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I pasticci di casa mia

Calamarata con granchio reale

Oggi calamarata con granchio reale, conosciuto anche come granchio calappa, granchio melograno, granchio vergognoso, granchio gallo e per finire, il nome più curioso è quello attribuito dai pescatori gallipolini “duttore” italianizzato dottore. Non mi chiedete perché dottore, non ne ho la più pallida idea e non credo sia neppure una denominazione recente. Credo abbiate già intuito, che questi granchi sono arrivati sulla mia tavola, dopo il solito giro nel porto di Gallipoli, al rientro delle paranze. Veramente, la passeggiata se la sono fatta mio marito e mio figlio e sono tonati a casa con i granchi e pure tanti, 4 dogli, che Fabio ha subito cucinato per cena e di cui vi posterò quanto prima la ricetta, dei calamari, anche di quelli vi posterò la ricetta, perchè anche qui c’è lo zampine di Fabio e una spigola bella grande che guizzava ancora in un secchio. Basta chiacchiere e andiamo al sodo con la ricetta della calamarata con granchio reale. In foto la vedete un po’ asciutta, ma ancora non mi sono attrezzata per far miracoli, dopo che avevo sistemato il sugo ed ero pronta per cuocere la pasta, ci siamo ritrovati in sette a pranzo invece che quattro, di cui quattro ragazzi affamati di circa trentanni, la pasta l’ho cucinata in abbondanza  ma il sugo era veramente poco.

Calamarata con granchio reale
Calamarata con granchio reale

Calamarata con granchio reale

Ingredienti

gr. 400 calamarata
6 granchi reali
gr. 350 polpa di pomodoro
8 pomodorini io ho usato quelli conservati da me, per la ricetta leggete qui
olio evo q.b.
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino
prezzemolo tritato

Preparazione
  • Per prima cosa bisogno occuparsi dei granchi, che andranno ben lavati e spazzolati
  • nel frattempo che vi occupate della loro pulizia mettete a bollire dell’acqua
  • quando l’acqua arriverà a bollore, mettete i granchi, riportate all’ebollizione e lasciate cuocere per 4 o 5 minuti
  • con l’aiuto di un mestolo forato, scolateli e adagiateli in un colapasta e  lasciateli raffreddare
  • quando saranno intiepiditi, mettete dei guanti (ve lo consiglio, non fate come me, che ho fatto tutto a mani nude e dopo poco ero piena di tagli, superficiali, ma molto dolorosi), aiutandovi con l’attrezzo apposito oppure con uno schiaccianoci, rompete le chele e svuotate l’interno, recuperate tutta la polpa che trovate, sopratutto l’interno,  se non frantumate per bene, rischiate di buttar via molta carne.
  • man mano mettete tutto ciò che recuperate in una ciotola, recuperate tutto il liquido che fuoriesce
  • finita questa operazione, mettete a bollire l’acqua per la pasta
  • in una padella scaldate l’olio con l’aglio schiacciato e il peperoncino (se non lo gradite potete ometterlo, sostituendolo con una abbondante macinata di pepe a fine cottura)
  • quando l’aglio sarà dorato, aggiungete la  polpa di pomodoro e fatela addensare, aggiungete poi i pomodorini e continuate la cottura per qualche minuto
  • aggiungete la polpa di granchio con tutto il liquido ottenuto, regolate di sale, levate aglio e peperoncino
  • scolate la pasta al dente tenendo da parte poco acqua di cottura,
  • versate la pasta nel condimento, spolverate di prezzemolo tritato, amalgamate il tutto, se occorre aggiungete un po’ d’acqua messa da parte, servite subito in tavola, volendo potete decorare i piatti con ancora un po’ di prezzemolo.
  • se non avete usato  il peperoncino a fine cottura spolverate abbondantemente di pepe nero macinato al momento

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Pubblicato da ipasticcidicasamia

Mi chiamo Silvana, non più giovanissima, sposata, con due figli ormai grandi, Fabio e Valentina. Fabio vive e lavora lontano da casa, Valentina, studentessa universitaria, vive ancora in famiglia. Ho un lavoro a tempo pieno da ben 36 anni, in una pubblica amministrazione e una grande passione: la cucina. In questa mia passione ho coinvolto Valentina che si diletta con me in cucina. Siamo due pasticcione impunite. Ci divertiamo molto a cucinare insieme, ma sopratutto a bisticciare. Vi chiederete perchè pasticcione, semplice, non abbiamo entrambe alcuna cognizione sulla coreografia del piatto, riusciamo a fare buone ricette, ma la presentazione lascia sempre molto a desiderare. Il nostro motto: Non sempre belli, ma sempre buoni. Mi auguro che anche voi, sperimentando le nostre ricette, concordiate con noi sulla bontà e non sull'aspetto. Dimenticavo una cosa importante, ma mi raccomando non ditelo a Valentina, spesso io mi prendo il merito delle sue ricette :) La nostra pecca? La coreografia dei piatti è per noi qualcosa di veramente sconosciuto. Pazienza, la speranza è l'ultima a morire. Un giorno, forse.... miglioreremo.

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