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Polpette di riso – rielaborare un ricordo

Con queste polpette di riso ho finalmente capito cosa vuol dire partire da un ricordo per portarlo in un piatto.
Non è la prima volta che mi confronto con un ricordo ma, prima, avevo sempre solo cercato di replicarlo.
Questa volta, invece, sono partito dal ricordo delle crocchette di riso che faceva mio papà.
Molto semplici in verità, con del riso avanzato dal giorno prima, un uovo e poi impanate e fritte.
Piatto di recupero, come nella più classica delle nostre tradizioni.

Da qui sono partito e questa volta non ho tentato di ritrovare quello stesso gusto, ma di fare mio il ricordo dandogli un sapore simile seppur personale e più attuale.
Mi sono reso conto, così, della grossa differenza che c’è fra i due percorsi.
Ricreare il gusto del ricordo è un processo emotivo molto forte, che credo riesca a mettere in crisi anche gli chef più stellati e rinomati.
Secondo me il motivo di questo va cercato prima di tutto nel fatto che rispetto al passato le materie prime in commercio sono diverse. Sul mercato si trova un’ampia scelta che comprende però anche qualità inferiori a seguito di un notevole aumento della richiesta. La necessità di offrire prodotti di fasce di prezzo differenti porta inevitabilmente a diversi livelli qualitativi.

Consideriamo poi che una volta c’era l’assoluto bisogno di creare pasti che fossero il più saporiti possibile pur potendo utilizzare solo pochi, semplici ingredienti. Questa necessità metteva le donne di casa nelle condizioni di dover sopperire alla mancanza di mezzi, sviluppando una manualità eccezionale, lontana dalla pura tecnica, perché spinta dal cuore e guidata dall’intuizione. Quindi, nonostante ora viviamo in un mondo in cui abbiamo a disposizione ogni ben di Dio, la tecnica più precisa e rivoluzionaria, appresa sul miglior testo di cucina disponibile, non potrà competere con la volontà di far stare il meglio possibile la propria famiglia anche in situazioni di scarse disponibilità economiche.

Vi faccio un esempio: io non sono un professionista ok, ma ho provato mille volte a fare dei biscotti seguendo la ricetta di una signora che conosco e non sono mai, e dico mai, venuti come i suoi. Eppure gli ingredienti sono quelli, la ricetta è quella ma c’è qualcosa che va al di là.

Ecco perché ricreare un gusto del ricordo è probabilmente la cosa più difficile da fare per chi fa da mangiare.

Partire invece da un ricordo per creare poi un piatto personale, ci solleva un pochino da questo “peso”.
Perché nonostante ci sia la voglia di onorare quel gusto, ci si toglie un po’ dall’inevitabile confronto con esso.
Ed è da qui che sono partito per le mie polpette di riso.
Le ho arricchite, ho dato loro una forma diversa, alla fine le ho fatte mie.
Sono riuscito a trasformare il ricordo in un mio piatto.
Grazie crocchette e polpette di riso!

Polpette di riso
  • DifficoltàBassa
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo30 Minuti
  • Tempo di cottura10 Minuti
  • Porzioni20 pezzi
  • Metodo di cotturaFrittura
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 600 gRiso (Bollito)
  • 2Uova
  • 30 gParmigiano Reggiano DOP
  • 30 gGorgonzola
  • 1 fettaProsciutto cotto
  • q.b.Pangrattato
  • q.b.Olio di semi di arachide

Possiamo arricchire le polpette di riso con quello che più ci piace: altri tipi di formaggio, altri salumi.

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