verdi sono ideali per preparare involtini, zuppe o ricavare la clorofilla, prezioso ingrediente con molte proprietà benefiche e colorante naturale (vedi articolo correlato cliccando qui).

Il cuore più tenero e delicato è ideale per farciture ed essere passato in padella.

Una volta lavate bene in acqua fredda tutte le parti si può procedere alla relativa cottura, in caso si volesse conservarle per qualche giorno occorre un’operazione di precottura, vediamo come:

Portare a bollore abbondante acqua salata in una pentola capiente, immergere per pochi minuti le foglie di verza private della parte interna più dura del gambo, raffreddarle in acqua e ghiaccio, sgrondarle bene ed asciugarle con carta assorbente.

Sbollentare allo stesso modo il cuore tagliato in quarti, raffreddare in acqua ghiacciata e per eliminare l’acqua in eccesso utilizzare una centrifuga per insalate. Tamponare con carta assorbente.

Una volta asciugate bene tutte le parti, riporre in contenitori ermetici rivestiti con carta assorbente, mettendo alcuni fogli anche tra le foglie. In questo modo la verza si conserverà diversi giorni pronta per essere utilizzata.

Consigli utili:

Se la vostra ricetta prevede di tagliare la verza a striscioline ricordatevi di procedere al taglio con la lama opposta al senso delle nervature della foglia.

Ricette con la verza:

Polpette di verza al forno

Sformato di verza e speck

Trofiette con farina di castagne con verza e taleggio

Verzini con verza

Zuppa di verza con cereali e legumi

Pasta fresca con clorofilla di verza

Colcannon, purè irlandese con patate e verza

Allichà, verdure stufate

Pubblicato da lastefyincucina

Stefania, mamma e casalinga full-time. Sono curiosa, amo viaggiare e sperimentare. La mia cucina è fantasia, improvvisazione e semplicità.