PICCOLE CURIOSITA’

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COME LA QUARANTENA HA STRAVOLTO LE NOSTRE ABITUDINI CULINARIE

“La cottura del cibo col fuoco è l’invenzione che ha reso umani, gli umani”, questa citazione di  Levi Strauss, ci racconta come la cottura del cibo, consumato precedentemente crudo, evidenzi una passaggio tra natura e cultura.

Il cibo come semplice bisogno alimentare o  un piacere  anche spirituale? 

Non è un semplice bisogno o istinto di nutrirsi, oggi il cibo è legato a dimensioni culturali, sociali e anche religiose, abbracciamo le nostre tradizioni culinarie,ma con crescente curiosità, rivolta a cucine che culturalmente non ci appartengono. 

La facilità con il quale ci spostiamo da un paese all’altro, ci spinge ad una completa immersione in culture diverse, anche se oramai non del tutto estranee, in quanto virtualmente si viaggia ancor prima di partire. Da qui nasce anche l’esigenza di integrare cibi e cucine, non proprio nostrane, nella tradizione, creando delle vere e proprie mode, dove gli appassionati di enogastronomia, non sono più semplici consumatori o spettatori ma protagonisti attivi delle proprie esperienze e registi di storytelling, come fosse un teatro, che diventano virali, annullando confini e rendendo, quasi sempre, un racconto interattivo, altrimenti visto da  semplice spettatore.

Aumentano in modo esponenziale format e blog di cucina,. con una percentuale di audience sempre maggiore, vogliono tutti diventare cuochi o chef, non basta più saper cucinare bene, ma il molecolare e il gourmet, fanno tendenza. Ma il paradosso è, che ci si spinge sempre verso il futuro,  con un ciclico ritorno al passato e alla tradizione. Questo scenario, prima descritto nei libri di cucina e in quale format televisivo, ora spinge imponente. Posso cucinare anche il piatto più complicato seguendo un tutorial, trovo le ricette più introvabile, anche internazionali, posso addirittura diventare un somelier on line. 

Durante il primo lockdown, il fenomeno è esploso in maniere imponente, abbiamo cominciato a fare il pane in casa, dolci , selezionato vini e condiviso con chiunque le nostre opere d’arte. Non potevamo uscire e vivere normalmente la nostra socialità, quindi l’istinto ci ha portato a spostare cene e aperitivi sul virtuale. La cucina è stata una distrazione e uno strumento per alleggerire le giornate con un incremento del  +10,4% a marzo e del + 10,7% ad aprile, per cibo e ricette, legati alla quotidianità e alla convivialità condivisa. Mi viene in mente, Kitchen Quarantine, un format di istagram, dove al grido di “Wash your hands”, cattura subito l’attenzione di migliaia di persone. Si cucina parlando anche di problemi comuni a tante famiglie, con un appuntamento quotidiano. In un altro momento storico diverso , sicuramente l’impatto sarebbe stato stato meno eclatante , ma durante la quarantena, la percezione di molte cose anche le più semplice è stata diversa.