La storia di come ho salvato un plumcake sfortunato

Avete presente la storia del brutto anatroccolo? Quel tenero pulcino brutto e sfortunato che da grande si trasforma in un bellissimo cigno? Ecco il mio plumcake ha avuto una vita pressoché simile. Ma partiamo dall’inizio della storia.

Non so se vi sono mai capitate quelle giornate che già dal mattino capisci che qualcosa non va. Sarà jella, sarà un pianeta in opposizione, sarà la configurazione astrale contro di te, sarà la luna storta. Non so cosa sia ma te ne succedono di tutti i colori! Ti cade lo zucchero mentre stai per metterlo nel caffè. Poi ti cade la caffettiera mezza piena sporcando il piano cottura che avevi appena pulito. Poi andando a lavoro qualcuno ti taglia la strada o cerca di investirti mentre attraversi le strisce pedonali. Poi torni a casa e mentre prepari il pranzo, sperando che la giornata possa migliorare, ti cade il sale o l’olio o un mestolo sporco di sugo che imbratta il pavimento, ovviamente pulito poche ore prima. Ecco, se vi capitano giornate di questo tipo, vi dò un consiglio: sedetevi comode sul divano a guardare la tv o a leggere un buon libro ma non, e ripeto non, mettetevi in cucina a preparare qualcosa.

Io invece, ottimista quale sono, mi sono detta: “Mmmmm avrei proprio voglia di un dolce, ora preparo un bel plumcake!”.

Mi metto all’opera: monto le uova, poi aggiungo lo yogurt ed il succo di limone.

Primo intoppo: lo spremiagrumi che conteneva il succo mi sfugge dalle mani e mi casca nella ciotola. Vabè, poco male, mi dico (sempre ottimista io) il succo comunque è andato a finire dove doveva andare… peccato che siano finiti dentro anche i semini!!!! Fa niente, andiamo avanti!

Aggiungo la farina, verso nello stampo imburrato e infarinato e metto in forno.

Vado a riordinare e lavare le stoviglie sporche e cosa noto? Secondo intoppo: la bustina del lievito intatta!!! AAAAAHHHHH non avevo messo il lievito! Per fortuna erano passati solo pochi secondi, quindi prendo lo stampo, verso di nuovo l’impasto nella ciotola, aggiungo il lievito e rimetto nel forno (ovviamente dopo aver lavato, imburrato e infarinato lo stampo per la seconda volta).

Bella tranquilla me ne vado al pc, ansiosa di scrivere la ricetta di un plumcake che già dal profumo prometteva bene. Ma dopo qualche minuto sento uno strano odorino, qualcosa si stava bruciando!!

Terzo intoppo! Dalla fretta del pasticcio combinato col lievito non mi sono resa conto che l’impasto era troppo per il mio stampo ed infatti stava fuoriuscendo e dove stava sgocciolando? Ma naturalmente sul fondo del forno, visto che mi ero pure dimenticata di inserire la leccarda.

Per prima cosa inserisco la leccarda sperando che lo strabordamento si bloccasse, ma niente, l’impasto continuava a colare e quello sul fondo del forno si stava bruciando peggiorando la situazione e la puzza in casa.

Allora rassegnata spengo il forno, apro la porta, faccio arieggiare e tiro via la leccarda, poi lo stampo (che ovviamente scottava, giusto per continuare la serie di disgrazie della giornata) e la griglia e mi metto delusa e sconsolata a pulire tutto.

Il mio plumcake liquido e molliccio giaceva lì solo, triste e sfortunato! 🙁

Peccato perché il profumo era ottimo e stava già cuocendosi in superficie con una deliziosa crosticina. “Beh! Almeno – mi sono detta – assaggio un pezzettino della crosta per vedere se sarebbe stato buono” ed ovviamente … era buonissimo! 🙁

Staccando un pezzo di crosticina ho notato che sotto l’impasto era completamente liquido e allora mi sono detta “Cavolo, ci devo provare, devo fare un tentativo, devo salvarlo!!!”.

Velocemente elimino la parte superiore cotta, verso nella ciotola l’impasto, rilavo, ri-imburro e ri-infarino lo stampo per la terza volta, riverso il tutto nello stampo e lo metto di nuovo nel forno.

Naturalmente stavolta l’impasto era diminuito essendosi perso per strada e quindi il plumcake era piuttosto basso… beh almeno non sarebbe uscito fuori! 😀

È inutile dirvi l’ansia nei primi minuti! Andavo a sbirciare il forno e niente. Passeggiavo su e giù per il corridoio, come quei papà che si vedono nei film che aspettano che nasca il figlio, ma ancora niente. Dopo una decina di minuti vedo qualcosa gonfiarsi. Evvai!!! Il mio plumcake sfortunato era vivo! Dopo mezz’ora era già bello dorato. Dopo 45 minuti cotto e perfettamente gonfio come se niente fosse successo.

Non so cosa sia stato. Magari l’ho preso giusto in tempo. Magari è stato il karma, il mio ottimismo o un santo in paradiso, ma credetemi, il plumcake sfortunato, diventato plumcake salvato, è uno dei più buoni e belli che abbia mai preparato. Proprio come un brutto anatroccolo che si trasforma in uno splendido cigno. E alla fine, per renderlo ancora più bello, gli ho messo sopra pure una glassa al limoncello… tiè, alla faccia della jella! 😛

E adesso, visto che siete stati così carini e pazienti a leggere tutta la mia storia a lieto fine, non posso non darvi la ricetta del mio plumcake al limone glassato.

Ma prima un consiglio: se anche voi avete uno stampo piccolo, con il composto che avanza fateci dei muffin: vengono altrettanto buoni ed il vostro forno vi ringrazierà! 😉

RICETTA –> Plumcake al limone e cioccolato bianco glassato

Plumcake al limone e cioccolato bianco glassato

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