Archivi tag: sicilia

Caponata di melanzane-orgoglio siciliano

Caponata di melanzane-orgoglio siciliano da umili origini a piatto d’eccellenza.                   Chi mi segue conosce le mie origini messinesi e sentire di una caponata preparata con peperoni e patate mi sembra quasi una blasfemia, ma in altre provincie siciliane ho scoperto che aggiungono questi ortaggi con naturalezza, a questo punto però io cambierei il nome…

Ma bando alle diatribe territoriali, è opinione comune che l’origine di questo piatto sia legata alla preparazione delle antiche famiglie più abbienti con il pesce capone  (lampuga), un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva condito con la salsa agrodolce tipica delle preparazioni a base di pesce in quegli anni.

Il pesce venne  poi sostituito dalla gente del popolo con le melanzane, arrivate attraverso gli arabi, tagliate a cubetti.

Ingredienti per 4 persone

  • 2 belle melanzane
  • 2 cipolle di Tropea
  • 350 m di passata di pomodoro o pelati schiacciati
  • 3 coste di sedano prelevate dal cuore
  • una bella manciata di olive verdi in salamoia
  • una manciata di capperi sotto sale
  • 50 ml di aceto di vino rosso
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • QB di olio EVO
  • QB di sale
  • QB di pepe nero
  • QB di basilico fresco o olio aromatizzato

Preparazione

Cominciate la preparazione della caponata di melanzane spuntando gli ortaggi e, dopo averli affettati ad uno spessore di 1 cm, tagliarli a cubetti della stessa dimensione.

Ponete i cubetti di melanzane in un colapasta cospargendoli a strati di sale

Sistemate sulle melanzane un piatto capovolto su cui porrete  un peso, tipo una pentola piena d’acqua per facilitare l’acqua di vegetazione. Lasciate così per almeno un’ora.

Nello stesso tempo mettete i capperi, meglio se quelli piccolini di Pantelleria, a bagno in acqua fresca

Tagliate a fettine sottili le cipolle e fate  un pochino più spesse le fettine del cuore di sedano, mettetele in un tegame a soffriggere con un po’ di olio EVO, ma dopo qualche minuto aggiungete 3/ 4 cucchiaio di acqua per non far bruciare le verdure.

Quando le verdure saranno diventate quasi traslucide, serviranno una decina di minuti, potete aggiungere i capperi scolati e le olive denocciolate e tagliuzzate.

Una nota a parte va fatta per le olive in salamoia che sono molto diverse da quelle che si trovano su tutto il territorio nazionale, le nostre sono conservate in una salamoia particolare poiché oltre al sale contiene aglio, peperoncino e soprattutto finocchietto selvatico. Certo capisco che non sia facile reperire questo tipo di olive, ma per la regola della mia famiglia e della nostra tradizione servirebbero queste.

Fate cuocere le verdure ancora per circa 3 minuti e poi aggiungete il pomodoro continuando la cottura di questo sugo per una decina di minuti ancora, regolate di sale e pepe.

Nel frattempo fate sciogliere lo zucchero nell’aceto e poi versarlo nel sugo di pomodoro facendolo sfumare, significa che non dovete più avvertire l’aroma dell’aceto.

Mentre la salsa di pomodoro cuoce dovete spremere le melanzane e friggerle in una padella larga, anche in più volte,

mettendole a colare per perdere l’olio in eccesso in un colapasta.

Versate nell’intingolo di pomodoro le melanzane fritte e lasciate amalgamare ancora sul fuoco per due minuti.

Ultimate con foglie di basilico fresco o con dell’olio aromatizzato se fuori stagione

Lasciate riposare la Caponata di melanzane-orgoglio siciliano in un contenitore idoneo, meglio se di coccio, e ricordate va assolutamente mangiata a temperatura ambiente, meglio il giorno dopo per permettere agli ingredienti di amalgamarsi perfettamente.

La Caponata di melanzane-orgoglio siciliano si serve di solito come antipasto, ma anche per accompagnare secondi piatti sia di pesce che di carne.

Per esempio a me piace  molto associare la Caponata di melanzane-orgoglio siciliano con le braciole di pesce spada o braciolettine di carne

 

 

 

Torretta alla crema di arancia

Torretta alla crema di arancia: Gli agrumi spesso presenti nelle mie ricette hanno un suo perché sono siciliana di origine anche se vivo fuori dalla mia isola da molti anni e la Sicilia rimane sempre nel mio cuore e nella mia essenza. La Torretta alla crema di arancia ha una base di pan d’arancio e una crema vellutata con succo d’arancia, un dolce ricco di sicilianità che vi porterà il sole nel piatto.

Tempo fa mi capitò di leggere questi versi dedicati all’arancia dal fantastico Pablo Neruda tanto belli quanto  quelli dedicati al limone già citati in un altro mio post.

A somiglianza tua,

 a tua immagine,

arancia,

si fece il mondo:

rotondo il sole, circondato

 per spaccarsi di fuoco:

la notte costellò con zagare

 la sua rotta e la sua nave.

Così fu e così fummo,

oh terra, scoprendoti,

pianeta arancione.

Siamo i raggi di una sola ruota

divisi

 come lingotti d’oro

e raggiungiamo con treni e con fiumi

l’insolita unità dell’arancia.

Pablo Neruda

Ingredienti

per il pan d’arancio

  • 100 gr di farina di mandorla
  • 200 gr di farina 00 bio
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 150 gr di burro fuso
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 180 gr di uova intere (circa 3)
  • 1 arancia media bio con tutta la buccia.

per la crema

  • 2 arance succose grandi
  • 200 g di zucchero semolato
  • 2 uova grandi
  • 60 g di farina 00
  • acqua Q.B.
  • 1/2 lt di panna

Se vi piace un dolce un po’ umido preparate uno sciroppo con le bucce delle arance utilizzando 200 ml di acqua e 100 ml di acqua con cui bagnare i vari strati del dolce.

Un tocco in più può essere qualche cucchiaio di liquore all’arancia per dare forza alla bagna.

Procedimento:

Tagliate a pezzetti un’arancia con tutta la scorza e frullarla fino a ricavarne una purea,

unite alla purea sempre frullando le uova, uno alla volta, lo zucchero e il burro fuso a temperatura ambiente. Continuate a frullare inserendo gradualmente dal foro del mixer la farina e il lievito già setacciati  fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.

Dividete l’impasto ottenuto in due stampi a cerniera già imburrati e rivestiti con carta forno, uno di 20 cm di diametro e uno di 14/16 cm

Infornate in forno già caldo a 180°per circa 30 – 35 minuti. Fate la prova stecchino prima di sfornare.

Preparate adesso la crema per farcire la vostra Torretta alla crema di arancia:

Sbattete le uova intere con lo zucchero e unite la scorza grattugiata delle arance

Premete le arance  e ricavate il succo filtrato che metterete in una brocca graduata

A questo punto si deve aggiungere tanta acqua fino ad ottenere 250 ml di liquido totale    (di acqua e succo di arancia)

Inserite il liquido ottenuto nelle uova con lo zucchero a cui avrete già aggiunto  la farina. Ponete sul fuoco e fate addensare. Conservate la crema in frigo fino all’utilizzo coperta con pellicola a contatto.

Quando la crema d’arance sarà completamente fredda aggiungete la panna montata.

Dividete ogni pan d’arancio in tre  e cominciate a montare laTorretta alla crema di arancia

Su ogni strato distribuite un po’ di bagna all’arancia se avete deciso di farlo e poi utilizzando una sac a poche farcite e decorate la Torretta alla crema di arancia.

Consiglio di inserire degli stecchi lunghi per non far scivolare i vari strati della Torretta alla crema di arancia.

Gelo di arance siciliane

Gelo di arance siciliane: Chi mi segue da tempo sa che gli agrumi sono tra i miei frutti preferiti e come ho già fatto con i limoni  ho deciso di preparare anche il gelo di arance siciliane DOC, non per campanilismo, ma perché oggettivamente sono le più buone e profumate. Dopo un ricco pasto questo semplice dessert regala una freschezza unica pulendo il palato, lasciando in bocca un buon sapore di frutta.

Ingredienti per sei persone

  • 5 arance fresche non trattate
  • 45 g amido di frumento,
  • 175 g di zucchero
  • 60 ml di succo filtrato di arance
  • 500 ml di acqua minerale naturale

Procedimento

Lavare, spazzolare e asciugare bene le arance.

Aiutandosi con l’apposito utensile, o con un semplice pelapatate, staccare la parte gialla della buccia, facendo attenzione a non prendere la parte bianca perché è un po’ amara.

Mettere la buccia ottenuta in una pentola capace a contenere sia le scorzette che il liquido, aggiungere il mezzo  litro d’acqua minerale e portare a bollore continuando per poco più di cinque minuti.

Coprire e lasciare riposare l’infusione fino a raffreddamento. Se ne avete la possibilità lasciare in infusione anche 6/12 ore.

Trascorso il tempo necessario, filtrare il liquido eliminando le bucce.

Rimettere il liquido ottenuto nella pentola, aggiungere lo zucchero e l’amido e mescolare bene, in modo che si sciolga perfettamente.

Unire il succo filtrato delle arance.

Mettere su fuoco moderato e cuocere il gelo di arance siciliane, mescolando continuamente, per evitare che si formino grumi. Quando il gelo inizierà ad addensarsi continuare a mescolare, sarà pronto non appena cominceranno a vedersi le prime bolle.

Togliere dal fuoco e fare raffreddare un po’ mescolando con la frusta, versare il gelo di arance siciliane negli stampi, aiutandosi con  un mestolino.

Lasciare almeno un’ora in frigorifero e poi servire sformano il gelo di arance siciliane su un piattino,

se vi piace, decorare con scorzette di arancia candite

o come ho fatto io con zucchero aromatizzato alle arance.

 

 

Gelatina di fichi d’India

Gelatina di fichi d’India : Chi mi segue conosce le mie origini e quelle sono talmente radicate che nonostante viva lontano dalla  Sicilia da quasi quaranta anni continuo ad essere legata a tutti quei sapori che hanno fatto parte della mia infanzia prima e della prima giovinezza. Ricordo ancora con quanto amore la mia dolcissima nonna Giovanna me li sbucciava dopo averli lasciati per un po’ in acqua fredda a perdere le spine. Poi con una praticità unica li prendeva uno alla volta e me li sbucciava. << Nonna ma non ti pungi? >>  chiedevo ogni volta << No Irenuccia, basta saperli prendere >> rispondeva con il suo  sorriso sempre pronto per me…. Irenuccia… solo lei mi chiamava così!

Ingredienti per 4 vasetti da 250 g circa

  • 2 kg di fichi d’India  già sbucciati
  • 800 g di zucchero semolato
  • 2 limoni bio (succo e scorza)
  • 1 stecca di cannella

Preparazione

Tagliare i fichi d’India già sbucciati a pezzetti e  frullarli velocemente  con un robot.
Mettere la polpa ottenuta in una ciotola capace con lo zucchero e il succo dei limoni coprire con con un coperchio o pellicola.
Sistemare la ciotola in frigorifero e lasciarla tutta la notte.
Il giorno dopo passare la polpa dei fichi d’India allo chinois o comunque utilizzando un colino a maglie piuttosto fitte. Premere con un  pestello o un cucchiaio di legno, per estrarre la polpa separandola dai semi.
Versare il succo ottenuto nella pentola che deve essere abbastanza capace da contenere tutto .
Con il pelapatate ricavare la scorza dai limoni (solo la parte gialla) e metterla nella pentola. Aggiungervi anche la stecca di cannella.
Accendere la fiamma e portare ad ebollizione a fuoco moderato.

Nel frattempo pensiamo alla sterilizzazione dei vasetti che faremo in forno:
Mettere i vasetti già puliti, asciutti e scoperchiati insieme ai loro coperchi sulla placca del forno che non è ancora stato acceso. Per non confondersi al momento di invasare  è preferibile sistemare ogni coperchio davanti al suo vasetto.
Accendere il forno a 120 °C e lasciarli sterilizzare fino al momento delll’ utilizzo. Spegnere il forno
Lasciare cuocere la gelatina rimestando spesso, fino a quando non si sarà concentrata controllare la consistenza con la classica prova piattino.
Togliere la stecca di cannella e le scorze di limone, che a questo punto si saranno candite e potranno essere utilizzate per altre preparazioni.
Invasare e mettere il coperchio sui vasetti, sistemarli nuovamente sulla placca del forno che sarà ancora tiepido, capovolgendoli.
Lasciare i vasetti in forno  fino al raffreddamento.
La gelatina di fichi d’India può essere consumata nel modo più classico, ma secondo me dà il meglio di sé su formaggi a media stagionatura di vario genere.

Marmellata di limoni

La marmellata di limoni è molto buona  e apprezzata da chi ama questi fantastici agrumi, io li adoro da buona siciliana e quindi quale modo migliore per catturare tutto il loro sapore e profumo.

 

Ingredienti:

  • 1 kg di polpa di limoni biologici
  • 200 g di buccia dei limoni sbucciati
  • 1 kg di zucchero semolato

Procedimento

Fare a fettine la scorza dei limoni  e farle bollire per quattro volte cambiando l’acqua ogni volta che prende il bollore, è questo il metodo per togliere l’amaro della buccia.

Mettere nel frattempo in una terrina i limoni tagliati a pezzetti con lo zucchero

Una volta conclusi questi passaggi  mettere la polpa dei limoni con  lo zucchero e la buccia appena sbianchita in una pentola.

Cuocere  la marmellata di limoni per circa 20/30 minuti dopo che ha raggiunto il punto di ebollizione. Potete sempre fare la prova su un piattino inclinato.

Invasare la marmellata ancora calda, utilizzando barattoli già sterilizzati,  e capovolgere i barattoli fino al raffreddamento.

Conservare in dispensa anche per un anno.

Gelo di caffè

La Sicilia è famosa per la sua granita caffè con panna, ma il gelo di caffè non è da meno.  Un occhio poco attento e non allenato può scambiare queste immagini per la più fredda granita della quale trovate qui la ricetta. Questo gelo di caffè ha invece una consistenza morbida e quasi voluttuosa e mescolato alla panna montata, consiglio di affondare il cucchiaino per prenderli insieme, crea un dolce davvero piacevole al palato e con forte aroma di caffè. E’ chiaramente dedicato a chi ama fortemente il caffè e invece del solito caffè in tazza può dar vita ad una pausa ancora più golosa e piacevole.

gelo caf 4

Ingredienti per 6 porzioni 

  • 200 ml di acqua minerale naturale
  • 300 ml di caffè
  • 100 gr di zucchero
  • 50 gr di maizena (amido di mais)
  • 250 ml di panna fresca da montare
  • 25 g di zucchero a velo vanigliato
  • polvere di caffè per decorare q.b.

Preparazione:

Preparare tanto caffè con la caffettiera fino alla quantità richiesta.
Mescolare l’acqua, il caffè e lo zucchero fino a quando quest’ultimo non si sarà ben sciolto.

Versare la maizena in un pentolino e aggiungere un po’ del liquido già preparato, fare sciogliere bene l’amido e poi incorporare anche il restante liquido.

gelo caf3

Mettere sul fuoco a fiamma media e mescolare continuamente con una frusta o un cucchiaio di legno finché la crema al primo bollore non si sarà addensata.
gelo caf2Trasferire il gelo nei bicchieri o in degli stampini e lasciare in frigorifero per almeno 2-3 ore.
gelo caf1Se si utilizzano degli stampini, tenerli per 30 minuti in freezer prima di sformare i geli, poi lasciare 10 minuti a temperatura ambiente prima di  servire.
DSCN5526Montare la panna con lo zucchero a velo, mi raccomando che sia ben fredda,

gelo caffè

DSCN6080aggiungerla ai geli e servire guarnendo con qualche pizzico di caffè in polvere.

Gelo di limone tipico siciliano

 

Il gelo di limone è tutto ciò che può definire la Sicilia e i siciliani : morbido, dolce e appena acidulo. Una lunga infusione per cogliere al meglio tutto il profumo e l’essenza dei nostri magnifici limoni e che siano assolutamente biologici, meglio non farlo se non li trovate avreste solo una brutta copia. Il gelo di limone è un dessert direi quasi magico e sensuale, pulisce la bocca dopo un pasto abbondante senza appesantire donando freschezza e una leggera dolcezza con quella punta acidula che piace a tutti.

I geli siciliani sono golosi e semplici budini a base di frutta fresca, famosissimo “u gelu i muluni” quello di anguria che si prepara solitamente a ferragosto. Ci sono anche quelli con acqua aromatizzata con spezie o caffè.

Il gelo di limone è perfetto  anche per un piacevole intermezzo pomeridiano durante un caldo e assolato pomeriggio estivo. E’ una ricetta di famiglia che piace molto, nella  classica forma da budino da sformare oppure lascio il gelo di limone, senza sformarlo, in coppe singole decorato magari con polvere di pistacchi o fettine di limone caramellate.

DSCN6067

Ingredienti per 6 porzioni

  • 5 limoni freschi non trattati
  • 45 g amido di frumento
  • 175 g di zucchero
  • 60 ml di succo filtrato di limone
  • 500 ml di acqua minerale naturale

Preparazione

Lavare, spazzolare e asciugare bene i limoni.

Aiutandosi con l’apposito utensile, o con un semplice pelapatate, staccare la parte gialla della buccia, facendo attenzione a non prendere la parte bianca perché è molto amara.

Mettere la buccia ottenuta in una pentola capace a contenere sia le scorzette che il liquido, aggiungere mezzo  litro d’acqua e portare a bollore continuando per poco più di cinque minuti.

DSCN6059

Coprire e lasciare riposare l’infusione per circa 6 ore o meglio tutta la notte.

Trascorso il tempo necessario, filtrare il liquido eliminando le bucce.

DSCN6060Rimettere il liquido ottenuto nella pentola, aggiungere lo zucchero e l’amido e mescolare bene, in modo che si sciolga perfettamente.

DSCN6061

Unire il di succo filtrato di limone.

Mettere su fuoco moderato e cuocere il gelo di limone, mescolando continuamente, per evitare che si formino grumi. Quando il gelo inizierà ad addensarsi continuare a mescolare, sarà pronto non appena cominceranno a vedersi le prime bolle.

Togliere dal fuoco e versare nelle forme prescelte.

gelo lim 2

 

DSCN6066

Il mio gelsomino

Gelsomino: Adoro i fiori che emanano profumo, quel profumo leggero e inebriante che sale su per le narici e ti regala momenti di leggera ebrezza.

Ho un piccolo giardino e sulla spalliera di una scaletta si arrampica un gelsomino che portai tanti anni fa dalla mia Sicilia. E’ una pianta molto forte, ha resistito a innumerevoli gelate e caldo torrido, anche a momenti di abbandono perché vivevo all’estero….

Spero che resista anche all’assalto di Ettore, il cane che mia figlia divide con il suo fidanzato, spesso nostro ospite che, forse attratto dalla sua vistosa e gradevole infiorescenza, strappa sistematicamente in questi giorni……

Gelsomino mio confido nella tua forza poiché lui è solo un cucciolo ed è tanto difficile fargli capire che non si tocca….

Granita di Caffè con Panna

Granita di caffè con panna: Per noi siciliani l’estate non è tale se non si fa colazione con la granita e la “brioscia”, la famosa brioche col tuppo. Per me anche se vivo lontana dalla mia terra da ormai tantissimi anni, è rimasta sempre una priorità e quando mi è possibile la preparo spesso a casa. Troverete un piccolo ma fondamentale consiglio per avere una granita davvero al top, direi quasi unica.                                                                                                  C’è chi mescola con il cucchiaino tutto, chi come me assaggia i primi due cucchiaini di sola panna e poi va giù fino in fondo al bicchiere e risale dolcemente per pescare in ogni cucchiaiata sia granita che panna. Insomma comunque la mangiate è semplicemente strepitosa, un vero rito per noi siciliani………   Oggi faremo la classicissima Granita di caffè con panna. Se volete fare una vera e classica colazione siciliana qui trovate anche la ricetta della nostra “brioscia”.

INGREDIENTI

  • 250 ml di caffè fatto con la moka   (io uso la qualità arabica)
  • 250 ml di acqua
  • 120 g di zucchero
  • 1/2 bacca di vaniglia
  • 250 ml di panna fresca
  • 2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
  • 1 cucchiaino di caffè liofilizzato

PREPARAZIONE

Fare lo sciroppo con acqua e zucchero semolato e mettere dentro il pentolino anche la bacca di vaniglia aperta al centro ( consiglio del grande maestro Corrado Assenza che approvo pienamente). Quando lo sciroppo sarà freddo togliere la vaniglia e mescolare al caffè ormai freddo. Stemperare il caffè liofilizzato in un pochino di liquido e metterlo nel composto. quando tutto sarà a temperatura ambiente mettere in un contenitore basso in acciaio e porre in freezer.

varie 13 giugno 048Adesso arriva la parte più impegnativa: ogni mezz’ora circa bisogna andare a sgranare il ghiaccio che si è formato per evitare la cristallizzazione. Questa operazione va ripetuta per 3 /4 volte.

varie 13 giugno 050Quando ci si rende conto che è pronta si mette in freezer anche la panna e le fruste per 10 minuti, poi si monta con lo zucchero a velo versato in 2/ 3 volte.

varie 084A questo punto non resta altro da fare che mettere la granita nel bicchiere che preferite e lasciare due o tre dita di spazio che riempirete con la panna montata.varie 13 giugno 046

Assaporate con calma la granita di caffè con panna inzuppandoci la brioche che preferite….

Braciolettine alla Messinese

Le braciolettine  per noi messinesi sono qualcosa che fa parte del nostro DNA, tant’è che le decliniamo in vari casi: di carne , di pesce e di verdure. Oggi vi propongo quelle di carne che sono le braciolettine per antonomasia.                                                                                                   Fuori dalla Sicilia per braciole si intendono le costate di maiale o altro animale, ma noi chiamiamo così delle fettine molto piccole che si farciscono con vari ripieni , si “avvolgono” e infilano in spiedini di legno, o meglio una volta esistevano quelli di metallo….. ma si sa il consumismo ci ha portato ad usare i prodotti usa e getta. Naturalmente il taglio della carne è fondamentale, da noi i macellai fanno dei tocchetti di carne che poi spianano con il batticarne, ma fuori dall’isola è pressoché impossibile…… Qui mi adatto con il controgirello affettato poco più spesso del carpaccio, ma non deve presentare alcun buco, altrimenti la farcia esce e non non si può avvolgere su se stesso. La mia non è proprio quella classica, ma quella elaborata nella nostra famiglia ormai da tempo immemore e riscuote un successo che va sempre oltre ogni aspettativa.           Capisco che non sia molto semplice, soprattutto per la manualità che bisogna avere, poiché queste non sono quelle bagnate nell’olio panate e arrotolate, ma vi assicuro che l’impegno ne vale la pena!

IMG_0338

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 500 g di manzo o vitello tagliato come il carpaccio
  • 200 g di pangrattato
  •  60 g di parmigiano grattugiato
  • 60 g di pecorino pepato stagionato, possibilmente siciliano,  grattugiato
  • un bel mazzetto di prezzemolo
  • 100 g di olio extra vergine d’oliva
  • 150 g di provola dolce   o scamorza
  • 100 g di pancetta affumicata a cubettini o affettata
  • qb di burro a temperatura ambiente
  • 1 – 2 spicchi d’aglio
  • sale e pepe

PREPARAZIONE

Ci sono dei passaggi fondamentali per la riuscita di questa ricetta e il primo è quello di preparare la “mollica condita”, peraltro alla base di molti altri nostri piatti, una volta preparato per questo non lascerete più la nostra mollica.                                                                      La mollica non è il classico pane grattugiato comprato in bustina, ma il pane che avete a casa già da qualche giorno e magari tostato leggermente in forno e poi grattugiato nel vostro mixer o come faceva la nonna con la grattugia del formaggio.                                                   Alla mollica bisogna aggiungere i formaggi grattugiati, l’aglio privato dell’anima e poi tritato piccolissimo, per la quantità regolatevi secondo il vostro gusto, il prezzemolo anch’esso tritato, sale e pepe qb. A questo punto bisogna mescolare molto bene tutti gli ingredienti e lavorarli tra le mani come si fa con il cuscus, per darvi un’idea, e poi aggiungere l’olio EVO continuando ad amalgamare bene il tutto. A questo punto stendere su un grande tagliere le fettine di carne che dovrebbero misurare circa 6 cm x 8 cm.                 Al centro di ogni fettina in vari passaggi verranno messi prima un pezzettino di burro, poi uno di provola e ancora uno di pancetta, per finire una piccola quantità di “mollica condita”.                                                                                                                                                                                 La parte più difficile viene adesso: senza muovere la fettina piegare verso l’interno i IMG_0333laterali e poi cominciando dal basso avvolgere l ‘involtino su se stesso, stringendo bene il contenuto per non farlo uscire fuori.

IMG_0334 Man mano che sono pronte metterle negli spiedini.

IMG_0335    IMG_0337 Prima di metterli sulla brace di carbonella o anche su una griglia di ghisa o elettrica si può fare un ulteriore passaggio degli spiedini già pronti nell’olio e poi nel pangrattato semplice. Cuocerle fino a doratura da entrambi i lati.                                                                                 Una volta assaggiate…… le rifarete mille volte, o meglio, ve le faranno rifare mille volte!!!

braciolettine2