Speciale Natale: Costata di vitello ai funghi.

Speciale Natale: Costata di vitello ai funghi.

Questo Natale tutto in casa vostra sarà davvero perfetto con questi consigli!

Ricette per tutti i gusti, dolci deliziosi e tante idee per decorare la casa e renderla più natalizia della casa di Babbo Natale!

Dai tempi dell’allarme mucca pazza, la carne di manzo non attira più tanto.

Alcuni addirittura non esitano, a torto o a ragione, a bandirla dalla tavola. I suoi vantaggi nutrizionali sono ben noti: proteine di ottima qualità, ferro ben assimilato dall’organismo, fonte di zinco e di vitamina B12

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Ingredienti: per 4 persone

4 costate di vitello di 300 g ciascuna
500 g di funghi misti
2 spicchi di aglio
vino bianco secco
4 cucchiai di olio di oliva
3′ g di burro
4 cucchiai di timo e prezzemolo tritati
sale
pepe

Preparazione:

 

  • Pulite i funghi e fateli rosolare in una padella con un cucchiaio di olio e gli spicchi di aglio.
  • Bagnateli con poco vino, insaporiteli con un cucchiaio delle erbe tritate, sale e pepe e cuoceteli sulla fiamma vivace, mesco­landoli spesso.
  • Spolverizzate la carne con il resto del timo e del prezzemolo, sale e pepe.
  • In una larga padella fate scalda­re un cucchiaio di olio e rosolatevi uniformemente le costate per otto minuti per parte, irrorandole spesso con il loro fondo di cottura.
  • Quando la carne sarà tenera ma ancora al sangue all’interno, trasferitela nella padella di cottura con i fun­ghi e lasciatela insaporire.
  • Servite le costate ben calde.
  •  

    Quanto nutre una porzione: 530 calorie.

    Vino consigliato: Sagrantino di Montefalco Collepiano Caprai (Umbria, rosso)

    Il Montefalco Sagrantino Docg o Sagrantino di Montefalco Docg prendono il nome dall’omonimo vitigno da cui vengono prodotti. Coltivato da secoli sulle pendici delle colline umbre, il Sagrantino viene considerato autoctono, nonostante siano varie le ipotesi riguardanti la sua origine.

    Alcuni, infatti, lo ritengono di provenienza spagnola, altri credono sia stato importato dai primi frati francescani, altri ancora introdotto in Italia dai Saraceni.

    Questa Docg contribuisce in larga parte ai meriti acquisiti dalla regione umbra come produttrice di vini pregiati, già conosciuti e consumati nel Rinascimento dai papi e dai governatori. La zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria siti in provincia di Perugia.

    La resa massima di uva non deve essere superiore ad 80 quintali per ettaro di vigneto in coltura specializzata. Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito territoriale dei comuni compresi nella zona di produzione.

    La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 65% per il “Montefalco” Sagrantino “secco” e al 45%, riferito allo stato fresco dell’uva per la tipologia “passito” le cui uve subiscono un appassimento su non inferiore ai 2 mesi. Il vino “Montefalco” Sagrantino “secco” e “passito” non possono essere immessi al consumo se non dopo aver subito un periodo d’invecchiamento di almeno trenta mesi, di cui almeno dodici in botti di legno il “secco” , mentre per il “passito” non è previsto invecchiamento obbligatorio nel legno.

    I periodi d’invecchiamento decorrono dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve. Il Sagrantino passito si accompagna a preparazioni dolci a pasta non lievitata, abbastanza consistenti, in particolare pasticceria da forno, crostate con marmellate di more o di altri frutti rossi. Va bevuto come vino da meditazione o accompagnato a formaggi pecorini molto piccanti quando è invecchiato. Il Sagrantino secco invece va abbinato a grandi arrosti, cacciagione, selvaggina da pelo e formaggi a pasta dura.

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    cucina15

 

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