Vincotto di fichi

Oggi qui a casa mia prepariamo il vincotto di fichi. Da tempo desideravo parlarvi di questa tradizione che abbiamo di preparare il vincotto di fichi. In molte delle nostre ricette natalizie (come le cartellate, i calzoncelli, i sasanelli…) e non solo, troviamo spesso questo ingrediente, una specie di nettare che viene utilizzato anche per qualche preparazione salata come per esempio le reginette al vincotto.

Nel dialetto gravinese lo chiamiamo “mjerecûotte” che tradotto letteralmente significa vino cotto. Chiamiamo così anche quello fatto dall’uva. In qualche altra località lo chiamano cotto di fichi oppure miele di fichi.

E’ un lavoro abbastanza impegnativo ma il sapore del vincotto vi ripagherà da ogni fatica.

Vincotto di fichi

Vincotto di fichi

Ingredienti

fichi freschi maturi

acqua

fichi

Generalmente viene usato un pentolone, perchè il vincotto di fichi è una riduzione, quindi si parte da un grosso quantitativo per arrivare al risultato finale. La resa dipende molto dalla qualità dei fichi stessi.

E’ consigliabile versare prima un po’ d’acqua sul fondo della pentola, per poi introdurre i fichi a pezzi con tutta la buccia, che verranno poi coperti di acqua e messi a cuocere. Non vanno assolutamente rimestati, ma solo “spinti” con il mestolo verso il basso, quindi si avrà cura di farlo ogni tanto durante la cottura.

fichi nella pentola

I fichi cuoceranno parecchio, circa un’ora dal momento dell’ebollizione. Dovranno ridursi in poltiglia.

fichi cotti fichi cotti 2

Per la spremitura esistono diversi metodi. Mia nonna una volta cotti i fichi, li trasferiva in un sacchetto di tela a trama fitta (una federa per cuscini di tela resistente). Chiudeva l’estremità, attorcigliando ben bene e poi lasciava il sacchetto penzoloni su di un asse di legno, sistemata su una bagnarola che fungeva da raccoglitore.  Nel frattempo che dalla trama del sacchetto fuoriusciva il liquido, con l’ausilio del matterello e stando molto attenta a non scottarsi pigiava il sacco per agevolare lo scorrimento.

In questo video è illustrata ancora un’altra tecnica per la spremitura dei fichi.

Mia madre invece, verso gli anni ’80 mise a punto un metodo per spremere i fichi, aiutandosi invece con un piccolo torchio, utilizzando comunque all’interno un sacco di tela chiuso da entrambi i lati lunghi, ma aperto da entrambi i lati corti.

Torchietto

Il sacco viene legato da un estremità alla vite centrale del torchio. L’altra viene appoggiata sul bordo.

Torchio 1 Torchio 2

Poi viene riempito con i fichi cotti e infine pressato.

Fichi cotti con passino Riempimento torchio 1 Spremitura 1

Spremitura 2 Spremitura 3 Spremitura 4

Spremitura 5 Spremitura 6Spremitura 7

Una volta spremuti tutti i fichi, il liquido ottenuto verrà filtrato con un setaccio a trama fitta (per eliminare qualche altro semino residuo), raccolto e trasferito in una grossa pentola o in più pentole e portato a bollore. La pentola andrà sorvegliata per evitare che il liquido “scappi” durante la bollitura, in quanto la schiuma che si forma può giocare qualche scherzetto. 😀

Pentola 1 Pentola 2

 

Quando comincerà ad addensarsi, la fiamma andrà abbassata al minimo. A questo punto dovrà sobbollire per finire la cottura. Mia nonna per controllare il giusto grado di intensità, faceva la cosiddetta “prova piattino”. Versava un po’ di vincotto nel piattino, lo solcava con un dito e se il solco restava pulito senza che i bordi si riunissero, era segno che il vincotto era pronto. Diversamente unendosi voleva dire che era ancora troppo liquido e che quindi aveva bisogno di continuare la cottura.

Prova piattino

Prova piattino

La cottura ideale del vincotto richiede tante ore. Solo in questo modo si otterrà un prodotto che potrà essere conservato a lungo senza problemi.

Una volta pronto, il vincotto di fichi si lascia intiepidire nella pentola e poi si trasferisce in un contenitore di vetro che andrà chiuso a completo raffreddamento del vincotto stesso.

Il contenitore andrà poi conservato in un luogo fresco e asciutto.

 

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