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Piparelli Messinesi-ricetta originale

Piparelli Messinesi: Ero convinta che il nome indicasse che tra gli ingredienti principali ci fosse del pepe, e invece no, il nome deriva dalla lunga asciugatura in forno che originariamente avveniva nelle antiche stufe a legna che fumavano come pipe.

Come tante ricette antiche la loro elaborazione nasce da un riciclo di prodotti non più vendibili in pasticceria come biscotti o pan di spagna ormai diventati un po’ duri e poco appetibili che mescolati a spezie e tante mandorle danno luogo ad un fragrante biscotto da servire a fine pasto insieme ad un bicchierino di Malvasia o Passito che arrivavano dalle nostre vicine Isole Eolie o dalla lontana Pantelleria, anche un buon Marsala si sposa bene con i nostri buonissimi Piparelli Messinesi

I Piparelli Messinesi sono molto simili ai cantucci toscani, ma come potrete notare si differenziano per l’impasto, ma non per il modo di consumarli intingendoli nel vino liquoroso e per essere un modo di condividere chiacchere e ristate con i nostri amici.

I Piparelli Messinesi per essere davvero buoni devono essere ricchi di mandorle, profumati, ma, soprattutto, fragranti, devono proprio scrocchiare sotto i denti!

 Si conservano benissimo e a lungo in buste sottovuoto o nelle più classiche scatole di latta, e se nel tempo vi rendeste conto che abbiano perso fragranza o assorbito un po’ di umidità, basterà farli rinvenire per qualche minuto in forno caldo.

Sono perfetti da regalare a Natale o a Pasqua, in altre zone della Sicilia vengono chiamati Quaresimali, magari insieme ad una bella bottiglia di Malvasia delle nostre belle Isole. 

Ingredienti

  • 500 g di farina 0
  • 125 g di zucchero semolato
  • 125 di miele di acacia o millefiori
  • 125 di frollini al cacao tritati , o di pan di spagna raffermo già sbriciolato
  • buccia di 2 arance bio grattugiate
  • 300 g di mandorle non pelate ( lavate e sgocciolate al momento)
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • 30 g di arancia candita tritata finemente
  • 100 g di strutto
  • 15 g di bicarbonato
  • 100 ml circa di latte
  • 3 cucchiaini di acqua di chiodi di garofano o 3 chiodi pestati bene

Preparazione

Setacciate la farina e disponetela su una spianatoia a fontana, se lavorate a mano, ma nulla vieta di utilizzare una planetaria.

Aggiungete nel foro centrale che avrete fatto, lo zucchero, i biscotti o il pan di spagna ridotti in briciole fini, il miele, gli aromi, l’arancia candita e il bicarbonato.

Cominciate ad impastare, amalgamando la farina a poco a poco, raccogliendola dai bordi.

Vi renderete conto, mano che raccogliete la farina che sarà necessario del liquido e quindi vi regolerete di conseguenza per l’utilizzo del latte, tutto questo è variabile secondo le “briciole” che avete utilizzato.

Unite lo strutto solo a metà della lavorazione e fate amalgamare bene.

Se lavorate sulla spianatoia, dovrete “frollare”, cioè lavorare l’impasto con le punte delle dita e solo alla fine strofinarlo sulla spianatoia sempre utilizzando le punte delle dita, in modo da far amalgamare bene l’impasto.

Sgocciolate le mandorle ed unitele all’impasto, io ho utilizzato una parte con la pellicina e altre già pelate, ma la regola prevede che siano tutte non pelate.

A questo punto dovete suddividere l’impasto in piccoli panetti da circa 250 grammi e fate dei filoncini larghi 2,5/3 cm.

Disponete i filoncini di Piparelli Messinesi distanziati su una placca da forno, foderata con carta forno, spennellateli con l’uovo battuto con qualche goccio di latte ed infornate in forno già caldo a 160° per una quindicina di minuti. Dovranno dorarsi bene.

Fate raffreddare e adesso dovete avere pazienza…

L’indomani tagliate i Piparelli Messinesi in senso trasversale  e disponeteli su placche da forno.

Infornate a 150° perché si asciughino e tostino bene, per almeno 45 minuti.

I biscotti che noi messinesi adoriamo a fine pasto o in qualunque momento di convivialità!

Braciolettine alla Messinese

Le braciolettine  per noi messinesi sono qualcosa che fa parte del nostro DNA, tant’è che le decliniamo in vari casi: di carne , di pesce e di verdure. Oggi vi propongo quelle di carne che sono le braciolettine per antonomasia.                                                                                                   Fuori dalla Sicilia per braciole si intendono le costate di maiale o altro animale, ma noi chiamiamo così delle fettine molto piccole che si farciscono con vari ripieni , si “avvolgono” e infilano in spiedini di legno, o meglio una volta esistevano quelli di metallo….. ma si sa il consumismo ci ha portato ad usare i prodotti usa e getta. Naturalmente il taglio della carne è fondamentale, da noi i macellai fanno dei tocchetti di carne che poi spianano con il batticarne, ma fuori dall’isola è pressoché impossibile…… Qui mi adatto con il controgirello affettato poco più spesso del carpaccio, ma non deve presentare alcun buco, altrimenti la farcia esce e non non si può avvolgere su se stesso. La mia non è proprio quella classica, ma quella elaborata nella nostra famiglia ormai da tempo immemore e riscuote un successo che va sempre oltre ogni aspettativa.           Capisco che non sia molto semplice, soprattutto per la manualità che bisogna avere, poiché queste non sono quelle bagnate nell’olio panate e arrotolate, ma vi assicuro che l’impegno ne vale la pena!

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

  • 500 g di manzo o vitello tagliato come il carpaccio
  • 200 g di pangrattato
  •  60 g di parmigiano grattugiato
  • 60 g di pecorino pepato stagionato, possibilmente siciliano,  grattugiato
  • un bel mazzetto di prezzemolo
  • 100 g di olio extra vergine d’oliva
  • 150 g di provola dolce   o scamorza
  • 100 g di pancetta affumicata a cubettini o affettata
  • qb di burro a temperatura ambiente
  • 1 – 2 spicchi d’aglio
  • sale e pepe

PREPARAZIONE

Ci sono dei passaggi fondamentali per la riuscita di questa ricetta e il primo è quello di preparare la “mollica condita”, peraltro alla base di molti altri nostri piatti, una volta preparato per questo non lascerete più la nostra mollica.                                                                      La mollica non è il classico pane grattugiato comprato in bustina, ma il pane che avete a casa già da qualche giorno e magari tostato leggermente in forno e poi grattugiato nel vostro mixer o come faceva la nonna con la grattugia del formaggio.                                                   Alla mollica bisogna aggiungere i formaggi grattugiati, l’aglio privato dell’anima e poi tritato piccolissimo, per la quantità regolatevi secondo il vostro gusto, il prezzemolo anch’esso tritato, sale e pepe qb. A questo punto bisogna mescolare molto bene tutti gli ingredienti e lavorarli tra le mani come si fa con il cuscus, per darvi un’idea, e poi aggiungere l’olio EVO continuando ad amalgamare bene il tutto. A questo punto stendere su un grande tagliere le fettine di carne che dovrebbero misurare circa 6 cm x 8 cm.                 Al centro di ogni fettina in vari passaggi verranno messi prima un pezzettino di burro, poi uno di provola e ancora uno di pancetta, per finire una piccola quantità di “mollica condita”.                                                                                                                                                                                 La parte più difficile viene adesso: senza muovere la fettina piegare verso l’interno i IMG_0333laterali e poi cominciando dal basso avvolgere l ‘involtino su se stesso, stringendo bene il contenuto per non farlo uscire fuori.

IMG_0334 Man mano che sono pronte metterle negli spiedini.

IMG_0335    IMG_0337 Prima di metterli sulla brace di carbonella o anche su una griglia di ghisa o elettrica si può fare un ulteriore passaggio degli spiedini già pronti nell’olio e poi nel pangrattato semplice. Cuocerle fino a doratura da entrambi i lati.                                                                                 Una volta assaggiate…… le rifarete mille volte, o meglio, ve le faranno rifare mille volte!!!

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