Pasta di mandorle

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Le origini della Pasta di Mandorle:

“Forse la più antica e famosa preparazione fatta con questa pasta è la Frutta di Martorana, che vide la luce ufficialmente a Palermo, nel convento annesso alla chiesa eretta durante il 1143 da Giorgio d’Antiochia, alto ufficiale del re. Con il marzapane le suore confezionavano per la festa di Ognissanti piccoli dolci, che imitavano in modo sorprendente frutti d’ogni tipo dai colori vivacissimi, ottenuti grazie alla gomma arabica che permetteva di fissare le tinte vegetali derivanti da rose, zafferano, pistacchio ecc. L’impasto veniva chiamato anche “pasta reale” in quanto degno di un re: nella fattispecie il normanno Ruggero II re di Sicilia. 

Nel 1193 ca. la nobildonna Eloisa Martorana fece costruire un monastero benedettino accanto alla chiesa ed al convento, e così in suo onore, sia il complesso edilizio che i dolci preparati dalle monache assunsero il nome “della Martorana”. Con il passare del tempo ogni ricorrenza religiosa si guadagnò uno speciale soggetto di marzapane: pecorelle per Natale, cavallucci per Sant’Antonio, agnelli per Pasqua. 

Il successo di questi dolcetti spinse la corporazione dei Confettari a tentare di ottenere il monopolio della loro produzione. Lo scopo venne raggiunto nel 1575 con l’intervento del sinodo diocesano di Mazara del Vallo, che proibì alle religiose la preparazione della Frutta di Martorana perché arrecava troppa distrazione al raccoglimento liturgico.”

[wikipedia]

pastadimandorle
Pasta di mandorle, Ricetta

Nella tradizione siciliana la pasta di mandorle viene utilizzata per creare i frutti tipici del periodo dei morti, le pecorelle pasquali (in Sicilia vendono gli stampi di gesso appositi per poterle creare), inoltre viene tagliata a rettangoli e colorata di verde per fare la cassata o dei buonissimi biscottini adatti per il tè. La sua lavorazione è semplicissima ed è data da tre semplici ingredienti:


Farina di mandorle e Zucchero a Velo in parti uguali con l’aggiunta di poca acqua.

 

Procedimento:

  1. Iniziate ad impastare la farina di mandorle e lo zucchero a velo.
  2. aggiungete poco a poco l’acqua fredda continuando ad impastare fino a quando non diventerà un composto omogeneo. La farina di mandorle, reagisce al calore delle mani divenendo più oleosa, quindi
  3. Pecorelle di pasta di mandorleattenti a non usare troppa acqua, ma se l’impasto vi sembrerà troppo umido potrete sempre aggiungere altra farina di mandorle fino a quando la consistenza non vi soddisferà.

E’ d’obbligo ricordare che a differenza della pasta di zucchero o della mmf la pasta di mandorle risulta più granulosa non elastica quindi la sua lavorazione può essere un pò più difficoltosa, ma niente di impossibile con un pò di fantasia potrete utilizzarla per creare tutte le forme che volete.

Per colorarla potrete utilizzare o i colori in gel o quelli in polvere sciogliendoli in poca acqua e stendendoli con i pennellini.

 

Di seguito troverete un paio di idee su come utilizzarla.

 

pecorelle di martorana
Pecorelle di martorana

Pecorelledi marzapane

 

Biscotti gufo la cui ricetta potrete trovare nell’interessantissimo blog Sundown’s Cake

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da ilmandorloinfioreblog

Mi chiamo Valentina Modica. Sono nata a Palermo il 22 maggio 1984 ma vivo a Milano da sei anni. Ho sempre amato l’arte e per questo ho deciso di diplomarmi al liceo artistico e successivamente di addentrarmi nel mondo della grafica pubblicitaria e della grafica web. Al termine degli studi ho intrapreso vari lavori, nei settori più disparati e distanti dalla mia formazione. Col tempo una mia grande e viscerale passione, ha cominciato a farsi spazio nella mia vita: la cucina. Da piccola cucinavo spesso con mia madre e guardavo incantata mia zia preparare moltissime leccornie nel suo ristorante. Della cucina della nonna ho, invece, sempre amato i profumi e i sapori della tradizione. Non so cosa, della cucina, mi attira e coinvolge tanto: forse il conforto quasi consolatorio che offre il profumo di una torta, forse, invece, la sensazione di benessere che si prova nell’offrire qualcosa di preparato con le proprio mani, forse ancora quell’atmosfera magica e misteriosa che fa sì che pesando, dosando, mescolando semplici ingredienti si potesse creare dolci o pani sontuosi, ma più probabilmente è la gestualità, paziente o decisa, a seconda delle circostante, che mi ha attirato. Amo il girare lento e ipnotico del cucchiaio di legno nella ciotola fino a quando burro e zucchero prendono consistenza amalgamandosi completamente; Amo misurare con il mestolo piccole porzioni di impasto da versarlo nelle cocotte. Amo vedere la pasta che abbraccia il suo condimento. Amo il lento sobbollire del sugo nella pentola di terracotta. Amo l’attesa trepidante dello sfornare un souffle. Da circa dieci anni ho un quaderno di ricette scritte a mano che comprendono molte mie ricette e altre ricette trascritte dal ricettario di mia madre. Un giorno ho deciso di copiate tutto al pc, da qui è nata l’idea del blog per condividere con altre persone le mie esperienze di cucina. Quando una notte di Luglio ho creato, quasi per gioco, "Mandorlo In Fiore Blog” non pensavo che avrei conosciuto così tante persone con cui confrontarmi e da cui imparare. La cucina è anche e soprattutto questo: convivialità, insegnamento e soprattutto, apprendimento e apertura nei confronti di culture e tradizioni diverse.