I nonni e le feste

I nonni e le feste sono un’accoppiata speciale, quasi a delinquere! E si della nostra linea. In pochi minuti cacciano dalla dispenysa ogni ben di Dio, ti preparano “due cosette”, come dicono loro, in pochissimo tempo.

I nonni e le feste

I nonni e le feste

Oggi non parliamo di consigli o rimedi, un racconto speciale su nonno…

Il primo pensiero delle nonne è: “Si màgnat?” (Ovvero hai mangiato in abruzzese). In questa frase è racchiuso tutto l’amore che le nonne hanno per i nipoti ed i figli.

Vi siete mai chiesti perché le nonne dicono questo? Per anni, quando frequentavo l’università, la prima domanda di mio padre era appunto “Si màgnat?”.  Appena me lo chiedeva, rassegnata gli rispondevo: “Si, papà”, e nella mia testa pensavo “Ma non mi potrebbe chiedere come sto?”. Non capivo che in quella frase era racchiuso tutto l’amore che poteva donarmi. In quella frase mi chiedeva: “Come stai? Che hai fatto oggi? Ti bastano i soldi? E gli esami?”. Sono passati anni prima di comprendere quella frase piena d’amore. Vorrei sentire anche una sola volta la sua voce dirmi “Si màgnat?”. Sentirlo dire alla mia nipotina, sentirla ridere e sbuffare come facevo io da giovane.  Papà oltre ad essere un padre, era come un nonno per noi, forse la differenza d’età, forse la mentalità del passato, legata al dopo guerra. Il cibo era tutto, non soffrire la fame o semplicemente averlo, voleva dire essere ricchi ed in buona salute.

Tanti bellissimi ricordi, un po’ buffi, divertenti a volte euforici.

Ogni Natale passato con lui era in clima magnereccio! Persino da piccoli in momenti di crisi,  nulla ci mancava, il torrone il panettone, i dolcetti e pure il regalino.

I panettoni comprati un anno con uno sconto assurdo, tipo a 1€ Un’offerta imperdibile che non  poteva perdere per la sua numerosa prole! Abbiamo mangiato panettoni fino a Pasqua! Farciti in svariati modi, a colazione, a merenda, per spuntino, c’era il panettone! Non lo si poteva dire in giro che la gente moriva dal ridere! E mi dicevano: “ Eva, sei seria?”. Mio padre una macchietta! Un anno era il 24 dicembre, il mio compleanno, andò ad Auchan, in chiusura, trovò l’offerta delle pastarelle e torte ai 50% di sconto ed anche il 70%. Prese la torta per il mio compleanno e 4 vassoi di dolci per tutti noi, per Natale e per il compleanno di Francesca, mia sorella. Fu un anno tutto da ridere e scorpacciate. Un altro anno comprò torroni a go go! Erano buonissimi, di cui prese anche quello delle sorelle Nurzia che adoro! Un torrone morbido aquilano al cioccolato, dolce profumato, con le nocciole, una delizia per il palato si scioglie letteralmente in bocca.

Potrei raccontare per ore le cose buffe che faceva per noi, per la mamma, che ama tanto i dolci. Quando poteva pensava sempre e solo a noi.

Il cenone era una vera lotta tra chi riusciva ad avere ancora fiato ed arrivare all’ultima portata. Dagli antipasti di pesce e non solo alla pasta, quasi sempre le mezze maniche con i gamberetti, il pesce fritto, le patate fritte, le insalate, i panettoni, torroni, caggiuntitt, turcinill, parrozzo, la genziana, la ratafia, il centerba e chi più ne ha ne metta!

La mattina di Natale ci svegliavamo tardi, poi andavamo tutti insieme a messa, e poi finalmente il meraviglioso pranzo di Natale!  Secondo la tradizione abruzzese si fa il cardone con la pappa reale o frittatine e polpettine. In casa mia la variante con brodo con indivia polpettine e frittatine, un piatto che amava molto mio nonno paterno. Il tacchino ripieno al forno, oppure un rotolo o altra carne e sempre le patate al forno. La carrellata dei dolci simili a quelli del giorno prima. Questi sono solo dei piatti che preparava per noi. Si avete capito bene! Perché mio padre come tutti i nonni amava cucinare per noi!

I nonni e le feste sono un ricordo unico, e quando penso ad un nonno penso a mio padre.

Purtroppo non ho conosciuto i nonni. Nonno Umberto quando mio padre aveva 5 anni, e nonno Giovanni 2 anni prima della mia nascita. E lui faceva benissimo le veci, ed anche della nonna! Papà cucinava e mamma lavava, un’accoppiata perfetta. Ora capite perché amo cucinare? Ora la nonna Lina (mia mamma), si deve dar da fare per la nipotina! E quando la pupetta crescerà si sentirà dire: “Hai mangiato?”.

Con questo saluto nonno Elvano fino al cielo, immagino il tuo sorriso e che ci chiedi: “Si magnat?

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